Un percorso ad ostacoli, una trappola dietro l'altra: l'inchiesta dell'Uefa non è uno schiaffo solo a Carlo Tavecchio ma anche alla Figc. Sì, perché l'ex presidente Giancarlo Abete aveva già risposto alle richieste di chiarimento sulla frase infelice di Tavecchio, richieste giunte da Nyon a fine luglio. Ma evidentemente questo non è bastato: per l'attuale n.1 del calcio italiano si è trattato di un "atto dovuto", mentre Abete, vicepresidente Uefa, è rimasto sorpreso e non sapeva nulla di questa mossa della commissione disciplinare. Probabile che l'inchiesta sia rapida, probabile il deferimento di Tavecchio: in questo caso, la sentenza si avrà solo l'11 settembre, a meno che la commissione anticipi la sua riunione già fissata. Tavecchio rischia da un'ammenda ad una squalifica (inibizione) a tempo, uno o due mesi. Ma secondo un'interpretazione della Figc, la squalifica avrebbe valore solo in campo internazionale perché Tavecchio viene giudicato in funzione di componente della commissione dilettanti dell'Uefa (carica dalla quale si è dimesso non appena eletto l'11 agosto) e non come vicario Figc, carica che ricopriva ai tempi del fattaccio (25 luglio). In Italia quindi Tavecchio conserverebbe pieni poteri e non dovrebbe essere sostituito dal suo vicario, Maurizio Beretta, nella rappresentanza della Figc. Ma il danno d'immagine per Tavecchio sarebbe enorme, il presidente di una Federazione importante squalificato per razzismo non si è mai visto. Anche perché non solo l'Uefa lo tiene sotto tiro: in Italia sono arrivati due esposti al procuratore Figc. Uno da parte della Federsupporter, l'altro di un ex esponente dell'Ufficio Indagini, Francesco Cariti, di cui abbiamo già dato conto. Entrambi, in base all'articolo 11 del codice di giustizia sportiva, chiedono il deferimento e la squalifica di Tavecchio. Possibile che Palazzi aspetti prima di vedere che fa l'Uefa. Il Coni, con la sua Superprocura vigila: non è escluso che possa avocare a sé gli atti, o chiedere a Palazzi di svegliarsi... Non c'è bisogno di fare un'inchiesta, i fatti sono chiari: gli esposti sono in via Po ormai da una ventina di giorni. Secondo alcune ipotesi, non ci sono gli estremi per il deferimento e l'archiviazione è quasi certa. Secondo Giovanni Malagò potrebbe muoversi anche la Fifa, che però andrebbe a sovrapporsi all'Uefa: possibile due procedimenti internazionali sullo stesso argomento? Tavecchio si fida dell'avvocato Mario Gallavotti che come membro d'appello dell'Uefa conosce meglio di altri la materia. E sempre secondo il n.1 dello sport, Tavecchio potrebbe "lasciare presto", se si sentisse sempre più sotto tiro. Non credo: è più forte di quello che sembra ed è convinto di poter uscire da questa bufera. Non dimentichiamo poi che i suoi alleati non hanno alcuna intenzione di abbandonarlo. Ma l'assedio continua.
Albertini non molla ma ora deve convincere i club
Demetrio Albertini è stato a Roma e il giorno della presentazione di Conte ha ritirato le sue cose in Figc: per anni vicepresidente, ha tentato la scalata. E' stato battuto (nettamente) da Tavecchio ma è uscito a testa alta, con dignità. Senza polemiche o veleni. Ora dovrà decidere che fare: ma non molla, il suo sogno è sempre quello e potrebbe ricandidarsi fra due anni. Deve però convincere i club, soprattutto quelli di serie A. Deve convincerli che lui adesso è un dirigente, togliendosi di dosso quell'etichetta da ex calciatore che l'ha frenato.
Calcio femminile, la Figc vuole coinvolgere Milan, Juve, eccetera
Carlo Tavecchio, presidente Figc, adesso vuole rilanciare il calcio femminile, cenerentola in Italia. A dire la verità, non credo abbia fatto molto quando era presidente della Lega Dilettanti: ma ora vuole dare nuovo impulso, convincere i grandi club di A (Milan, Juve, Napoli, eccetera) ad avere la loro squadra femminile e farla giocare prima della partita di campionato. Inoltre, si vuole puntare su qualche attrice, ex calciatrice, che possa fare da testimonial. Il calcio femminile deve combattere contro stupidi pregiudizi, ma può farcela. Dipende tutto dalla nuova Figc.
Che colpo il golf: Paratore oro alle Olimpiadi giovanili
Il golf fa il suo esordio nel programma olimpico giovanile, con due anni di anticipo sui Giochi di Rio, e a vincere è un italiano, destinato, pertanto, alla storia di questa disciplina. Il romano Renato Paratore, 17 anni del Club Parco di Roma, si è aggiudicato alle Olimpiadi giovanili di Nanchino la medaglia d'oro individuale nella prova su 54 buche (Stroke play) con il punteggio complessivo di 205, a -11 dal par. Nel concorso femminile Virginia Elena Carta si deve purtroppo accontentare del 4° posto, pari merito con la tedesca Olivia Cowan a quota 214 (-2). L'oro del golf, il sesto della spedizione azzurra, porta a 14 il bottino complessivo dell'Italia agli Youth Olympic Games: oggi è arrivato anche l'argento a Squadre Continentali nel Triathlon di Giulio Soldati. Grande soddisfazione per il presidente della Federgolf, Franco Chimenti: Paratore, avviato al professionismo, è il nuovo Manassero.
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