Sepp Blatter stavolta non può più scherzare, come fa (troppo) sovente: fra un anno vuole ricandidarsi alla presidenza della Fifa (eletto nel '98, ha 78 anni) ma prima, entro luglio, al termine dell'indagine, dovrà decidere se togliere i Mondiali 2022 al Qatar dopo i (fortissimi) sospetti di corruzione, sospetti che a breve potrebbero anche diventare realtà. Avrà la forza Blatter di mettere all'angolo gli sceicchi? Non credo: alla fine troverà una via d'uscita, magari poco onorevole. Ma il Qatar è troppo forte, politicamente oltre che economicamente: avrebbe speso, secondo le accuse, almeno 5 milioni di dollari in tangenti per corrompete i giurati della Fifa. D'altronde, è lo stesso sistema ad altissimo rischio: votano, sinora, solo i 22 membri dell'Eecutivo. E' più facile manovrare i voti. Sul Qatar, e i famosi Mondiali in inverno, si sono spesi in molti: anche Michel Platini. No, non voglio certo dire che anche lui, il presidente Uefa ed ex campione, sia rimasto coinvolto nel vorticoso giro di tangenti: ma di sicuro ha votato per il Qatar, così come si era espresso a favore, su pressione dell'ex presidente francese Sarkozy, quando gli sceicchi avevano acquistato il Paris Saint Germain. Secondo il Daily Telegraph, il n.1 dell'Uefa avrebbe incontrato in segreto Mohamed Bin Hamman, poi silurato per corruzione, prima della votazione.
Ma questo non dimostra nulla, aumenta solo la confusione. Un portavoce del presidente Uefa spiega ora che nell'occasione non si parlò delle candidature mondiali e tutto questo è dovuto solo alla "paranoia" di Blatter che teme una candidatura di Platini alla Fifa il prossimo anno. Lo scontro quindi si fa sempre più pesante. Già France Football aveva lanciato pesanti sospetti sul Qatar il 29 gennaio 2013 parlando di "Qatargate" mentre i britannici non si erano mai rassegnati: umiliati (due soli voti) nel primo turno del ballottaggio a Zurigo il 2 dicembre 2010 quando venne decisa la Nazione per i Mondiali 2018 (Russia), adesso hanno di nuovo scatenato i tabloid. Il Sunday Times, gruppo Murdoch, sostiene di avere le prove: vedremo. L'Inghilterra per bocca del premier Cameron si è già detta pronta ad organizzare l'edizione 2022, nel caso fosse davvero tolta al Qatar, mentre la stessa Australia e gli Stati Uniti, bocciati pure loro quattro anni fa, presto dovrebbero fare la stessa mossa. Ma attenzione: l'edizione 2018 è stata assegnata, come detto, alla Russia ed è molto improbabile, quindi, che un'altra Nazione europea, l'Inghilterra appunto, possa avere quella successiva. La Russia pesa molto: qualcuno sostiene che anche questa scelta potrebbe tornare in ballo. Non credo proprio. Ricordo anzi come quel 2 dicembre, a Zurigo, lo stesso Blatter aveva rinviato a tarda sera la sua conferenza stampa perché prima aspettava che arrivasse Putin. Il quale Putin aveva ringraziato pubblicamente Blatter, come aveva fatto prima anche lo sceicco del Qatar, Hamad, e la sua potente moglie Moza. Voltare le spalle, adesso, a loro diventa complicato, forse impossibile, anche a Blatter. E agli altri membri della Fifa.
Anche nel calcio l'Italia insegue la Germania. E De Laurentiis attacca la Figc
La Germania è un punto di riferimento, mentre l'Italia insegue anche nello spread del pallone. Negli ultimi anni, infatti, il differenziale tra la Serie A e la Bundesliga è costantemente peggiorato: dal -172 del 2007-2008 al -270 del 2011-2012. Migliore soltanto della francese Ligue 1 (-290) ma superiore alla Premier League inglese (-174) e alla Liga spagnola (-146). La nostra Lega, infatti, è cresciuta (+2.5% nel triennio 2009-2012) ma non abbastanza: il massimo campionato inglese tocca un +17.7%, quello tedesco +12.5%, quello spagnolo +8.8%, il francese +6%. Sono alcuni dei numeri raccolti nel libro "Il calcio conta - annuario di infografiche nel pallone" scritto da Michele Uva, ex responsabile del Centro Studi della Figc e oggi dg della Coni Servizi, il giornalista Gianfranco Teotino e Niccolò Donna (ed. Bur-Rizzoli, Rai Eri, pp. 127, 22 euro). Il volume composto da 42 tavole sviluppate da Gianni Sinni è stato presentato stamane al Foro Italico. ''E' nato da un'intuizione di Rai-Eri, un'idea vincente - spiega Uva -: fare un testo con un nuovo modello di comunicazione. Le tavole mettono insieme centinaia di numeri e tabelle. Numeri che non ci portano ad essere allegri, ma ci danno l'opportunità per crescere. C'è speranza e ci sono grandi opportunità''. ''Bisogna cercare di dare valori ai dati - aggiunge Donna -, il settore economico è aumentato da 500 milioni a a 1.5 miliardi di euro in 15 anni. Allo stesso tempo, però, c'è stata una sottovalutazione degli investimenti a lungo termine che ha portato a una crisi nei confronti di campionati esteri. Il calcio ha comunque una solida base per cercare di colmare questo gap''. Servirà quindi riformare il pallone nostrano. ''Una Federcalcio matrigna, da noi finanziata, e i connubi tra Lega e Figc, ci hanno portato a un calcio figlio di un dio minore a livello europeo'', denuncia il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. ''Bisogna uscire da un atteggiamento farisaico e avere il coraggio di fare scelte: su infrastrutture, compatibilità del numero squadre, una riforma dei campionati tenendo conto dell'auto consistenza e delle qualità delle squadre - suggerisce il patron della Lazio, Claudio Lotito -. Oggi abbiamo campionati ridicoli, la mia proposta è di portare a 18 squadre la Serie A, la Serie B a 18 e a 18 anche la Lega Pro, divisa in due gironi (la stessa proposta di Carlo Tavecchio). Questo consentirebbe al sistema di ripartire''. Secondo Teotino, infatti, ''questi dati purtroppo hanno ripercussioni sui risultati calcistici. Atletico Madrid e Borussia Dortmund, finaliste delle ultime due edizioni di Champions League, sono splendide eccezioni, ma alla fine nel calcio chi ha più soldi vince''.
