Ogni club di A ha 57 giocatori ma adesso arriva il taglio
I calciatori tesserati in serie A son 1.150, vale a dire 57,5 per club: l'obiettivo della nuova Figc è di tagliarne almeno 450, arrivando così, nel giro, di un paio d'anni, a rose da 25 per società, più un buon numero di under 21 cresciuti nel vivaio. Non sarà facile. Ma c'è l'appoggio dell'Aic: il sindacato calciatori di Damiano Tommasi dimostra buon senso, si rende conto che così è impossibile andare avanti, altrimenti il sistema scoppia. Con rose ristrette, come in Europa, c'è la speranza che non arrivi più questa ondata di stranieri, molti dei quali di modesto livello se non peggio, che finiscono poi in tribuna. Una cura dimagrante quantomai opportuna per alcuni club: sarà importante anche il financial fair play modello Uefa, inoltre dalla prossima stagione per iscriversi al campionato bisognerà aver saldato anche i debiti di mercato con i club stranieri. Ora è obbligatorio solo per i club c…
I calciatori tesserati in serie A son 1.150, vale a dire 57,5 per club: l'obiettivo della nuova Figc è di tagliarne almeno 450, arrivando così, nel giro, di un paio d'anni, a rose da 25 per società, più un buon numero di under 21 cresciuti nel vivaio. Non sarà facile. Ma c'è l'appoggio dell'Aic: il sindacato calciatori di Damiano Tommasi dimostra buon senso, si rende conto che così è impossibile andare avanti, altrimenti il sistema scoppia. Con rose ristrette, come in Europa, c'è la speranza che non arrivi più questa ondata di stranieri, molti dei quali di modesto livello se non peggio, che finiscono poi in tribuna. Una cura dimagrante quantomai opportuna per alcuni club: sarà importante anche il financial fair play modello Uefa, inoltre dalla prossima stagione per iscriversi al campionato bisognerà aver saldato anche i debiti di mercato con i club stranieri. Ora è obbligatorio solo per i club che disputano le Coppe e alcune società italiane (almeno due di A e una di B) saldano a fatica i debiti di mercato. Un po' di ordine ci vuole, e Tavecchio vuole metterlo.
Il n.1 della Figc ha chiesto anche l'aiuto del Coni, senza entrare però nei dettagli. Che significa? Significa che per la riforma statutaria c'è ancora il diritto di veto, o clausola di largo consenso come la chiamava Franco Carraro: il Coni potrebbe mandare quindi un commissario ad acta in Figc per fare quella riforma dello statuto che il mondo del calcio da solo non riesce a fare. Una curiosità: il diritto di veto è proibito in base ai "principi" del Coni ma quando la Figc ha mandato le sue carte per l'approvazione è arrivato il via libera dallo stesso Coni. Un errore (della precedente gestione) a Palazzo H. Capita. Basterebbe un ricorso al Tar del Lazio per cambiare le norme della Figc che è una società privata e in questo caso non rispetta il codice civile, ma un commissario ad acta potrebbe fare la stessa cosa in maniera indolore. Per la riforma dei campionati invece basta la maggioranza semplice e non qualificata, e Tavecchio ce l'ha in consiglio federale. Entro tre anni la A dovrebbe andare a 18, quindi a regime dal 2017-'18, proprio alla scadenza del mandato di Tavecchio. La B a 20 (per ora), la Lega Pro forse a 40 (ora è 60) ma Macalli i e suoi sembrano poco convinti. Spiega Andrea Abodi, presidente (ottimista e propositivo) della Lega B: "Non è una questione solo di numeri ma di sostenibilità complessiva del sistema-calcio. Quindi, rose, regole per le iscrizioni, ripescaggi, rivisitazione del professionismo e del dilettantismo, eccetera. Le quattro Leghe che hanno votato Tavecchio sono compatte, e questo fa ben sperare per il futuro". Da mettere a punto il meccanismo di retrocessioni e promozioni. "Per fortuna non c'è più la proposta oscena dell'1+1...", che era stata portata avanti dalla Lega maggiore. Ora si ragiona sul 3-3, ma Abodi preferirebbe il 4-4. Ovviamente, a regime. "Noi siamo il campionato di frontiera e siamo avanti ad esempio sul tetto salariale, sulle rose. Noi siamo arrivati primi. Anche se c'è chi sostiene che questo può portare a pagamenti in nero: non sono d'accordo, il nero è illegale e va combattuto". Abodi propone anche al massimo due multiproprietà. Ma su questo piano il suo amico-nemico Lotito pare non sia d'accordo. Niente, comunque, seconde squadre: bocciate da Tavecchio. L'importante che qualcosa (finalmente) si stia muovendo: cosa è stato è fatto negli ultimi anni?
