Diritti tv verso il miliardo
Mediaset, Sky, Fox e Eurosport
Un miliardo all'anno non basta più al Circo del pallone: i presidenti hanno bisogno di sempre più soldi dai diritti tv ed ecco che oggi, in Lega di serie A, si sono aperte le buste per il nuovo contratto ('15-'18) per la parte più consistente, quella pay, mentre per il resto se ne parla più avanti.
Sono 13 le offerte pervenute. E' una corsa a quattro: a Mediaset e Sky si aggiunge Fox Sports che ha presentato un'offerta per ogni pacchetto e con Eurosport che ha presentato un'offerta per il pacchetto D. Mediaset potrebbe allearsi in futuro con Al Jazeera. Nessuna offerta invece per i pacchetto Internet: troppo caro? Ora probabile una trattativa privata. La Lega di A la prossima settimana terrà un'assemblea e deciderà se accettare le proposte. Fox Sports conferma di aver presentato un'offerta per i diritti tv della Serie A. In una nota la società del gruppo 21St Century, controllata dal gruppo Murdoch, spiega: ''Nel caso in cui la propria o…
Sono 13 le offerte pervenute. E' una corsa a quattro: a Mediaset e Sky si aggiunge Fox Sports che ha presentato un'offerta per ogni pacchetto e con Eurosport che ha presentato un'offerta per il pacchetto D. Mediaset potrebbe allearsi in futuro con Al Jazeera. Nessuna offerta invece per i pacchetto Internet: troppo caro? Ora probabile una trattativa privata. La Lega di A la prossima settimana terrà un'assemblea e deciderà se accettare le proposte. Fox Sports conferma di aver presentato un'offerta per i diritti tv della Serie A. In una nota la società del gruppo 21St Century, controllata dal gruppo Murdoch, spiega: ''Nel caso in cui la propria o…
Un miliardo all'anno non basta più al Circo del pallone: i presidenti hanno bisogno di sempre più soldi dai diritti tv ed ecco che oggi, in Lega di serie A, si sono aperte le buste per il nuovo contratto ('15-'18) per la parte più consistente, quella pay, mentre per il resto se ne parla più avanti.
Sono 13 le offerte pervenute. E' una corsa a quattro: a Mediaset e Sky si aggiunge Fox Sports che ha presentato un'offerta per ogni pacchetto e con Eurosport che ha presentato un'offerta per il pacchetto D. Mediaset potrebbe allearsi in futuro con Al Jazeera. Nessuna offerta invece per i pacchetto Internet: troppo caro? Ora probabile una trattativa privata. La Lega di A la prossima settimana terrà un'assemblea e deciderà se accettare le proposte. Fox Sports conferma di aver presentato un'offerta per i diritti tv della Serie A. In una nota la società del gruppo 21St Century, controllata dal gruppo Murdoch, spiega: ''Nel caso in cui la propria offerta economica per uno o più pacchetti della Serie A risultasse vincente, Fox Sports è pronta ad arricchire la propria offerta di contenuti sportivi su tutte le principali piattaforme, sia per il Dtt e il satellite, come avviene attualmente, e potenzialmente in futuro anche sulla Iptv''. A inizio maggio Fox aveva smentito, con una nota, l'interesse a concorrere nella gara per i diritti di Serie A. ''Qualora dovessimo aggiudicarci i match della Serie A - ha dichiarato Fabrizio Salini, amministratore delegato di Fox International Channels Italy - è nostra intenzione continuare a portare i nostri canali sportivi a tutti gli abbonati pay, sia su digitale terrestre che su satellite, come già avviene per i principali campionati di calcio europei''.
Senza i soldi delle tv, per il nostro calcio sarebbe la fine: i diritti infatti incidono per il 48% delle entrate, gli stadi-salvo eccezioni-contano ancora troppo poco. La Lega di A sta trattando per vedere se si potrà scendere a 18 club, ipotesi che, tutto sommato, sta bene anche alle (pay) tv perché il livello del gioco aumenterebbe. Ma non è affatto semplice: la commissione, voluta da Abete, ha tempo sino al 30 settembre per mettersi d'accodo, in modo che la A a 18 (e la B a 20) possano andare a regime dal 2015-'16, proprio quando scatterà il nuovo contratto tv.
Sky è stata sconfitta intanto da Mediaset sul fronte europeo: la tv di Piersilvio Berlusconi, per la cifra record di (quasi) 700 milioni, avrà i diritti tv della Champions dal 2015 al 2018: l'emittente di Murdoch ha l'Europa League ma non è certo la stessa cosa. Farà quindi un accordo per Mediaset? Per ora no, ma c'è tempo. Il fronte caldo adesso è quello italiano.