Riforma giustizia sportiva, ora la parola ai presidenti
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha dato appuntamento per il 5 giugno, giovedì, alle Federazioni sportive e alla Discipline associate al salone d'onore del Coni: l'occasione, la prima, per parlare della nuova riforma della giustizia sportiva. Oggi lo stesso Coni ha fatto avere via mail la bozza che Malagò, insieme con il professor Giulio Napolitano, aveva illustrato ai giornalisti nei giorni scorsi. Si tratta sicuramente di una riforma coraggiosa, e anche necessaria. "Epocale" secondo il n.1 dello sport. Ci sono aspetti positivi: l'abolizione del Tnas; il gratuito patrocinio; processi più brevi e finalmente, si spera, con un maggiore contraddittorio (cosa di cui si erano sempre lamentati gli avvocati); condanna alle spese per lite temeraria; niente conflitti d'interesse; due soli organi di giustizia; eccetera. Lo stesso Stefano Palazzi, procuratore Figc a volte lento (ma non sempre), dovrà accelerare le sue inchieste: assurdi deferimenti per dichiarazioni sei mesi dopo. Certo, resta sempre il problema della giustizia ordinaria che ha un altro passo rispetto a quella sportiva (a Cremona ad esempio non hanno ancora chiuso l'inchiesta sul calcioscommesse mentre emergono fatti nuovi). Ci sono anche aspetti che non piacciono ad alcuni presidenti (Abete, Petrucci e Barelli) come quello del superprocuratore Coni che potrebbe togliere spazio ai procuratori federali, in qualche caso quasi "commissariandoli". Aspetto delicato, che va discusso prima di eventuali ricorsi: ma Malagò e il suo staff di esperti (giuristi, avvocati) sono pronti a spiegare e, semmai, a limare qualcosina strada facendo. Con quel buon senso, che finora al Coni non è mai mancato.
Ma questo non dimostra nulla, aumenta solo la confusione. Un portavoce del presidente Uefa spiega ora che nell'occasione non si parlò delle candidature mondiali e tutto questo è dovuto solo alla "paranoia" di Blatter che teme una candidatura di Platini alla Fifa il prossimo anno. Lo scontro quindi si fa sempre più pesante. Già France Football aveva lanciato pesanti sospetti sul Qatar il 29 gennaio 2013 parlando di "Qatargate" mentre i britannici non si erano mai rassegnati: umiliati (due soli voti) nel primo turno del ballottaggio a Zurigo il 2 dicembre 2010 quando venne decisa la Nazione per i Mondiali 2018 (Russia), adesso hanno di nuovo scatenato i tabloid. Il Sunday Times, gruppo Murdoch, sostiene di avere le prove: vedremo. L'Inghilterra per bocca del premier Cameron si è già detta pronta ad organizzare l'edizione 2022, nel caso fosse davvero tolta al Qatar, mentre la stessa Australia e gli Stati Uniti, bocciati pure loro quattro anni fa, presto dovrebbero fare la stessa mossa. Ma attenzione: l'edizione 2018 è stata assegnata, come detto, alla Russia ed è molto improbabile, quindi, che un'altra Nazione europea, l'Inghilterra appunto, possa avere quella successiva. La Russia pesa molto: qualcuno sostiene che anche questa scelta potrebbe tornare in ballo. Non credo proprio. Ricordo anzi come quel 2 dicembre, a Zurigo, lo stesso Blatter aveva rinviato a tarda sera la sua conferenza stampa perché prima aspettava che arrivasse Putin. Il quale Putin aveva ringraziato pubblicamente Blatter, come aveva fatto prima anche lo sceicco del Qatar, Hamad, e la sua potente moglie Moza. Voltare le spalle, adesso, a loro diventa complicato, forse impossibile, anche a Blatter. E agli altri membri della Fifa.
