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Olimpiadi fra crisi ed etica
E adesso cosa farà Roma?

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Olimpismo e Olimpiadi, tema caldo. Oggi più che mai. Per questo il rettore dell'Università degli Studi di Roma "Foro Italico", professor Fabio Pigozzi, ha organizzato un convegno internazionale su "L'Olimpismo oggi: modello etico e pratica sociale". Lo stesso Pigozzi ha ricordato stamani: "In un'epoca in cui si è abituati a discutere di record e risultati a tutti i costi, si sente il bisogno sempre più crescente di vigilanza sui comportamenti propri dell'attività sportiva. E' necessaria una riflessione critica e consapevole sui meccanismi che possono generare atteggiamenti che finiscono col negare o mettere complessivamente in discussione i valori che appartengono allo sport". Pigozzi ha aggiunto: "L'etica si interessa allo sport perché lo sport è una pratica umana che può insegnare a capire i meccanismi con cui agiscono le regole ed applicarle anche nella società". Mario Pescante, m…
Olimpismo e Olimpiadi, tema caldo. Oggi più che mai. Per questo il rettore dell'Università degli Studi di Roma "Foro Italico", professor Fabio Pigozzi, ha organizzato un convegno internazionale su "L'Olimpismo oggi: modello etico e pratica sociale". Lo stesso Pigozzi ha ricordato stamani: "In un'epoca in cui si è abituati a discutere di record e risultati a tutti i costi, si sente il bisogno sempre più crescente di vigilanza sui comportamenti propri dell'attività sportiva. E' necessaria una riflessione critica e consapevole sui meccanismi che possono generare atteggiamenti che finiscono col negare o mettere complessivamente in discussione i valori che appartengono allo sport". Pigozzi ha aggiunto: "L'etica si interessa allo sport perché lo sport è una pratica umana che può insegnare a capire i meccanismi con cui agiscono le regole ed applicarle anche nella società". Mario Pescante, membro Cio ed ex n.1 del Coni, ha trattato il tema "I valori dell'Olimpismo nella società contemporanea". Pescante ha anche ricordato come i fischi all'Inno di Mameli in occasione della finale di Coppa Italia "sono un segnale di esasperazione ma anche un appello alle istituzioni per avere nuovi modelli più virtuosi". E questo soprattutto in tempi di crisi, come questi. Mauro Checcoli, olimpionico di equitazione, è intervenuto sul tema "Il ruolo delle istituzioni di promozione dell'educazione olimpica". Ricordando come "l'ipertrofia agonistica ha prodotto danni, corruzione, doping e strumentalizzazioni". E questo si nota soprattutto nelle Olimpiadi attuali. La professoressa Clea Hadjistephanou Papaellina dell'Università di Cipro ha trattato il tema "L'Olimpismo nell'educazione, nuove sfide ed opportunità". Infine, il professor Emanuele Isidori dell'Università di Studi Foro Italico ha trattato il tema "Sport e democrazia: la prospettiva dell'educazione olimpica" davanti a molti studenti. Dall'Olimpismo si passa ora all'attesa della decisione di Roma: quando, e se, si candiderà per l'Olimpiade estiva del 2024? A dicembre c'è un'importante assemblea Cio, inoltre si entra nel semestre italiano all'Ue. Il premier Matteo Renzi non si è ancora pronunciato a favore di Roma, ma il sottosegretario Delrio, con delega allo sport, sembra ottimista. Malagò è prudente: Roma Capitale adesso è mal messa ma per fortuna c'è ancora tempo per uscire allo scoperto. Una cosa è certa, proprio parlando di etica (e sport): come ricorda Pescante, commissario all'Olimpiade invernale di Torino 2006, che fu un successo, bisogna tenere alla larga gli eventuali "furbetti del quartierino" (ci sono sempre in questi casi, basta pensare all'Expo di Milano) e garantire, anche ai cittadini, la massima trasparenza nel lavori. Niente scorciatoie, quindi. Si devono fare le cose per bene. Senza spese faraoniche come ad Atene, Pechino, Sochi. E fare opere che poi restino alla città: non è più tempo di cattedrali nel deserto (vedi Italia '90). Solo così si può avere credibilità, anche davanti a chi dovrà decidere.

Processi veloci e addio Tnas: ecco la riforma del Coni
"E' un momento epocale, era doveroso e auspicato, siamo andati con la logica del buonsenso. Oggi il Coni fa uno sforzo culturale significativo, spogliandosi di alcuni poteri nell'ultimo grado". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò è più che soddisfatto, quasi gongolante: la riforma della giustizia sportiva entrerà in vigore dal primo luglio. "Non è tutto perfetto, da qui a un anno qualche correzione ci potrà anche essere - aggiunge il numero uno dello sport italiano -. Avevo promesso tempi certi, qualcuno aveva detto che sarebbe stato impossibile ma in vita mia non ho mai disatteso un impegno e siamo andati a dama, non per merito mio ma per quello del gruppo di lavoro al quale ho dato l'incarico di compiere questo percorso". Adesso i contenuti della riforma dovranno essere approvati dalla Giunta e dal Consiglio nazionale dell'11 giugno. "Abbiamo ascoltato tutte le istanze, i suggerimenti e le possibili critiche con il massimo rispetto - dice Malagò -. E' chiaro che qualcuno può non condividere qualcosa ma, quello che conta, è il grosso dell'impianto. Lo scorso dicembre in Consiglio nazionale su 76 persone tre votarono contro: il calcio, il nuoto e la pallacanestro. Noi li abbiamo ascoltati in questi mesi. Mi auguro che tutti votino a favore". "Ma se continuano a portare avanti le loro posizioni, noi abbiamo il diritto-dovere di andare avanti". Addio al Tnas, lo scontificio del Coni, sempre pronto a sconfessare le sentenze della Figc. Ci sarà il collegio di garanzia dello sport, che come la Cassazione può entrare solo sulla legittimità, e non sul merito. Processi più veloci, massimo due gradi di giustizia. E inchieste-lampo: Stefano Palazzi, procuratore Figc, avrà 40 giorni di tempo per chiudere un'istruttoria con il deferimento o l'archiviazione. Il Coni darà dei paletti alle Federazioni per un codice di giustizia sportiva: la Figc varerà il suo il 1 settembre (in vigore quindi fra due stagioni, non dalla prossima). Ma il superprocuratore Coni non piace a tutti, anche se il professor Giulio Napolitano, che presiede la commissione Coni, ha negato profili di anticostituzionalità. Abete, Barelli e Petrucci voteranno a favore?