Le pay tv negli ultimi anni hanno perso 350.000 abbonati (ma gli ascolti hanno abbastanza tenuto), frutto anche di un campionato di serie A sempre meno avvincente. Ha ragione, quindi, Malagò. Ha torto Beretta. Il nostro calcio vive tempi non facili, lo testimoniano anche i tanti spettatori persi ultimamente (in B e Lega Pro, non in A) e i tanti club in difficoltà economiche (anche in A). Domani a Milano ci sarà una boccata di ossigeno per le venti società della Lega maggiore: l'assemblea infatti approverà il contratto con l'advisor Infront. Prevede un minimo garantito di 980 milioni a stagione per il 2015-'18, e il rinnovo automatico sino al 2021 in caso di incassi per un miliardo e 40 milioni. Merito del lavoro (ottimo) fatto dalla "strana coppia" Andrea Agnelli-Claudio Lotito. Dopo il via libera ad Infront, entro maggio la Lega presenterà gli inviti ad offrire almeno per quanto riguarda i diritti tv domestici (poi, più avanti, quelli esteri e la Coppa Italia). C'è grande attesa, e fermento. Sky è rimasta tagliata fuori dalla mossa a sorpresa di Mediaset che si è aggiudicata la Champions 2015-'18 per la cifra-record di 690 milioni (incremento del 44%!). Ora è probabile un accordo fra Mediaset e le due emittenti Al Jazeera e Canal + per impadronirsi del fronte italiano. E questo può essere un vantaggio per i club: ci sono quasi due milioni di famiglie potenzialmente interessate al calcio in tv. Il problema, semmai, è di Sky: non può fare meno del pallone, e difatti sta in parte abbandonando altri sport (vedi le Olimpiadi di Rio 2016) che garantiscono pochi abbonati. Che farà Sky? Ha l'Europa League, è vero. Ma la Champions è un'altra cosa. E sul fronte italiano ci sarà la guerra con Mediaset Premium? In Italia le tv hanno tolto spettatori, è vero: gli stadi si sono svuotati. Vedere in calcio da casa, comodamente seduti in poltrona, costa meno per una famiglia che andare allo stadio. E questo pesa. I club vivono (o vivacchiano) grazie ai soldi delle tv: ridicolo, ormai, stupirsi del maxi-spezzatino, che col nuovo contratto aumenterà (forse anche una "finestra" al sabato pomeriggio alle 15 o 16). Nel prossimo turno di campionato si gareggia infatti di domenica, di lunedì e addirittura di martedì. Certo, le partite di giorno feriale alle 19 creano problemi non solo a chi a quell'ora è ancora al lavoro (basta pensare ai commercianti) ma anche a chi deve rientrare a casa (pensiamo alla zona dell'Olimpico, a Roma). Ma ai club sta bene così. Alla Rai no, perché il calcio-spezzatino danneggia sempre più le trasmissioni in chiaro. Inutile farsi illusioni. All'estero tv e stadi riescono a convivere: basta pensare a Bundesliga e Premier League (anche se in Inghilterra non danno in diretta tutte le partite). Da noi no. Colpa (anche) dei club: ma adesso, con il piano varato dalla Task Force del Viminale, possono davvero venire incontro ai loro tifosi, riportando le famiglie, un po' di famiglie, sugli spalti. Ma c'è la volontà? O si pensa solo ai (tanti) soldi dei diritti tv? Presto, con le campagne-abbonamenti, lo scopriremo.
Roma e gli Europei 2020: un dossier vincente
Oltre ad aumentare il numero dei partecipanti (errore), l'Uefa ha anche deciso che l'edizione 2020 degli Europei sarà itinerante (altro errore). Diciannove Paesi hanno formalmente presentato una domanda per ospitare, in una propria città la fase finale che si disperà in 13 diverse Nazioni. Lo ha annunciato l'Uefa. Il 20 settembre dell'anno scorso, 32 Paesi dei 54 che aderiscono all'organismo europeo, si erano detti disponibili a ospitare l'evento. Il termine per presentare il dossier della candidatura è scaduto. L'Esecutivo Uefa si riunirà per decidere le sedi della rassegna continentale il 19 settembre prossimo, a Ginevra. Ogni Paese può chiedere di far disputare in una propria città semifinali e finali, oppure tre partite di un gruppo di qualificazione, un ottavo o un quarto in una città. La stessa città sede può essere proposta per due tipi di pacchetti solo nel caso dell'Inghilterra (Londra) e della Germania (Monaco di Baviera). Altri paesi candidati possono ambire solo a un pacchetto: Azerbaijan (Baku), Bielorussia (Minsk), Belgio (Bruxelles), Bulgaria (Sofia) Danimarca (Copenhagen), Scozia (Glasgow), Spagna (Bilbao) Ungheria (Budapest), Israele (Gerusalemme), Irlanda (Dublino), Italia (Roma), Macedonia (Skopje), Olanda (Amsterdam), Galles (Cardiff), Romania (Bucarest), Russia (San Pietroburgo) e Svezia (Stoccolma). La Figc ha candidato Roma (stadio Olimpico) e non Milano (San Siro) che forse avrà la finale Champions 2016. L'Italia si era candidata già per gli Europei 2012 e 2016. Battuta nettamente. L'Uefa dopo le doppie sedi (Austria-Svizzera e Polonia-Ucraina) farà disputare l'edizione 2016 in Francia, quella 2020 in 13 Nazioni e infine nel 2024 tornerà alla sede unica. C'è da restare più che perplessi. Giancarlo Abete ha fatto bene a candidare Roma: in passato era mancato l'appoggio del governo. Ora la Figc può farcela: il suo dossier, curato dal vicepresidente Demetrio Albertini, è ottimo.
