Inter, Milan e c. in rosso
Club sempre più in crisi
Calcio in affanno, in molti casi. In altri è in piena crisi: crescono i debiti, aumentano i ritardati pagamenti degli stipendi con conseguente penalizzazione in classifica e campionati (mezzi) "inquinati". Le big hanno le spalle ben coperte, anche se rispetto al resto d'Europa adesso segnano il passo. Ma dalla B alla Lega Pro ci sono tante situazioni di autentica difficoltà economica e chissà se basteranno le riforme dei campioni a risolverle. In Serie A il tempo della vacche grasse ormai è finito: i club, anche importanti, stanno tagliando dove è possibile tagliare. I mecenati del passato, che non badavano a spese, non ci sono più. La Juventus investe, anche se quest'anno dovrà chiudere in passivo: colpa dell'eliminazione dalla Champions League, che potrebbe essere in parte compensata da un successo nell'Europa League. Il Milan ha appena chiuso il bilancio del 2013 in rosso: 15,7 milioni di euro (peggioramento rispetto al 201…
Calcio in affanno, in molti casi. In altri è in piena crisi: crescono i debiti, aumentano i ritardati pagamenti degli stipendi con conseguente penalizzazione in classifica e campionati (mezzi) "inquinati". Le big hanno le spalle ben coperte, anche se rispetto al resto d'Europa adesso segnano il passo. Ma dalla B alla Lega Pro ci sono tante situazioni di autentica difficoltà economica e chissà se basteranno le riforme dei campioni a risolverle. In Serie A il tempo della vacche grasse ormai è finito: i club, anche importanti, stanno tagliando dove è possibile tagliare. I mecenati del passato, che non badavano a spese, non ci sono più. La Juventus investe, anche se quest'anno dovrà chiudere in passivo: colpa dell'eliminazione dalla Champions League, che potrebbe essere in parte compensata da un successo nell'Europa League. Il Milan ha appena chiuso il bilancio del 2013 in rosso: 15,7 milioni di euro (peggioramento rispetto al 2012: -6,9). Ma il bilancio che si chiuderà il 31 dicembre di quest'anno sarà peggiore, e registrerà almeno una quarantina di milioni di debiti. Colpa dei mancati ricavi di Champions e delle plusvalenze. Berlusconi interverrà per sistemare il bilancio della sua creatura: ha già ottenuto 96 milioni di linee di credito. L'ad (sportivo) Adriano Galliani ha rassicurato comunque i tifosi: "Noi siamo assolutamente in linea con le norme Uefa (fair play finanziario, ndr): non so come faranno altre società italiane che hanno perso 100-200 milioni negli anni passati". Riferimento all'Inter: il club durante la gestione Moratti ha avuto passivi davvero pesanti e anche l'esercizio 2013-'14 chiuderà con un'altra perdita (-70-80 milioni). Che farà l'Uefa? Il deficit massimo per il biennio 2011-2013 è di 45 milioni. Ci sono tanti casi eclatanti come il Paris Saint Germain ma anche l'Inter potrebbe rischiare. Cosa? La gamma di sanzioni è vasta: stop del mercato internazionale, riduzione della rosa, penalizzazione, esclusione dalle Coppe europee. L'Inter, se si qualifica, non sarà di sicuro esclusa dalla Europa League del prossimo anno: ma potrebbe rischiare un eventuale stop del mercato? Ai primi di maggio si saprà quali club saranno deferite alla disciplinare. Oltre al Psg, che ha la situazione più pesante e intricata, anche il Manchester City è in ballo. Ma gli sceicchi, si sa, non hanno certo paura di Platini...
Napoli e Fiorentina, tornando al fronte italiano, sono due società virtuose: per il club di De Laurentiis nel 2013-'14 l'ottavo utile, per quello dei Della Valle probabile pareggio. Calano le perdite alla Roma e l'anno prossimo, con la Champions, il club di Pallotta potrebbe raggiungere il pareggio di bilancio (poi c'è il sogno stadio...). Il Parma ha ridotto il deficit con la cessione del brand, in leggero affanno anche l'Atalanta. In serie B e Lega Pro c'è una situazione non facile. Fra i cadetti il Bari è all'asta fallimentare, il Siena è in piena crisi (8 punti di penalizzazione per ritardati pagamenti: la speranza è nel futuro stadio e nella promozione in A), in difficoltà anche il Cesena, il Padova, la Reggina. E per chi retrocede sono sempre guai seri. In Lega Pro, dalla prossima stagione, via alla drastica riforma: da 90 club si scenderà a 60 (divisi in tre gironi). Ma chissà se basterà o sei in futuro si dovrà tagliare ancora. Comunque, Macalli, per necessità e anche convinzione, la sua riforma l'ha fatta. In A e B di riforma dei campionati se ne parla solo, abbastanza timidamente, ma sarà difficilissimo venirne a capo. Anche perché il consiglio federale, sull'argomento, conserva sempre una sorta di diritto di veto. Certo, una A a 18 e una B a 20 (meglio ancora a 18) potrebbero portare un po' di sollievo anche alle casse dei club: ma ci sono troppi problemi, almeno per ora, per attuare una vera, completa riforma del pianeta-calcio.
