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Pallotta è con Andrea Agnelli
B. Berlusconi e i cocomeri...

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La Roma made in Usa sta con Andrea Agnelli. Spiega il patron giallorosso, James Pallotta:"Ci vogliono uomini e regole nuove. Personaggi autorevoli e distanti dalle logiche che sin qui non hanno prodotto risultati". Insomma, no a Tavecchio. Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, invece non si esprime con chiarezza. Preferisce svicolare: "Il profilo giusto è un presidente moderno, giovane come testa". Lui insomma non chiude la strada a Tavecchio, che giovane si sente a 71 anni quasi compiuti e si sente anche adeguato al ruolo, anche se Agnelli non la pensa così". Di sicuro l'intervento forte, autorevole del presidente della Juve ha smosso le acque.

Intanto continua la rissa: dopo le durissime parole di Mario Macalli contro Agnelli, ecco Alberto Mambelli, braccio destro di Tavecchio come vicepresidente della Lega Dilettanti: "Agnelli è un gran maleducato, oltre che un incompetente, e la signorina Barbara Berlusconi non sa distinguere un pallone da un cocomero. Albertini non sa nulla, e poi perché non si dimette come aveva promesso?". Mambelli ha ricordato che la Juve ha fatto causa per calciopoli, chiedendo oltre 400 milioni di danni. Agnelli, si sa, aspira ad un posto in consiglio federale, da cui la Juve manca da troppi anni: servono 14 voti (su 20) della Lega di A, ma la Juve dovrebbe ritirare il contenzioso con la Figc? E' probabile.

La volata per le elezioni è sempre più rovente: Carlo Tavecchio resta il favorito, ha i voti della sua Lega, quella Dilettanti (34%), della Lega Pro (17%) che non è spaccata come dicono, della Lega di B (5%) e degli arbitri (2%). Tanto basta per vincere, in più c'è una parte, abbastanza consistente, della Lega di A pronta a votare per lui. Ma la Lega di A starà in silenzio. Albertini potrebbe essere l'alternativa credibile: sono circolati tanti, troppi nomi. Dino Zoff ha un anno in più di Tavecchio e da anni è fuori dal mondo del calcio. Alessandro Benetton non prenderebbe un voto e poi la sua famiglia si è sempre occupata di rugby, volley, basket, mai del pallone. Pagnozzi è subito tramontato. Altri, meglio lasciarli perdere. Se vince Tavecchio il dg in Figc lo potrebbero fare Marco Brunelli, Francesco Ghirelli o Michele Uva, tre dirigente preparatissimi. Se vince Albertini, resta Antonello Valentini, che in questi anni ha lavorato bene e ha una consolidata esperienza.

Damiano Tommasi, n.1 dell'assocalciatori (20%), intanto non si arrende: spera anche che Demetrio Albertini si candidi. Lo incontrerà presto. Ma di una cosa è certo: "l'11 agosto non ci sarà solo Tavecchio, noi un nome lo troveremo". Toni bassi anche da Renzo Ulivieri, presidente assoallenatori (10%): non è certo il tipo che partecipa alla rissa. "Pronti ad ascoltare tutti i candidati, c'è ancora la possibilità che Albertini accetti. Sarebbe un'indecenza, una sconfitta, se ci fosse un candidato unico". Sul futuro ct si tira fuori: "Non spetta a me dare suggerimenti: non me lo chiederanno nemmeno, in passato non è mai successo. Semmai, dovrebbero ascoltare Gianni Rivera che è il presidente del settore tecnico". Rivera potrebbe appoggiare la candidatura di Marco Tardelli, che a Coverciano è cresciuto (come calciatore e tecnico).