Colpo doppio per la Lega Pro: 23 milioni e nuovo sponsor
Bel (doppio) colpo per la Lega Pro: un nuovo sponsor per i playoff (diretta tv) e playout, UnipolSaiAssocuraioni e 23 milioni di euro in arrivo dopo l'accordo sui diritti tv. Non è stato facile arrivare ad un patto, fra minacce di tribunali e frizioni varie. Importante è stato il ruolo del mediatore Abete. Ora alla B (mal messa) andrannno 55 milioni, ossigeno più che importante. Alla Lega Pro (anch'essa mal messa) 23 milioni e 10 di dilettanti di Carlo Tavecchio, un mondo sterminato che merita sempre più attenzione.
Tifosi Samp a Parma senza tessera del tifoso
Saranno circa un migliaio i tifosi della Sampdoria che domenica prossima andranno in trasferta a Parma. Ma la notizia, importante, è che saranno autorizzati ad acquistare i biglietti pur non avendo la tessera del tifoso. E' la prima volta che succede, ed è un segnale di apertura. Le due società hanno lavorato bene e si sono accordate con l'Osservatorio del Viminale. Ora tocca ad altri club farsi avanti.
Roma e gli Europei 2020: un dossier vincente
Oltre ad aumentare il numero dei partecipanti (errore), l'Uefa ha anche deciso che l'edizione 2020 degli Europei sarà itinerante (altro errore). Diciannove Paesi hanno formalmente presentato una domanda per ospitare, in una propria città la fase finale che si disperà in 13 diverse Nazioni. Lo ha annunciato l'Uefa. Il 20 settembre dell'anno scorso, 32 Paesi dei 54 che aderiscono all'organismo europeo, si erano detti disponibili a ospitare l'evento. Il termine per presentare il dossier della candidatura è scaduto. L'Esecutivo Uefa si riunirà per decidere le sedi della rassegna continentale il 19 settembre prossimo, a Ginevra. Ogni Paese può chiedere di far disputare in una propria città semifinali e finali, oppure tre partite di un gruppo di qualificazione, un ottavo o un quarto in una città. La stessa città sede può essere proposta per due tipi di pacchetti solo nel caso dell'Inghilterra (Londra) e della Germania (Monaco di Baviera). Altri paesi candidati possono ambire solo a un pacchetto: Azerbaijan (Baku), Bielorussia (Minsk), Belgio (Bruxelles), Bulgaria (Sofia) Danimarca (Copenhagen), Scozia (Glasgow), Spagna (Bilbao) Ungheria (Budapest), Israele (Gerusalemme), Irlanda (Dublino), Italia (Roma), Macedonia (Skopje), Olanda (Amsterdam), Galles (Cardiff), Romania (Bucarest), Russia (San Pietroburgo) e Svezia (Stoccolma). La Figc ha candidato Roma (stadio Olimpico) e non Milano (San Siro) che forse avrà la finale Champions 2016. L'Italia si era candidata già per gli Europei 2012 e 2016. Battuta nettamente. L'Uefa dopo le doppie sedi (Austria-Svizzera e Polonia-Ucraina) farà disputare l'edizione 2016 in Francia, quella 2020 in 13 Nazioni e infine nel 2024 tornerà alla sede unica. C'è da restare più che perplessi. Giancarlo Abete ha fatto bene a candidare Roma: in passato era mancato l'appoggio del governo. Ora la Figc può farcela: il suo dossier, curato dal vicepresidente Demetrio Albertini, è ottimo.
Colpo doppio per la Lega Pro: 23 milioni e nuovo sponsor
Bel (doppio) colpo per la Lega Pro: un nuovo sponsor per i playoff (diretta tv) e playout, UnipolSaiAssocuraioni e 23 milioni di euro in arrivo dopo l'accordo sui diritti tv. Non è stato facile arrivare ad un patto, fra minacce di tribunali e frizioni varie. Importante è stato il ruolo del mediatore Abete. Ora alla B (mal messa) andrannno 55 milioni, ossigeno più che importante. Alla Lega Pro (anch'essa mal messa) 23 milioni e 10 di dilettanti di Carlo Tavecchio, un mondo sterminato che merita sempre più attenzione.
Tifosi Samp a Parma senza tessera del tifoso
Saranno circa un migliaio i tifosi della Sampdoria che domenica prossima andranno in trasferta a Parma. Ma la notizia, importante, è che saranno autorizzati ad acquistare i biglietti pur non avendo la tessera del tifoso. E' la prima volta che succede, ed è un segnale di apertura. Le due società hanno lavorato bene e si sono accordate con l'Osservatorio del Viminale. Ora tocca ad altri club farsi avanti.