Nasce a Brighton il primo centro di ricerca antidoping della Fims
La splendida città inglese di Brighton, affacciata sulla Manica, ospiterà da giugno il primo centro di ricerca antidoping affiliato alla Fims (Federazione internazionale medici sportivi). Ne hanno parlato anche di recente il presidente del Cio, il tedesco ex campione di scherma Thomas Bach, e il presidente della Fims, il professor Fabio Pigozzi, che è anche rettore dell'Università del Foro Italico di Roma, l'Università dello sport, e membro di Giunta Coni. Pigozzi è in carica alla Fims da quattro anni e sarà riconfermato per il prossimo quadriennio olimpico: si sono appena chiuse infatti le candidature per la rielezione del presidente e Pigozzi è l'unico candidato (l'assemblea si terrà a giugno a Quebec City, in Canada). La Fims (www. fims. org) è stata fondata nel 1928, in occasione dell'Olimpiade invernale di St. Moritz: nel 1952 è stata riconosciuta dal Cio e la settimana scorsa anche da SportAccord. Oltre al prestigioso centro di Brighton, che, come detto, sarà riservato alla ricerca antidoping, la Federazione internazionale ha anche altri diciassette centri in tutto il mondo che si occupano della medicina sportiva.
Le Fiamme Gialle, i suoi campioni e il ruolo dei Corpi militari
Le Fiamme Gialle hanno premiato a Roma i loro campioni olimpici, mondiali ed europei (non italiani: sono troppi...): alla cerimonia sono intervenuti il comandante generale della Guardia di Finanza, generale Saverio Capolupo, il generale Domenico Campione, comandante del Gruppo sportivo, il colonnello Vincenzo Parrinello, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Sono tanti i campioni della Fiamme Gialle, da Tania Cagnotto ad Aspromonte, da Hinnerhofer a Donato. I Corpi militari, e fra questi la Guardia di Finanza impegna uomini e risorse, hanno un ruolo importante, sovente decisivo per molte discipline sportive: alcune, soprattutto invernali, senza i militari quasi non esisterebbero. "Sante Fiamme Gialle siete garanzia per il futuro" ha detto Malagò.
Il ministro Poletti, il Coni e l'integrazione sociale dei migranti
''Bisognerebbe che maturassimo la convinzione che questa grande pluralità di forme e di storia è una grande ricchezza, invece che una grande paura o preoccupazione. E' una grande fortuna e va murata sul piano culturale. L'accordo fatto vuol dire che queste cose c'è chi in maniera lucida le ha viste e vuole che vengano vissute. Noi come istituzioni sosterremo questa iniziativa''. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, presentando stamani al Coni l'accordo di programma, firmato con il presidente Giovanni Malagò, in materia di integrazione sociale dei migranti attraverso lo sport e il contrasto alle discriminazioni. ''L'associazionismo e la pratica sportiva sono oliatori sociali - ha aggiunto Poletti - producono un benessere. Noi vogliamo che il 'motorè sia oliato anche da una cultura dell'integrazione. E' un dato fisiologico: nessun bambino che corre dietro a una palla, si fa domande sulla nazionalità. Questo problema deve essere traslocato all'interno della società". Stanziati 300.000 euro per questo progetto. Malagò ha inoltre smentito di aver dichiarato a Lignano Sabbiadoro (dove è stato premiato da Carlo Tavecchio con le "Ali della vittoria) che la candidatura di Roma 2024 è impossibile. "Si decide nell'estate 2015". Il n.1 dello sport ne parlerà la prossima settimana con Renzi.
