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Lo sport e Roma 2024
il silenzio di Matteo Renzi

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Matteo Renzi, pur essendo uno sportivo (ex calciatore e pure ex arbitro), di sport sinora non si è ancora interessato: in carica dal 22 febbraio, non ha dato la delega né al sottosegretario Delrio, che si ne era già occupato con Enrico Letta, né ad un altro dirigente che ha esperienza di sport (si era fatto anche il nome dell'ex assessore fiorentino Eugenio Giani che fa parte del Consiglio nazionale del Coni). E Renzi non ha trovato sinora il tempo nemmeno di ricevere Giovanni Malagò a Palazzo Chigi: forse lo farà la prossima settimana. Il governo Letta era stato più attivo: non solo aveva licenziato la legge sull'impiantistica, con la collaborazione del Coni, ma il premier era stato anche a Sochi a perorare la causa di Roma 2024. Di recente sia Malagò che il rettore Fabio Pigozzi hanno fatto un importante opera di lobby a Kuwait City: ma è necessario l'appoggio del governo. Solo così il Coni potrà uscire allo scoperto.

Il comitato olimpico Usa, ad esempio, il 3 maggio deciderà quale città candidare: ci sono addirittura 6-7 città interessate. San Diego si è appena aggiunta a Washington, New York, Los Angeles, eccetera. C'è fermento anche in altre parti del mondo: ad esempio Durban (Sudafrica) potrebbe candidarsi. Il sindaco di Berlino vorrebbe in corsa anche la città tedesca. Si era parlato anche di Parigi, ma al momento pare non ci siano conferme. Per il principio dell'alternanza (Rio 2016, Tokyo 2020), dovrebbe toccare ad una città europea. Ma il Cio, si sa, è strano. Gli Usa sono già stati bocciati con Chicago, eppure si era mosso, e "speso", lo stesso Obama. Roma in questo periodo è ridotta in condizioni pietose: il sindaco Ignazio Marino sembra poco interessato ad una candidatura olimpica. Non ne parla più. C'è ancora tempo, d'accordo, per ufficializzare la scelta, il Cio ha grande rispetto del Coni, ma si rischia di perdere il passo, di farci scavalcare da altre candidature. E l'appoggio del governo, ovviamente, è decisivo. Malagò aspetta. Con pazienza. Ma Renzi per ora ha altro da pensare e sembra ignorare lo sport. Tra l'altro, gira voce di un taglio (consistente) ai contributi dello Stato: sinora il Coni si è garantito 411 milioni all'anno e lo stesso Mario Monti, non proprio uno... sportivo, aveva confermato la cifra. Ma tocca tocca a Renzi.

Calcio femminile, adesso tocca a Tavecchio...
Storico risultato per il calcio femminile: la Nazionale under 17 ha chiuso al terzo posto il campionato del Mondo Fifa in Costa Rica. Nella finale per il bronzo, giocata nella notte allo Estadio Nacional di San Josè, le azzurrine di Enrico Sbardella si sono imposte ai calci di rigore sul Venezuela al termine di una gara avvincente, ricca di gol e giocata a viso aperto da entrambe le squadre, conclusa con il risultato di 4-4 alla fine dei regolamentari (6-4 dopo i tiri dal dischetto). Ora la... palla passa a Carlo Tavecchio, presidente della Lega Nazionale Dilettanti: il calcio femminile va rilanciato, anzi lanciato. Ci sono alcuni progetti ed è arrivato il momento di tirarli fuori. Altre Nazioni europee ci hanno tracciato la rotta: bisogna puntare ad una forte operazione d'immagine e "legare" il calcio femminile ai grossi club, per avere sponsor, tifosi e visibilità anche televisiva.