Gestito male il caso-Chiellini, con il protagonismo di Lele Oriali che ha il dente avvelenato con la Juve, Tavecchio è infuriato, ci tiene ad avere buoni rapporti con tutti, anche con chi (Andrea Agnelli) non l'ha votato. Entro il 15 settembre potrebbe essere pronto per partire. Ma per formare la "squadra" pare ci sia qualche intoppo: si vedrà. Il presidente della Figc, intervenuto ai microfoni di "Pezzi da 90" su Radio Onda Libera, conferma di essere al lavoro per rilanciare il calcio italiano, partendo dalla necessità di valorizzare i giovani visto che l'Italia ha il maggior numero di stranieri dopo l'Inghilterra ed è all'ultimo posto per l'utilizzo di elementi provenienti dal vivaio. "Ho dei contatti con il governo per quanto riguarda gli extracomunitrari che devono avere un certo curriculum per giocare in Italia, così come c'è una legge in Inghilterra (quello aveva tentato di spiegare a luglio prima di scivolare nella terribile gaffe). "Sui comunitari è più difficile per il discorso della libera circolazione dei lavoratori- Potremmo fare altre cose, come ridurre le rose, per favorire un maggior utilizzo degli italiani (minimo quattro in campo, ndr). Abbiamo allo studio le riforme in un discorso da fare con la Serie A che detiene il monopolio di queste situazioni. La Federazione intende adoperarsi".
Tavecchio ricorda anche che "in Italia c'è un bacino di 700mila giovani sotto i 18 anni. Per mostrarli e farli conoscere bisogna fare i centri federali che hanno una diramazione territoriale nelle province e poi nelle regione. L'incontro dei migliori giovani nelle singole regioni sarebbe una vetrina per calcio professionistico che, con un po' di testa e d'intuizione, saprebbe dove andare a pescare invece che sempre all'estero. E' un'esigenza di costi, di bilanci che vedo sempre più drammatici. La Federazione dovrà andare anche nelle scuole per creare, come hanno fatto gli inglesi con i college, delle squadre negli istituti scolastici che possano partecipare a dei campionati". Le idee ci sono: ora, al lavoro. Capitolo stadi. "Servono sinergie tra governo, enti locali e società - sottolinea Tavecchio - Servono operazioni in sintonia e non andare ciascuno per conto proprio. Se ognuno fa da solo, non si va da nessuna parte. Oggi le speculazioni edilizie non danno più risultati tra il mercato fermo e la crisi del settore". Andrea Abodi, n.1 della Lega B, si augura intanto che entro fine settembre possa andare in porto la riforma del campionato cadetto (da 22 a 20 club) e magari anche quello di A (18 club). C'è da risolvere il nodo retrocessioni-promozioni, non è facile: ma la ritrovata armonia fra le Leghe (prima Abodi e Macalli non si parlavano nemmeno) fa ben sperare.
Tavecchio ricorda anche che "in Italia c'è un bacino di 700mila giovani sotto i 18 anni. Per mostrarli e farli conoscere bisogna fare i centri federali che hanno una diramazione territoriale nelle province e poi nelle regione. L'incontro dei migliori giovani nelle singole regioni sarebbe una vetrina per calcio professionistico che, con un po' di testa e d'intuizione, saprebbe dove andare a pescare invece che sempre all'estero. E' un'esigenza di costi, di bilanci che vedo sempre più drammatici. La Federazione dovrà andare anche nelle scuole per creare, come hanno fatto gli inglesi con i college, delle squadre negli istituti scolastici che possano partecipare a dei campionati". Le idee ci sono: ora, al lavoro. Capitolo stadi. "Servono sinergie tra governo, enti locali e società - sottolinea Tavecchio - Servono operazioni in sintonia e non andare ciascuno per conto proprio. Se ognuno fa da solo, non si va da nessuna parte. Oggi le speculazioni edilizie non danno più risultati tra il mercato fermo e la crisi del settore". Andrea Abodi, n.1 della Lega B, si augura intanto che entro fine settembre possa andare in porto la riforma del campionato cadetto (da 22 a 20 club) e magari anche quello di A (18 club). C'è da risolvere il nodo retrocessioni-promozioni, non è facile: ma la ritrovata armonia fra le Leghe (prima Abodi e Macalli non si parlavano nemmeno) fa ben sperare.