Il premier Matteo Renzi ha suggerito: "I club di calcio dovrebbero contribuire alle spese per la sicurezza negli stadi". Ovviamente, Silvio Berlusconi ha subito risposto e si è dimostrato contrario. Ma queste sono scaramucce (politiche): fra venti giorni d'altronde si vota. Veniamo al cuore del problema: all'estero le società pagano per la sicurezza, in Italia lo hanno chiesto più volte i sindacati di polizia e il mondo dello sport ha sempre risposto di no. I club calcistici spendono soldi, e non sono di certo felici, solo per gli stewards: alcuni li addestrano bene, e li pagano benino (anche 200 euro a gara). Altri li pagano poche decine di euro (20-30). Ma attenzione, è stata detta una imprecisione in tv: è vero che negli stadi entrano ancora troppi petardi, troppi fumogeni e troppe bombe carta. Si è visto bene nella finale di Coppa Italia. Il prefiltraggio fuori degli impianti spetta però alla polizia, gli stewards intervengono solo a ridosso e dentro gli stadi. Ora tutti strillano, ma il Viminale, a cominciare dal capo della polizia, Alessandro Pansa, aveva già segnalato che quest'anno c'era un'escalation di violenza, di danneggiamenti, di feriti, di Daspo, eccetera. Non per niente la Task Force, voluta da Angelino Alfano e coordinata dal prefetto Vincenzo Panico, aveva già messo a punto un piano per la prossima stagione: non solo facilitazioni per i tifosi per bene ma anche un giro di vite per i violenti. Più telecamere, più stewards, più attenzione nei controlli fuori dagli stadi, curve segmentate (settori divisi a colori, più che nuove barriere che l'Uefa non vuole), eccetera. E applicazione attenta e rigorosa delle norme che già ci sono, senza invocarne altre: per Genny a'carogna è arrivato il Daspo (in ritardo), così come arriverà per altri ultrà del Napoli che erano venuti a Roma per cercare gli incidenti. Si cercherà anche di individuare il manipolo di tifosi giallorossi (pochi? tanti?) che era nella zona di Tor di Quinto, teatro degli incidenti più gravi.
Ma torniamo a Renzi: quanto costerebbe ai club pagare la sicurezza? Secondo alcune versioni lo Stato spende 45 milioni all'anno per gli stadi. Sbagliato. La cifra comprende anche gli stipendi delle forze dell'ordine, e questi non vanno calcolati. Li riceverebbero anche se non andassero a fare servizio d'ordine negli stadi e dintorni. Vanno calcolati solo i costi aggiunti: si tratta di indennità di ordine pubblico, di indennità di trasferta e di straordinari. Ogni giornata di campionato costa quindi 80 euro a poliziotto (e carabiniere): e siccome vengono impiegate mediamente 6.000 persone a giornata, ecco che in un campionato lo Stato spende 18 milioni. A questi ne vanno aggiunti altri due per spese di carburante, mezzi, elicotteri, trasporti, eccetera. Totale 20 milioni all'anno. E' la cifra che dovrebbero sborsare i club. Il Sap sostiene che la cifra è di 500 milioni all'anno, e non si sa bene cosa calcola: la cifra di 20 milioni viene da fonti del Viminale, che di quel problema si occupano. Ma non sarà facile trovare un accordo. Renzi dice una cosa, Berlusconi un'altra. Malagò e Abete comunque sono disponibili ad accettare quello che deciderà il premier in materia. Intanto, da quando esiste il Daspo, da 15 anni, ha colpito sinora circa 60-70.000 tifosi. All'inizio i Daspo erano pochi, poi circa 2500 all'anno, adesso quelli in vigore sono 5000. Ma i Tar, ogni tanto, li annullano e fra sconti di pene e prescrizioni ecco che certi personaggi sono sempre più, in curva. Il mondo dello sport chiede al governo misure più dure ma può, volendo, fare la sua parte. Come? Intanto la Lega di A può costituirsi parte civile quando l'inchiesta sarà finita e ci saranno i rinvii a giudizio. Inoltre tutti i club, non solo quelli che hanno lo stadio di proprietà, possono stabilire delle norme, con in Inghilterra e Spagna, che chi ha commesso dei reati (vedi il lanciatore della banana a Villareal) viene messo in bando a vita, e non può mettere piede nello stadio a vita.
