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Il coraggio di Agnelli
e i dubbi di Albertini

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Più i giorni passano, più Carlo Tavecchio si avvicina alla presidenza della Figc. Per ora non c'è un rivale: Demetrio Albertini vorrebbe candidarsi ma si guarda intorno, aspetta che gli garantiscano (ma chi?) un pacchetto di voti consistente, in modo da non rischiare una brutta figura. Anche perché nel 2016 si rivota. Il sindacato calciatori aspetta ancora l'ex campione del Milan, e non è certo notizia di ieri: Tommasi è stato chiaro sin dall'inizio, non ha cambiato idea dopo l'incontro con Tavecchio. Non si è parlato di programmi, troppo presto. Ma il numero 1 della Lega Dilettanti, che guida dal 1999, ha le idee chiare: ci vuole una svolta. "Perché se non si cambia, qui si va a fondo" ci ha detto pochi giorni fa. Tommasi spera in un segnale chiaro domani dall'assemblea della Lega di A. Ma non succederà niente. I consiglieri federali saranno nominati più avanti, ad agosto. E i presidenti staranno ben cope…
Più i giorni passano, più Carlo Tavecchio si avvicina alla presidenza della Figc. Per ora non c'è un rivale: Demetrio Albertini vorrebbe candidarsi ma si guarda intorno, aspetta che gli garantiscano (ma chi?) un pacchetto di voti consistente, in modo da non rischiare una brutta figura. Anche perché nel 2016 si rivota. Il sindacato calciatori aspetta ancora l'ex campione del Milan, e non è certo notizia di ieri: Tommasi è stato chiaro sin dall'inizio, non ha cambiato idea dopo l'incontro con Tavecchio. Non si è parlato di programmi, troppo presto. Ma il numero 1 della Lega Dilettanti, che guida dal 1999, ha le idee chiare: ci vuole una svolta. "Perché se non si cambia, qui si va a fondo" ci ha detto pochi giorni fa. Tommasi spera in un segnale chiaro domani dall'assemblea della Lega di A. Ma non succederà niente. I consiglieri federali saranno nominati più avanti, ad agosto. E i presidenti staranno ben coperti, non faranno nomi da appoggiare. L'unico che ha avuto il coraggio di dire quello che pensa, chiaramente e anche brutalmente, è stato Andrea Agnelli, presidente della Juve che ha appena risolto il caso-Conte (che è scappato, peggio di Prandelli...). Agnelli ha detto che Albertini ha l'identikit giusto. Ha fatto il suo nome (e, come esempio, anche altri nomi improponibili...). Pallotta ha parlato di rinnovamento radicale, sta con la Juve ma non ha fatto nomi. De Laurentiis invoca un intervento di Matteo Renzi (ma lo farà?) ma si tiene prudente: alla fine potrebbe votare anche scheda bianca. E' rivoluzionario solo a parole. Con Agnelli, comunque, per ora ci sono la Roma, come detto, la Sampdoria di Ferrero (amico di Pietro Leonardi che a sua volta è amico di Luciano Moggi), il Verona, il Cesena, l'Empoli, la Fiorentina (di Mencucci e Andrea Della Valle, non si sa che pensa il fratello Diego...). Qualche altro club potrebbe unirsi. Urbano Cairo, patron del Toro? L'altra volta, per le elezioni di Lega, seguì la linea-Lotito e votò contro Abodi, che pur conosceva bene e che era sponsorizzato dalla Juve. Agnelli potrebbe avere 8-9 società al suo fianco: e le altre? Alcune (vedi Milan e Lazio) stanno con Tavecchio, altre ancora potrebbero mettere scheda bianca l'11 agosto. Insomma, sulla Lega di A, come al solito, c'è da farci scarso affidamento. Le parole di Barbara Berlusconi, sul modello tedesco che ora tutti vogliono imitare, contano poco. Credo che sarà decisivo l'incontro che Tavecchio avrà con Giovanni Malagò dopo il 27 luglio quando saranno ufficiali le candidature: il presidente del Coni aspetta, giustamente, programmi seri, forti, di svolta. Al momento, come detto, Tavecchio è il favorito: potrebbe prendere voti da Lega Dilettanti, Lega Pro, Lega B, una parte (metà?) di Lega A, poi il 2% degli arbitri. In tutto, secondo alcune stime, lo porterebbe intorno al 60%, sufficiente per essere eletto e anche per governare. Ricordiamo che lo stesso Malagò aveva battuto di misura (40 a 35) Lello Pagnozzi il 19 febbraio dell'anno scorso: eppure governa, e bene, il Coni. Se Tavecchio passa davvero col 60%, magari già in seconda votazione, che si potrà dire? Che ha 71 anni? Tutto dipenderà dal suo programma e dalla qualità del consiglio federale: l'ultimo era debole e diviso. Ma ora la situazione è talmente grave che forse (almeno si spera) i dirigenti del calcio si sveglieranno. Altrimenti ha ragione Tavecchio, "qui si va a fondo...". Intanto, il candidato presidente continua il suo giro di esplorazione: dopo Tommasi, oggi ha visto Abodi (che conferma la sua intenzione a non candidarsi). Con il presidente della Lega B c'erano Gualtieri(Crotone), Guaraldi (Bologna), Stirpe (Frosinone), Pulvirenti (Catania) e Paparesta (Bari). L'incontro è durato tre ore: c'era anche Lotito, sponsor di Tavecchio. Subito dopo nella sede della Lnd è entrato l'ex presidente e membro Cio Franco Carraro. Anche lui appoggia la candidatura di Tavecchio.


