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Sky, ascolti in calo
Juve e Napoli le più viste

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Non è stato un bel campionato: lo strapotere della Juventus e la pessima annata di Milan e Inter (ma non ditelo a Mazzarri...) ha fatto calare anche gli ascolti di Sky. Non di molto, dell'1,85%. Nel 2012-'13, in 38 giornate, c'erano stati 209.703.821 spettatori medi. Quest'anno, 205.824.807. Il maggior numero di slot (15 in più rispetto all'anno scorso) ha permesso di contrastare parzialmente il calo d'interesse mentre la trasmissione Diretta Gol ha registrato un piccolo aumento (1%): 454.515 spettatori medi contro i 450.342 della stagione precedente. Per quanto riguarda le top ten di quest'anno la gara più vista è stata 9,3 per cento di share, 2.507.863 spettatori medi complessivi, 3.538.960 spettatori unici. Fra le 10 gare più viste la Juventus e il Napoli compaiono cinque volte, l'Inter 4, la Roma e il Milan 3. Una curiosità: su 10 gare, 8 sono posticipi domenicali. Soddisfazione a Sky, intanto, per l'ascolto della finale di Champions League: 1.631.401 spettatori medi complessivi, 7,03% di share e 2.584.593 spettatori unici. Il prossimo anno Sky avrà ancora la Champions, oltre all'Europa League, ma dal 2015 la Champions è in mano a Mediaset. Ora per la tv di Rupert Murdoch, oltre l'asta per i diritti del campionato (si chiude il 5 giugno), ci sono i Mondiali del Brasile. Con tutte le partite.

Malagò e la riforma della giustizia sportiva (che a qualcuno non piace....)
Rinforzata la "squadra" del Coni, adesso Giovanni Malagò passa alla fase numero 2. Quella della riforme. Una delle più delicate, e non poteva essere diversamente, riguarda la giustizia sportiva. Il n.1 dello sport italiano ci ha lavorato a lungo con gli amici avvocati Soro, Tobia e ha affidato la materia anche al professor Giulio Napolitano e ad uno staff di esperti di prim'ordine. Non è semplice venirne a capo: Malagò vorrebbe che tutto il pacchetto venisse approvato dalla prossima Giunta, l'11 giugno, subito dopo i maxi-festeggiamenti per il Centenario del Coni. Ci sono ancora forti resistenze da parte dei presidenti Abete, Petrucci e Barelli. Motivo del contendere, soprattutto il ruolo del superprocuratore del Coni, un ruolo di supervisione nei confronti dell'operato dei procuratori federali. E questo, secondo alcuni presidenti, sarebbe incostituzionale e creerebbe non pochi problemi. Dovrebbe essere risolto invece il nodo del "codice unico", che Abete aveva apertamente contestato. Certa anche la cancellazione del Tnas del Coni, e su questo argomento, solo su questo, Malagò e Abete sono in sintonia. Siccome in questi giorni al Coni girano documenti di critica nei confronti della riforma ecco che Malagò, venerdì terrà una conferenza stampa per spiegare, nei dettagli, cosa è stato deciso.