Nell'interesse dell'Inter, della sua storia e dei suoi tifosi, Massimo Moratti ed ET Thohir dovranno trovare un accordo. Un patto. Possibilmente, il patto del silenzio. Sinora Moratti, da quando ha ceduto il 70 per cento della sua creatura conservandone il 30% e la presidenza onoraria, non ha perso occasione per punzecchiare il nuovo patron. Ha fatto saltare, Moratti, l'accordo con la Juve per lo scambio Guarin-Vunicic (facendo infuriare Andrea Agnelli e Beppe Marotta) ma come volevano gli ultrà nerazzurri. Ha spiegato che se ci fosse stato lui qualcuno degli argentini forse sarebbe rimasto. Ultimamente ha puntualizzato:"All'Inter non c'è nulla da risanare". Seccato per alcune frasi del nuovo patron che ha acquistato il 70 per cento del club per 75 milioni più debiti. Moratti, non c'è dubbio, ha fatto (e speso) tantissimo per la sua Inter. Ha vinto anche molto, soprattutto negli ultimi anni (basta pensare al Triplete, che resterà nella storia). Non sempre i tifosi nerazzurri gli sono stati riconoscenti, e questo l'ha amareggiato non poco. Ma c'è da dire che l'Inter di Moratti, dal 2007 al 2013, ha totalizzato 620 milioni di euro di perdite, molto più degli altri club italiani ( Milan 262, Juve 185 e Roma 134). L'Inter, e anche la Roma, potranno comunque partecipare alle prossime Coppe europee senza alcuna ammenda, pur non essendo in regola coi parametri del financial fair play di Michel Platini, solo perché l'Uefa non tiene conto dei bilanci dei club che nell'ultima stagione non sono stati impegnati nelle Coppe. Una norma che non convince molte società, non solo in Italia ma anche all'estero (e che forse l'Uefa rivedrà il prossimo anno). Ma la Roma di Mr. Pallotta è bene avviata sulla strada del risanamento, anche grazie al progetto dello stadio di proprietà e ai proventi che avrà dalla prossima Champions, mentre l'Inter ci metterà (almeno) un paio di anni per mettersi alla pari. Niente top player, ha messo le mani avanti Thohir che ora sta cercando, fra banche e fondi, 230 milioni in modo dare ossigeno al club e guardare al futuro con più ottimismo. I due la pensano in maniera diametralmente opposta: uno, Moratti appunto, ha pensato più al cuore, alla passione che al portafoglio. L'altro, Thohir, punta invece al business. Dovranno trovare, e in fretta, il modo di convivere.
Intanto secondo il " Brand Finance Football 50" la Juventus ha visto crescere il valore del proprio brand fino a 181 milioni di euro, primo club italiano e al 13° posto mondiale (al primo il Bayern Monaco). Brand Finance ha incrementato il rating del marchio del club di Andrea Agnelli facendolo passare da "AAA-" ad una piena "AAA" contribuendo così ad un incremento del valore del brand di 41 milioni di euro rispetto all'anno passato. Nella nuova analisi le due squadre di Milano hanno perso valore e ora si ritrovano proprio dietro la Juventus, con il Milan in quattordicesima posizione e l'Inter in quindicesima. Altri tre team italiani sono presenti tra i top 50: Napoli, Roma e Lazio che hanno costantemente aumentato il valore del proprio marchio e si sono collocati rispettivamente al 21°, 26 ° e 44° posto.
Delrio e la "Grande Bellezza di Roma...". Ma i Giochi 2024 sono lontani
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, con delega allo sport, Graziano Delrio, in un'intervista a "Il Calciatore", la pubblicazione del sindacato calciatori (Aic), ha trattato tutti i temi che riguardano lo sport. Dalla violenza all'abolizione del vincolo, caldeggiata da Damiano Tommasi. Ed è intervenuto anche sull'eventuale, molto eventuale, candidatura di Roma all'Olimpiade del 2024: "Contiamo che possa essere un'occasione per mostrarci efficienti, capaci e orgogliosi della Grande Bellezza". Delrio è oberato di lavoro e passa molto tempo a Palazzo Chigi con Renzi: forse non si rende conto di come è ridotta Roma. Non si rende conto del fallimento di Marino (o si rende conto e non può dir nulla, per ora). Non per niente, Renzi non si è mai pronunciato ufficialmente sulla candidatura olimpica di Roma e saggiamente prende tempo (come fa, altrettanto saggiamente, Giovanni Malagò).
Intanto secondo il " Brand Finance Football 50" la Juventus ha visto crescere il valore del proprio brand fino a 181 milioni di euro, primo club italiano e al 13° posto mondiale (al primo il Bayern Monaco). Brand Finance ha incrementato il rating del marchio del club di Andrea Agnelli facendolo passare da "AAA-" ad una piena "AAA" contribuendo così ad un incremento del valore del brand di 41 milioni di euro rispetto all'anno passato. Nella nuova analisi le due squadre di Milano hanno perso valore e ora si ritrovano proprio dietro la Juventus, con il Milan in quattordicesima posizione e l'Inter in quindicesima. Altri tre team italiani sono presenti tra i top 50: Napoli, Roma e Lazio che hanno costantemente aumentato il valore del proprio marchio e si sono collocati rispettivamente al 21°, 26 ° e 44° posto.
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