Riforma giustizia, summit al Coni: le critiche di Abete
Tutti al Salone d'onore: il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha convocato le Federazioni e le discipline sportive associate per illustrare nel dettaglio la riforma della giustizia sportiva, che andrà in vigore dal 1 luglio. Riunione importante, e positiva. Molti documenti sono arrivati al Coni, molte le spiegazioni anche del professor Giulio Napolitano che ha presieduto una commissione d'alto livello, giuristi e avvocati. Abete (vedi Spy Calcio del 4 giugno) ha espresso le sue perplessità sul codice unico: secondo alcune fonti, la sua è stata una posizione"politicamente critica". Abete è stato dettagliato e preciso, come al solito: ha spiegato anche come la Figc adesso non potrà modificare il suo codice di giustizia entro il 30 giugno, "essendo noi tutti impegnati in Brasile". Napolitano jr ha comunque spiegato che si tratta di "codice chiavi in mano", di facile applicazione, ma da parte del Coni c'è totale buon senso, nessuna prevaricazione quindi nei confronti del calcio. Già il 19 dicembre scorso l'avvocato Francesco Soro, capo di gabinetto di Malagò, aveva rassicurato i presidenti che non ci sarebbe stato un codice unico per tutte le Federazioni, cosa che avrebbe creato problemi a livello internazionale: ma Abete, Petrucci e Barelli erano rimasti della stessa opinione, contraria. Il Coni ha modificato- strada facendo- la bozza della riforma, venendo incontro anche alle obiezioni. L'11 giugno Giunta e Consiglio Nazionale per l'approvazione definitiva. Abete non ci sarà. Possibile che Petrucci voti a favore e Barelli contro. Angelo Binaghi, n.1 del tennis, ha parlato a lungo oggi, con competenza: non dovrebbe comunque voltare le spalle al ritrovato amico Malagò anche se in passato aveva qualche perplessità sul ruolo del superprocuratore Coni. Ma la riforma ormai è cosa fatta come aveva promesso Malagò nel suo programma elettorale. E' stato di parola.
Sono 13 le offerte pervenute. E' una corsa a quattro: a Mediaset e Sky si aggiunge Fox Sports che ha presentato un'offerta per ogni pacchetto e con Eurosport che ha presentato un'offerta per il pacchetto D. Mediaset potrebbe allearsi in futuro con Al Jazeera. Nessuna offerta invece per i pacchetto Internet: troppo caro? Ora probabile una trattativa privata. La Lega di A la prossima settimana terrà un'assemblea e deciderà se accettare le proposte. Fox Sports conferma di aver presentato un'offerta per i diritti tv della Serie A. In una nota la società del gruppo 21St Century, controllata dal gruppo Murdoch, spiega: ''Nel caso in cui la propria offerta economica per uno o più pacchetti della Serie A risultasse vincente, Fox Sports è pronta ad arricchire la propria offerta di contenuti sportivi su tutte le principali piattaforme, sia per il Dtt e il satellite, come avviene attualmente, e potenzialmente in futuro anche sulla Iptv''. A inizio maggio Fox aveva smentito, con una nota, l'interesse a concorrere nella gara per i diritti di Serie A. ''Qualora dovessimo aggiudicarci i match della Serie A - ha dichiarato Fabrizio Salini, amministratore delegato di Fox International Channels Italy - è nostra intenzione continuare a portare i nostri canali sportivi a tutti gli abbonati pay, sia su digitale terrestre che su satellite, come già avviene per i principali campionati di calcio europei''.
Senza i soldi delle tv, per il nostro calcio sarebbe la fine: i diritti infatti incidono per il 48% delle entrate, gli stadi-salvo eccezioni-contano ancora troppo poco. La Lega di A sta trattando per vedere se si potrà scendere a 18 club, ipotesi che, tutto sommato, sta bene anche alle (pay) tv perché il livello del gioco aumenterebbe. Ma non è affatto semplice: la commissione, voluta da Abete, ha tempo sino al 30 settembre per mettersi d'accodo, in modo che la A a 18 (e la B a 20) possano andare a regime dal 2015-'16, proprio quando scatterà il nuovo contratto tv.
Sky è stata sconfitta intanto da Mediaset sul fronte europeo: la tv di Piersilvio Berlusconi, per la cifra record di (quasi) 700 milioni, avrà i diritti tv della Champions dal 2015 al 2018: l'emittente di Murdoch ha l'Europa League ma non è certo la stessa cosa. Farà quindi un accordo per Mediaset? Per ora no, ma c'è tempo. Il fronte caldo adesso è quello italiano.
Riforma giustizia, summit al Coni: le critiche di Abete
Tutti al Salone d'onore: il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha convocato le Federazioni e le discipline sportive associate per illustrare nel dettaglio la riforma della giustizia sportiva, che andrà in vigore dal 1 luglio. Riunione importante, e positiva. Molti documenti sono arrivati al Coni, molte le spiegazioni anche del professor Giulio Napolitano che ha presieduto una commissione d'alto livello, giuristi e avvocati. Abete (vedi Spy Calcio del 4 giugno) ha espresso le sue perplessità sul codice unico: secondo alcune fonti, la sua è stata una posizione"politicamente critica". Abete è stato dettagliato e preciso, come al solito: ha spiegato anche come la Figc adesso non potrà modificare il suo codice di giustizia entro il 30 giugno, "essendo noi tutti impegnati in Brasile". Napolitano jr ha comunque spiegato che si tratta di "codice chiavi in mano", di facile applicazione, ma da parte del Coni c'è totale buon senso, nessuna prevaricazione quindi nei confronti del calcio. Già il 19 dicembre scorso l'avvocato Francesco Soro, capo di gabinetto di Malagò, aveva rassicurato i presidenti che non ci sarebbe stato un codice unico per tutte le Federazioni, cosa che avrebbe creato problemi a livello internazionale: ma Abete, Petrucci e Barelli erano rimasti della stessa opinione, contraria. Il Coni ha modificato- strada facendo- la bozza della riforma, venendo incontro anche alle obiezioni. L'11 giugno Giunta e Consiglio Nazionale per l'approvazione definitiva. Abete non ci sarà. Possibile che Petrucci voti a favore e Barelli contro. Angelo Binaghi, n.1 del tennis, ha parlato a lungo oggi, con competenza: non dovrebbe comunque voltare le spalle al ritrovato amico Malagò anche se in passato aveva qualche perplessità sul ruolo del superprocuratore Coni. Ma la riforma ormai è cosa fatta come aveva promesso Malagò nel suo programma elettorale. E' stato di parola.