Anche nel calcio l'Italia insegue la Germania. E De Laurentiis attacca la Figc
La Germania è un punto di riferimento, mentre l'Italia insegue anche nello spread del pallone. Negli ultimi anni, infatti, il differenziale tra la Serie A e la Bundesliga è costantemente peggiorato: dal -172 del 2007-2008 al -270 del 2011-2012. Migliore soltanto della francese Ligue 1 (-290) ma superiore alla Premier League inglese (-174) e alla Liga spagnola (-146). La nostra Lega, infatti, è cresciuta (+2.5% nel triennio 2009-2012) ma non abbastanza: il massimo campionato inglese tocca un +17.7%, quello tedesco +12.5%, quello spagnolo +8.8%, il francese +6%. Sono alcuni dei numeri raccolti nel libro "Il calcio conta - annuario di infografiche nel pallone" scritto da Michele Uva, ex responsabile del Centro Studi della Figc e oggi dg della Coni Servizi, il giornalista Gianfranco Teotino e Niccolò Donna (ed. Bur-Rizzoli, Rai Eri, pp. 127, 22 euro). Il volume composto da 42 tavole sviluppate da Gianni Sinni è stato presentato stamane al Foro Italico. ''E' nato da un'intuizione di Rai-Eri, un'idea vincente - spiega Uva -: fare un testo con un nuovo modello di comunicazione. Le tavole mettono insieme centinaia di numeri e tabelle. Numeri che non ci portano ad essere allegri, ma ci danno l'opportunità per crescere. C'è speranza e ci sono grandi opportunità''. ''Bisogna cercare di dare valori ai dati - aggiunge Donna -, il settore economico è aumentato da 500 milioni a a 1.5 miliardi di euro in 15 anni. Allo stesso tempo, però, c'è stata una sottovalutazione degli investimenti a lungo termine che ha portato a una crisi nei confronti di campionati esteri. Il calcio ha comunque una solida base per cercare di colmare questo gap''. Servirà quindi riformare il pallone nostrano. ''Una Federcalcio matrigna, da noi finanziata, e i connubi tra Lega e Figc, ci hanno portato a un calcio figlio di un dio minore a livello europeo'', denuncia il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. ''Bisogna uscire da un atteggiamento farisaico e avere il coraggio di fare scelte: su infrastrutture, compatibilità del numero squadre, una riforma dei campionati tenendo conto dell'auto consistenza e delle qualità delle squadre - suggerisce il patron della Lazio, Claudio Lotito -. Oggi abbiamo campionati ridicoli, la mia proposta è di portare a 18 squadre la Serie A, la Serie B a 18 e a 18 anche la Lega Pro, divisa in due gironi (la stessa proposta di Carlo Tavecchio). Questo consentirebbe al sistema di ripartire''. Secondo Teotino, infatti, ''questi dati purtroppo hanno ripercussioni sui risultati calcistici. Atletico Madrid e Borussia Dortmund, finaliste delle ultime due edizioni di Champions League, sono splendide eccezioni, ma alla fine nel calcio chi ha più soldi vince''.
Riforma giustizia sportiva, ora la parola ai presidenti
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha dato appuntamento per il 5 giugno, giovedì, alle Federazioni sportive e alla Discipline associate al salone d'onore del Coni: l'occasione, la prima, per parlare della nuova riforma della giustizia sportiva. Oggi lo stesso Coni ha fatto avere via mail la bozza che Malagò, insieme con il professor Giulio Napolitano, aveva illustrato ai giornalisti nei giorni scorsi. Si tratta sicuramente di una riforma coraggiosa, e anche necessaria. "Epocale" secondo il n.1 dello sport. Ci sono aspetti positivi: l'abolizione del Tnas; il gratuito patrocinio; processi più brevi e finalmente, si spera, con un maggiore contraddittorio (cosa di cui si erano sempre lamentati gli avvocati); condanna alle spese per lite temeraria; niente conflitti d'interesse; due soli organi di giustizia; eccetera. Lo stesso Stefano Palazzi, procuratore Figc a volte lento (ma non sempre), dovrà accelerare le sue inchieste: assurdi deferimenti per dichiarazioni sei mesi dopo. Certo, resta sempre il problema della giustizia ordinaria che ha un altro passo rispetto a quella sportiva (a Cremona ad esempio non hanno ancora chiuso l'inchiesta sul calcioscommesse mentre emergono fatti nuovi). Ci sono anche aspetti che non piacciono ad alcuni presidenti (Abete, Petrucci e Barelli) come quello del superprocuratore Coni che potrebbe togliere spazio ai procuratori federali, in qualche caso quasi "commissariandoli". Aspetto delicato, che va discusso prima di eventuali ricorsi: ma Malagò e il suo staff di esperti (giuristi, avvocati) sono pronti a spiegare e, semmai, a limare qualcosina strada facendo. Con quel buon senso, che finora al Coni non è mai mancato.