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Il caso Coppa Italia
e quella maglietta...

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Chissà quando (e se) si saprà la verità su quello che è successo in occasione della finale di Coppa Italia, Napoli-Fiorentina, del 3 maggio. C'è da definire le responsabilità di alcuni tifosi, da individuarne altri. Si è rischiata la tragedia e come sempre succede, dopo, si sono sprecate le parole. Ma qualcosa non ha funzionato nell'organizzazione: a Tor di Quinto non ci dovevano essere i bus dei tifosi del Napoli, c'era pochissima polizia e poi dentro lo stadio, "trattativa" a parte, sono entrati troppi petardi e fumogeni (i prefiltraggi toccano alle forze dell'ordine, non agli stewards). Il questore di Roma, Massimo Maria Mazza, stava a San Vitale e non all'Olimpico: difficili le comunicazioni (telefonini in tilt) col prefetto Giuseppe Pecoraro, eppure siamo nel 2014. In passato altri questori stavano sul campo, all'Olimpico, per coordinare meglio i loro uomini. Ma secondo il ministro Angelino Alfano tutto ha funzionato alla perfezione: a caldo ha proposto il Daspo a vita (ma potrebbe essere anticostituzionale), a freddo più telecamere (ma ci sono i soldi?), segmentazione delle curve e si è parlato anche di maggiore collaborazione dell'intelligence per evitare quello che è successo a Tor di Quinto (ma le "barbe finte" sono già oberate di lavoro...). Renzi ha proposto invece di fare pagare le spese, almeno una parte, della sicurezza ai club: ma ha anche proposto un tavolo di confronto dopo le elezioni. Vedremo se qualcosa si muoverà.

Intanto Gennaro Di Tommaso, soprannominato Genny'a carogna, ha avuto subito il Daspo. Per due motivi: invasione di campo e la maglietta "Speziale libero". Spiega l'avvocato romano Lorenzo Contucci, che difende molti ultrà: "L'invasione di campo non esiste perché era stato invitato dagli stessi funzionari di polizia a discutere con loro e con Hamsik sulla possibilità di iniziare o meno la partita. Secondo: la maglietta "Speziale libero" non è un reato penale. Così come non lo è la stessa maglietta "Berlusconi libero" o "Scajola libero"... Probabile quindi che il Daspo al tifoso del Napoli possa essere revocato". Genny a'carogna è indagato anche per spaccio, per altre vicende, ma certo quella maglietta fatta vedere all'Olimpico, anche se davvero non fosse un reato, è un'offesa per la vedova e i figli di Raciti. Antonino Speziale, come noto, è stato condannato a 8 anni con sentenza definitiva per l'omicidio dell'ispettore di polizia a Catania. Ma ora su quello che è successo in curva c'è anche un'indagine della Procura di Roma: speriamo possa fare chiarezza. L'Osservatorio del Viminale ha proposto per il futuro il Daspo di gruppo e preventivo perché non sempre è facile individuare i colpevoli: ma già adesso esiste il fermo di polizia che consente, ad esempio, di poter portare i questura tutti gli appartenenti di un club coinvolto in incidenti in un autogrill. Le norme ci sono, non sempre vengono applicate. E molti Daspo sono revocati dai Tar per carenza di motivazione: c'è da mettere ordine in questa materia. In futuro, altra proposta, è quella del Daspo portato a 8 anni (adesso il massimo è 5) in caso di recidiva.

E il mondo dello sport cosa fa? Parla. Non agisce. Malagò e Abete hanno subito elogiato il Villareal, club spagnolo che ha espulso, a vita, dal suo stadio quel tifoso che ha lanciato una banana a Denis Alves. Ma in Italia, almeno per ora, nessuno si muove: né la Figc, né la Lega di A (che pure aveva promesso di costituirsi parte civile chiedendo i danni ai violenti). La Lega in assemblea discute dei soldi dei diritti tv, la Figc in consiglio federale delle comproprietà e della riforma dei campionati. Certo, bisognerà cambiare la norma sulla discriminazione territoriale, che quest'anno ha fatto impazzire il giudice Tosel e che è di complicata applicazione. Ci saranno di nuovo le attenuanti per i club: i cori contro Napoli continueranno? Più multe e meno curve chiuse? Di una cosa ha ragione Abete: non è tanto un problema di norme, ma di comportamenti. E su questi bisogna lavorare molto. La segmentazione delle curve dovrebbe consentire di individuare più facilmente questi idioti, che poi appartengono a 4-5 società, non di più. Mentre i tifosi perbene, se vogliono, possono metterli nell'angolo. Da qui si deve ricominciare.

