✕

De Laurentiis "convoca" Renzi e Tommasi incontra Tavecchio

2 minuti di lettura
Qualcosa si muove: le elezioni della Figc sono l'11 agosto ma adesso Tavecchio ha iniziato il suo giro esplorativo (ha incontrato oggi per un paio d'ore Damiano Tommasi) mentre Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, si è appellato a Matteo Renzi. Vuole che il presidente del consiglio, entro fine mese, faccia un intervento chiaro, netto, sul mondo del calcio. "Dopo le dimissioni di Giancarlo Abete-dice De Laurentiis- l'11 agosto, mentre tutti stanno in vacanza si deve trovare chi ha la formula magica per rimettere a posto il calcio italiano in due anni. Personalmente non sono per il commissariamento ma per l'azzeramento, bisogna dire che da domani non va più bene chi c'è; oppure bisogna dire che sono capaci". De Laurentiis ha poi invocato l'intervento del presidente del Consiglio. "Se Renzi e Delrio ci mettono la faccia è un conto. Se se ne lavano le mani, vuol dire che pilatescamente faranno mettere la faccia a qualcuno che alla fine a…
Qualcosa si muove: le elezioni della Figc sono l'11 agosto ma adesso Tavecchio ha iniziato il suo giro esplorativo (ha incontrato oggi per un paio d'ore Damiano Tommasi) mentre Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, si è appellato a Matteo Renzi. Vuole che il presidente del consiglio, entro fine mese, faccia un intervento chiaro, netto, sul mondo del calcio. "Dopo le dimissioni di Giancarlo Abete-dice De Laurentiis- l'11 agosto, mentre tutti stanno in vacanza si deve trovare chi ha la formula magica per rimettere a posto il calcio italiano in due anni. Personalmente non sono per il commissariamento ma per l'azzeramento, bisogna dire che da domani non va più bene chi c'è; oppure bisogna dire che sono capaci". De Laurentiis ha poi invocato l'intervento del presidente del Consiglio. "Se Renzi e Delrio ci mettono la faccia è un conto. Se se ne lavano le mani, vuol dire che pilatescamente faranno mettere la faccia a qualcuno che alla fine avrà sbagliato o indovinato". Intanto Giancarlo Abete ha risposto, senza citarlo, ad Andrea Agnelli che lo aveva (duramente) attaccato: "Ci sono persone con cognomi illustri che pensano Figc sia una spa: ma la nostra è un'associazione, non una società. Le logiche verticistiche basate sul fatto di un pensiero unico riformista non mi appartengono. Ora c'è un sistema di regole che premia il maggior numero di voti".

Tavecchio ha incontrato per un paio d'ore Damiano Tommasi, presidente dell'Aic. Non si è parlato ancora di programma (quando allora?). Damiano ha detto: "Albertini? Per le candidature c'è tempo fino al 27, ho già detto anche in passato che la candidatura unica non può venire probabilmente dall'Aic, a meno che non ci sia una convinzione da parte di tutti. Non ci sentiamo incaricati di porre noi una candidatura, fino al 27 verranno presentati nomi che ad oggi non sono ancora emersi. La partita è aperta, ci sono le assemblee e si deve capire cosa vogliono fare i club di A che hanno un peso se non numerico ma specifico particolare che deve dare indicazioni". Tommasi continua così: "Bisognerà capire chi presenterà le candidature, fermo restando che si possono poi ritirare il giorno stesso, mi auguro che esca un presidente per l'11 di agosto. La Serie A? Noi non possiamo risolvere i problemi interni alla Lega di A, deve essere una assunzione di responsabilità che hanno già avuto con l'accordo auspicato da tutti sui diritti tv, dare stabilità al sistema è quello che auspichiamo tutti. Per trovare una linea condivisa c'è da lavorare ma c'è anche tempo. Con Tavecchio ci siamo parlati per capire se c'è una soluzione che vada bene per tutti e soprattutto per la Federazione". Tutti fermi sulle proprie posizioni: ma Albertini sta maturando l'idea di candidarsi. Ha bisogno però di un appoggio forte. Tavecchio parte favorito: al momento potrebbe avere intorno al 60 per cento dei voti. La Lega di A si riunisce giovedì ma non farà nulla: non posizione. Contro Tavecchio (e a favore di Albertini) ci sono la Juve, il Verona, la Samp, il Cesena, l'Empoli, la Roma e la Fiorentina. Sette club. De Laurentiis? Capace di tutto, anche di votare scheda bianca. Michel Platini vorrebbe un ex calciatore, quindi Albertini, ma è anche amico di Tavecchio. Anzi, il presidente dell'Uefa vorrebbe che lavorassero insieme: improbabile, a questo punto. Malagò spiega: "Io non tifo per nessuno, anche se tentano di tirarmi per la giacchetta. Ci sono delle regole da rispettare. Vorrei solo che ci fosse un candidato che sappia unire e un presidente che abbia il più ampio consenso possibile". Nei prossimi giorni vedrà Tavecchio.

Nell- ultima Giunta e ultimo Consiglio nazionale del Coni prima delle vacanze (appuntamento al 16 settembre): commissariato, con il presidente della pesca Claudio Matteoli, l'hockey su prato. L'ex presidente Di Mauro vuole però ricandidarsi. Malagò ha promesso massima trasparenza sulle Federazioni: c'è il sospetto (ma non le prove) che alcune facciano tesseramenti fasulli, che regalino addirittura le tessere (non si può) per avere più contributi. Scintille ancora fra Malagò e Barelli: ormai è una questione personale. Quando finirà? E, come finirà?