Corso di management olimpico: il Coni pensa ai giovani

Una importante e utile iniziativa, proprio in tempo di crisi. Formare manager per la gestione di manifestazioni ed eventi sportivi, attraverso l'acquisizione di competenze, capacità relazionali e di lavoro di gruppo: questi gli obiettivi rivolti al primo corso di alta specializzazione in management olimpico organizzato dalla Scuola dello Sport del Coni e presentato stamane nell'Open Day presso la Sala della Scherma dell'Acqua Acetosa. All'inaugurazione ha partecipato il presidente, Giovanni Malago', oltre all'ad di Coni Spa, Alberto Miglietta, al presidente del comitato scientifico, Antonello Bernaschi e i componenti, Michele Uva (dg Coni Servizi), Rossana Ciuffetti (direttore della Scuola dello Sport), Alberto Acciari (docente di marketing dello sport), Valeria Panzironi (direttore Affari Legali Coni Servizi) e Mario Nicoliello (Centro Studi Coni Servizi): "Siamo in un contesto di crisi che sta durando da troppo tempo - spiega Malagò - come si esce? Cercando di cambiare questa vergognosa tendenza di disoccupazione più che mai giovanile e da Roma in giù con dati imbarazzanti". Come capo dello sport italiano, Malagò ammette di "sentire un fortissimo dovere morale di dare una mano per aiutare il mio paese. Forse la prima mission, prima di vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi, è quella di andare incontro a quello che il mercato chiede". Il corso è rivolto a giovani laureati che intendono intraprendere la carriera di dirigente nel mondo sportivo.

Il ferimento di Napoli: gli ultrà non c'entrano...

Basta dare sempre la colpa agli ultrà. La Digos della questura di Napoli, dopo i primi accertamenti, esclude infatti che il ferimento di R. P., 36 anni, romano, avvenuto ieri a Napoli, sia da collegare a rivalità tra tifosi. Proseguono le indagini per chiarire del tutto le modalità dell'episodio. Il giovane romano aveva precedenti penali, non sembra legato alla tifoseria organizzata: è stata una rissa dove il calcio non c'entra? Ricordiamo che R. P. Non ha fatto nemmeno denuncia. Resta comunque alta l'attenzione dopo la morte di Ciro Esposito: c'è il rischio di scontri, di vendette fra tifosi del Napoli e della Roma. Probabile la chiusura delle trasferte a rischio, che saranno tante: ma chiuderle tutte sarebbe folle, vero Alfano?