Università Foro Italico: domani convegno su "Olimpismo oggi"
Un argomento di grande attualità e interesse: domani 30 maggio all'Università del Foro Italico (ore 10, Sala Marinozzi, piazza Lauro De Bosis 15) si terrà il convegno su "L'Olimpismo oggi: modello etico e pratica sociale". Scopo di questo seminario internazionale è quello di riflettere sull'Olimpismo, sul suo modello etico, educativo e sociale, e il suo stato attuale, sviluppando una prospettiva critica sui significati e valori che esso esprime nella società contemporanea. I lavori saranno aperti dal professor Fabio Pigozzi, rettore dell'Università dello Sport. Il professor Mario Pescante, membro Cio e professore onorario dell'Università del Foro Italico, terrà una relazione sul tema "I valori dell'Olimpismo nella società contemporanea". L'ingegner Mauro Checcoli, olimpionico di equitazione e membro del Comitato olimpico internazionale, parlerà su "Il ruolo delle istituzioni di promozione dell'educazione olimpica". La professoressa Clea Hadjistephanou Papaellina dell'Università di Cipro tratterà l'argomento "L'olimpismo nell'educazione, nuove sfide ed opportunità". Infine, il professor Emanuele Isidori dell'Università del Foro Italico interverrà su "Sport e democrazia: la prospettiva dell'educazione olimpica". I lavori si concluderanno con un dibattito. E prima o poi di Olimpiade si dovrà parlare anche a Roma: Renzi e Malagò, giustamente, prendono tempo visto come è ridotta la Capitale. Ma entro la prossima estate si dovrà decidere (Governo, Coni e Comune) se Roma si deve candoidare all'edizione estiva 2024 dei Giochi dopo lo schiaffo di Monti per il 2020. In tutto il mondo ormai c'è fermento, anche se nessuna città si è ancora fatta avanti ufficialmente. Parigi potrebbe essere una rivale pericolosa per tutti, così come una candidatura Usa: New York ha rinunciato, restano in corsa Los Angeles, Boston, San Francisco e Washington. Il Comitato olimpico Usa presto potrebbe decidere presto quale città scegliere (è prevista dal Cio una sola candidatura per Nazione). Il Coni gode di grande considerazione e Thomas Bach, presidente del Cio, sarà a Roma il 9 e 10 giugno per i festeggiamenti del Centenario. Di base sarà in uno splendido albergo di Monte Mario, da dove si domina la città. Ma è meglio che non vada troppo in giro a vedere come sono ridotte alcune zone di Roma fra degrado, sporcizia, accampamenti, bancarelle abusive...

L'Unesco e la Juventus insieme contro il razzismo
"La Juventus si è impegnata duramente nella lotta per l'inclusione e contro la discriminazione. Siamo felici di unirci all'Unesco in questa battaglia che consideriamo prioritaria per lo sviluppo sociale de calcio". Andrea Agnelli ha espresso la propria soddisfazione dopo aver firmato, nella sede centrale dell'Unesco a Parigi, l'intesa che vedrà la Juventus e l'organizzazione internazionale operare insieme contro ogni tipo di discriminazione. A ratificare l'accordo, insieme al presidente, era presente Irina Bokova, direttore generale dell'Unesco. Il prossimo 2 giugno l'Unesco Cup, che vedrà affrontarsi allo Stadium le "leggende" di Juventus e Real Madrid. Il ricavato dell'incontro sarà destinato a due progetti per il recupero dei bambini soldato del Mali e della Repubblica Centrafricana.

Commissione riforme al via: fra A e B l'accordo è ancora lontano
Pronti, via. Si è insediata oggi a Roma la commissione riforme dei campionati voluta da Giancarlo Abete. Un passo avanti importante, l'occasione per uscire dalla palude e dare un volto più moderno al nostro calcio. Della commissione fanno parte i presidenti delle Leghe (Beretta, Abodi, Macalli, Tavecchio) e delle componenti (Tommasi e Ulivieri). C'è tempo sino al 30 settembre per trovare un accordo e fare in modo che la riforma vada a regime dalla stagione 2015-'16. La A dovrebbe scendere a 18, la B a 20. La Lega Pro ha già deciso che dalla prossima stagione ci saranno solo 60 club (qualche anno fa erano 90). La A propone due retrocessioni (una diretta e una con i playoff). La B 2 promozioni dirette più 1 con i playoff. Se non si trova un accordo, non se ne fa nulla. Le parti sono ancora lontane.