E domani nasce la Fondazione B Solidale
Nasce la Fondazione B Solidale, che da piattaforma di responsabilità sociale si trasforma in Fondazione e accoglie fra i soci fondatori, oltre alla Lega Serie B, Figc, l'Aiac, l'Aic onlus e l'Istituto di Credito sportivo, unica banca pubblica a servizio del Paese per il sostegno allo sport e alla cultura. La presentazione a Roma domani presso il palazzo Cardinal Cesi di via della Conciliazione 51, alla presenza del presidente della Figc Giancarlo Abete, del presidente della Lega Serie B Andrea Abodi, di Diego Bonavina presidente di Aic Onlus, e dei commissari straordinari dell'ICS Paolo D'Alessio e Marcello Clarich. Sarà presentato anche il nuovo Comitato etico della Lega Serie B, chiamato a contribuire a definire le linee guida e che sarà costituito da nomi dello sport, dello spettacolo, del giornalismo, del mondo del volontariato ma tutti fortemente coinvolti nel terzo settore e portatori di valori condivisi dalla Lega Serie B. Questi i componenti presenti mercoledì a palazzo Cesi: Marino Bartoletti, Chantal Borgonovo, moglie di Stefano, Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, Simone Farina in collegamento da Londra, Emiliano Mondonico e Giulio Repetti (in arte Mogol). Al mattino, la giornata si aprirà con l'Udienza generale del Papa che riceverà una delegazione della Lega Serie B.
Ma torniamo a Renzi: quanto costerebbe ai club pagare la sicurezza? Secondo alcune versioni lo Stato spende 45 milioni all'anno per gli stadi. Sbagliato. La cifra comprende anche gli stipendi delle forze dell'ordine, e questi non vanno calcolati. Li riceverebbero anche se non andassero a fare servizio d'ordine negli stadi e dintorni. Vanno calcolati solo i costi aggiunti: si tratta di indennità di ordine pubblico, di indennità di trasferta e di straordinari. Ogni giornata di campionato costa quindi 80 euro a poliziotto (e carabiniere): e siccome vengono impiegate mediamente 6.000 persone a giornata, ecco che in un campionato lo Stato spende 18 milioni. A questi ne vanno aggiunti altri due per spese di carburante, mezzi, elicotteri, trasporti, eccetera. Totale 20 milioni all'anno. E' la cifra che dovrebbero sborsare i club. Il Sap sostiene che la cifra è di 500 milioni all'anno, e non si sa bene cosa calcola: la cifra di 20 milioni viene da fonti del Viminale, che di quel problema si occupano. Ma non sarà facile trovare un accordo. Renzi dice una cosa, Berlusconi un'altra. Malagò e Abete comunque sono disponibili ad accettare quello che deciderà il premier in materia. Intanto, da quando esiste il Daspo, da 15 anni, ha colpito sinora circa 60-70.000 tifosi. All'inizio i Daspo erano pochi, poi circa 2500 all'anno, adesso quelli in vigore sono 5000. Ma i Tar, ogni tanto, li annullano e fra sconti di pene e prescrizioni ecco che certi personaggi sono sempre più, in curva. Il mondo dello sport chiede al governo misure più dure ma può, volendo, fare la sua parte. Come? Intanto la Lega di A può costituirsi parte civile quando l'inchiesta sarà finita e ci saranno i rinvii a giudizio. Inoltre tutti i club, non solo quelli che hanno lo stadio di proprietà, possono stabilire delle norme, con in Inghilterra e Spagna, che chi ha commesso dei reati (vedi il lanciatore della banana a Villareal) viene messo in bando a vita, e non può mettere piede nello stadio a vita.
E domani nasce la Fondazione B Solidale
Nasce la Fondazione B Solidale, che da piattaforma di responsabilità sociale si trasforma in Fondazione e accoglie fra i soci fondatori, oltre alla Lega Serie B, Figc, l'Aiac, l'Aic onlus e l'Istituto di Credito sportivo, unica banca pubblica a servizio del Paese per il sostegno allo sport e alla cultura. La presentazione a Roma domani presso il palazzo Cardinal Cesi di via della Conciliazione 51, alla presenza del presidente della Figc Giancarlo Abete, del presidente della Lega Serie B Andrea Abodi, di Diego Bonavina presidente di Aic Onlus, e dei commissari straordinari dell'ICS Paolo D'Alessio e Marcello Clarich. Sarà presentato anche il nuovo Comitato etico della Lega Serie B, chiamato a contribuire a definire le linee guida e che sarà costituito da nomi dello sport, dello spettacolo, del giornalismo, del mondo del volontariato ma tutti fortemente coinvolti nel terzo settore e portatori di valori condivisi dalla Lega Serie B. Questi i componenti presenti mercoledì a palazzo Cesi: Marino Bartoletti, Chantal Borgonovo, moglie di Stefano, Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, Simone Farina in collegamento da Londra, Emiliano Mondonico e Giulio Repetti (in arte Mogol). Al mattino, la giornata si aprirà con l'Udienza generale del Papa che riceverà una delegazione della Lega Serie B.