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E' finito il tempo dei sogni,
certi stipendi sono una follia

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In Bundesliga i giochi sono già fatti con sette turni di anticipo (trionfo del Bayern di Guardiola), in Premier League ci sono ancora tre squadre in corsa (Chelsea, Liverpool e Manchester City), così come in Liga (Atletico Madrid, Barcellona, Real Madrid). In Italia, si sa, la Juve (ma è mica colpa sua...) ha già fatto il vuoto: solo la Roma per un po' ha tenuto il passo, il Napoli è terzo a venti punti, la Fiorentina quarta a 30, il Milan è staccato di 40 lunghezze e il Catania (ultimo) di 61. Ma che campionato è? Si pensava che la legge Melandri avrebbe ridotto la forbice fra grandi e piccoli club: così non è stato. E chissà dove mettono i soldi che prendono (in più rispetto al passato) dai diritti tv alcune società? Non certo nei vivai e negli stadi. In questa situazione è utopia pensare a impianti pieni, allegri, e a grandi ascolti tv. Ci si trascina verso la fine della stagione con noia. E si guarda con preoccupazione al futuro: quali e quante saranno le società che potranno davvero investire? Poche. Pochissime. Berlusconi ha già detto che ci rimette 50 milioni all'anno col Milan, e felice non è. Thohir ha preso l'Inter da Moratti in una situazione economica-finanziaria poco allegra, per usare un eufemismo: cercherà di "ripulire" il bilancio (probabile rosso di bilancio intorno ai 70 milioni) e deve stare attento, se la squadra si qualifica in Europa, alla tagliola del Fair play finanziario  (ad aprile si saprà). Bisogna dire la verità ai tifosi, che fessi non sono affatti: inutile farsi illusioni. Bisognerà lavorare sui giovani e sugli svincolati. E tagliare finalmente, gli ingaggi. Questo è davvero il momento per dare una sterzata decisa, non solo parole. Un esempio: la Juve a inizio stagione ha ceduto Matri al Milan per 11 milioni di euro. L'attaccante non ha combinato nulla con Allegri, che pure di gol ne aveva bisogno. Ceduto a gennaio, qualcuno, forse per vendere una coppia in più, aveva titolato:"Colpo della Fiorentina!". Risultato: tre gol in campionato, 1 in Europa League. Un disastro mercoledì col Milan. Un bel guaio per Montella che ha già fuori Gomez e Rossi. Matri guadagna 2,7 milioni di euro (netti!) all'anno. Il nostro calcio non si può più permettere certi ingaggi. E non mi riferisco solo al caso di Matri, ce ne sono tanti altri (in tutte le squadre). Non voglio fare paragoni con l'ad di Trenitalia, Moretti: c'è pubblico e privato. Non si deve confondere. Le società di calcio rispondono ad un presidente e agli azionisti. Ma certi sprechi ora non sono più tollerabili. Altro che colpi di mercato. Ci vogliono tagli, fantasia, intelligenza, programmazione. E tanta pazienza. Anche e soprattutto da parte dei tifosi. Ultima cosa: di ridurre la A a 18 squadre non si parla nemmeno. Sarebbe un piccolo risparmio e forse si vedrebbero partite un po' più avvincenti. Ma la stessa Uefa ora si inventa la Nations League per Nazionali, per ingolfare ancora di più un calendario mondiale già ingolfatissimo: un altro danno ai club. Fifa e Uefa si fanno la guerra. E Michel Platini ha dimenticato quando era calciatore...

Federsci: la Di Centa ritira la candidatura?
Manuela Di Centa, ora membro (d'onore) del Cio, ex campionessa di sci da fondo, sospettata di aver fatto uso di Epo e discussa per le sue antiche frequentazioni con il professor Conconi, si è candidata alla presidenza della Fisi (Federazione italiana sport invernali). Si vota il 12 aprile. A Sochi non è andata bene, nemmeno una medaglia d'oro. Gli altri due candidati sono Flavio Roda, attuale presidente in carica dopo un lungo e travagliato commissariamento, e Pietro Marocco. La candidatura della Di Centa non piace in ambienti Coni: c'è il timore di un ritorno al passato. Non si esclude che l'ex campionessa possa ritirarsi. Di sicuro, non è la favorita.

Lega Pro e stadi senza barriere: un convegno a Roma
L'attivissima Lega Pro organizza per il 1° aprile allo stadio Olimpico di Roma una giornata di lavoro tutta dedicata all'"impiantistica sportiva". Apriranno la sessione Giovanni Malagò e Franco Chimenti, n.1 di Coni e Coni Servizi. Si parlerà anche della nuova legge (di Letta) sugli impianti, che agevola le piccole realtà ma non aiuta i grandi club. Interessante sarà il parere di Bruno Cucinelli, presidente del Castel Rigone, un esempio lodevole di stadio senza barriere, davvero per le famiglie. Se si vuole, si può. Interventi anche di Mario Macalli e Francesco Ghirelli, presidente e dg della Lega Pro. Di stadi (italiani ed europei) parlerà anche Michele Uva, dg di Coni Servizi, sicuramente fra i più esperti in Italia in impiantistica sportiva. Non per niente lo vuole il Milan per programmare il suo nuovo stadio. I lavori dell'interessante giornata avranno inizio alle 10,30.