Napoli e Fiorentina, tornando al fronte italiano, sono due società virtuose: per il club di De Laurentiis nel 2013-'14 l'ottavo utile, per quello dei Della Valle probabile pareggio. Calano le perdite alla Roma e l'anno prossimo, con la Champions, il club di Pallotta potrebbe raggiungere il pareggio di bilancio (poi c'è il sogno stadio...). Il Parma ha ridotto il deficit con la cessione del brand, in leggero affanno anche l'Atalanta. In serie B e Lega Pro c'è una situazione non facile. Fra i cadetti il Bari è all'asta fallimentare, il Siena è in piena crisi (8 punti di penalizzazione per ritardati pagamenti: la speranza è nel futuro stadio e nella promozione in A), in difficoltà anche il Cesena, il Padova, la Reggina. E per chi retrocede sono sempre guai seri. In Lega Pro, dalla prossima stagione, via alla drastica riforma: da 90 club si scenderà a 60 (divisi in tre gironi). Ma chissà se basterà o sei in futuro si dovrà tagliare ancora. Comunque, Macalli, per necessità e anche convinzione, la sua riforma l'ha fatta. In A e B di riforma dei campionati se ne parla solo, abbastanza timidamente, ma sarà difficilissimo venirne a capo. Anche perché il consiglio federale, sull'argomento, conserva sempre una sorta di diritto di veto. Certo, una A a 18 e una B a 20 (meglio ancora a 18) potrebbero portare un po' di sollievo anche alle casse dei club: ma ci sono troppi problemi, almeno per ora, per attuare una vera, completa riforma del pianeta-calcio.
Nasce a Brighton il primo centro di ricerca antidoping della Fims
La splendida città inglese di Brighton, affacciata sulla Manica, ospiterà da giugno il primo centro di ricerca antidoping affiliato alla Fims (Federazione internazionale medici sportivi). Ne hanno parlato anche di recente il presidente del Cio, il tedesco ex campione di scherma Thomas Bach, e il presidente della Fims, il professor Fabio Pigozzi, che è anche rettore dell'Università del Foro Italico di Roma, l'Università dello sport, e membro di Giunta Coni. Pigozzi è in carica alla Fims da quattro anni e sarà riconfermato per il prossimo quadriennio olimpico: si sono appena chiuse infatti le candidature per la rielezione del presidente e Pigozzi è l'unico candidato (l'assemblea si terrà a giugno a Quebec City, in Canada). La Fims (www. fims. org) è stata fondata nel 1928, in occasione dell'Olimpiade invernale di St. Moritz: nel 1952 è stata riconosciuta dal Cio e la settimana scorsa anche da SportAccord. Oltre al prestigioso centro di Brighton, che, come detto, sarà riservato alla ricerca antidoping, la Federazione internazionale ha anche altri diciassette centri in tutto il mondo che si occupano della medicina sportiva.
Le Fiamme Gialle, i suoi campioni e il ruolo dei Corpi militari
Le Fiamme Gialle hanno premiato a Roma i loro campioni olimpici, mondiali ed europei (non italiani: sono troppi...): alla cerimonia sono intervenuti il comandante generale della Guardia di Finanza, generale Saverio Capolupo, il generale Domenico Campione, comandante del Gruppo sportivo, il colonnello Vincenzo Parrinello, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Sono tanti i campioni della Fiamme Gialle, da Tania Cagnotto ad Aspromonte, da Hinnerhofer a Donato. I Corpi militari, e fra questi la Guardia di Finanza impegna uomini e risorse, hanno un ruolo importante, sovente decisivo per molte discipline sportive: alcune, soprattutto invernali, senza i militari quasi non esisterebbero. "Sante Fiamme Gialle siete garanzia per il futuro" ha detto Malagò.
Il ministro Poletti, il Coni e l'integrazione sociale dei migranti
''Bisognerebbe che maturassimo la convinzione che questa grande pluralità di forme e di storia è una grande ricchezza, invece che una grande paura o preoccupazione. E' una grande fortuna e va murata sul piano culturale. L'accordo fatto vuol dire che queste cose c'è chi in maniera lucida le ha viste e vuole che vengano vissute. Noi come istituzioni sosterremo questa iniziativa''. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, presentando stamani al Coni l'accordo di programma, firmato con il presidente Giovanni Malagò, in materia di integrazione sociale dei migranti attraverso lo sport e il contrasto alle discriminazioni. ''L'associazionismo e la pratica sportiva sono oliatori sociali - ha aggiunto Poletti - producono un benessere. Noi vogliamo che il 'motorè sia oliato anche da una cultura dell'integrazione. E' un dato fisiologico: nessun bambino che corre dietro a una palla, si fa domande sulla nazionalità. Questo problema deve essere traslocato all'interno della società". Stanziati 300.000 euro per questo progetto. Malagò ha inoltre smentito di aver dichiarato a Lignano Sabbiadoro (dove è stato premiato da Carlo Tavecchio con le "Ali della vittoria) che la candidatura di Roma 2024 è impossibile. "Si decide nell'estate 2015". Il n.1 dello sport ne parlerà la prossima settimana con Renzi.