Domenica Sportiva, 1.344.000 spettatori
Con la seconda giornata sono scattate tutte le trasmissioni di Rai Sport (su Rai2): Stadio Sprint di Enrico Varriale, impegnato stasera nel Processo del Lunedì, ha fatto l'8,45%, 893.000 spettatori. "Un punto e mezzo in più rispetto alla scorsa stagione, ottima partenza": spiega il conduttore. Ha giovato alla trasmissione anche la polemica Marotta-Lotito: Varriale è sempre bravo nel trovare il varco giusto. Debutto di Marco Mazzocchi (e Jacopo Volpi) a Novantesimo Minuto: 8,78%, 1.181.000. Meno della passata stagione, ma siamo ancora in fase di rodaggio. Infine, la Domenica Sportiva affidata dall'ex direttore Mauro Mazza a Sabrina Gandolfi: 9,89%, 1.344.000. Presto intanto si insedia il nuovo direttore Carlo Paris.
Sky: 664.872 spettatori per il trionfo di Valentino
Nel pomeriggio di ieri di Sky Sport, in evidenza il Motomondiale con il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini: la gara di MotoGP, in diretta esclusiva dalle 14 circa su Sky Sport MotoGP HD, su Sky Sport 1 HD e sui canali del mosaico interattivo in HD, ha raccolto davanti alla tv 664.872 spettatori medi complessivi, con una share del 4,11% e 1.042.467 spettatori unici. Grazie Valentino...
Il Daspo di gruppo non piace, domani Tavecchio alla Camera
Facilmente prevedibile: il Daspo di gruppo non piace, fa paura. Soprattutto a chi ne viene colpito. E' toccato a 52 tifosi del Bari, se ne è lamentato il presidente del club pugliese, l'ex arbitro Paparesta ("è da modificare, non si può colpire chi non ha colpe"). Domani 16 settembre, alle ore 19, le Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, presso l'Aula della Commissione Affari costituzionali, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2616 Governo, di conversione in legge del decreto-legge n. 119 del 2014, recante "Disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del Ministero dell'interno", svolgeranno l'audizione informale di Carlo Tavecchio, presidente Figc, e Gianluca Paparesta, presidente del FC Bari 1908.
Il n.1 della Figc ha chiesto anche l'aiuto del Coni, senza entrare però nei dettagli. Che significa? Significa che per la riforma statutaria c'è ancora il diritto di veto, o clausola di largo consenso come la chiamava Franco Carraro: il Coni potrebbe mandare quindi un commissario ad acta in Figc per fare quella riforma dello statuto che il mondo del calcio da solo non riesce a fare. Una curiosità: il diritto di veto è proibito in base ai "principi" del Coni ma quando la Figc ha mandato le sue carte per l'approvazione è arrivato il via libera dallo stesso Coni. Un errore (della precedente gestione) a Palazzo H. Capita. Basterebbe un ricorso al Tar del Lazio per cambiare le norme della Figc che è una società privata e in questo caso non rispetta il codice civile, ma un commissario ad acta potrebbe fare la stessa cosa in maniera indolore. Per la riforma dei campionati invece basta la maggioranza semplice e non qualificata, e Tavecchio ce l'ha in consiglio federale. Entro tre anni la A dovrebbe andare a 18, quindi a regime dal 2017-'18, proprio alla scadenza del mandato di Tavecchio. La B a 20 (per ora), la Lega Pro forse a 40 (ora è 60) ma Macalli i e suoi sembrano poco convinti. Spiega Andrea Abodi, presidente (ottimista e propositivo) della Lega B: "Non è una questione solo di numeri ma di sostenibilità complessiva del sistema-calcio. Quindi, rose, regole per le iscrizioni, ripescaggi, rivisitazione del professionismo e del dilettantismo, eccetera. Le quattro Leghe che hanno votato Tavecchio sono compatte, e questo fa ben sperare per il futuro". Da mettere a punto il meccanismo di retrocessioni e promozioni. "Per fortuna non c'è più la proposta oscena dell'1+1...", che era stata portata avanti dalla Lega maggiore. Ora si ragiona sul 3-3, ma Abodi preferirebbe il 4-4. Ovviamente, a regime. "Noi siamo il campionato di frontiera e siamo avanti ad esempio sul tetto salariale, sulle rose. Noi siamo arrivati primi. Anche se c'è chi sostiene che questo può portare a pagamenti in nero: non sono d'accordo, il nero è illegale e va combattuto". Abodi propone anche al massimo due multiproprietà. Ma su questo piano il suo amico-nemico Lotito pare non sia d'accordo. Niente, comunque, seconde squadre: bocciate da Tavecchio. L'importante che qualcosa (finalmente) si stia muovendo: cosa è stato è fatto negli ultimi anni?
Domenica Sportiva, 1.344.000 spettatori
Con la seconda giornata sono scattate tutte le trasmissioni di Rai Sport (su Rai2): Stadio Sprint di Enrico Varriale, impegnato stasera nel Processo del Lunedì, ha fatto l'8,45%, 893.000 spettatori. "Un punto e mezzo in più rispetto alla scorsa stagione, ottima partenza": spiega il conduttore. Ha giovato alla trasmissione anche la polemica Marotta-Lotito: Varriale è sempre bravo nel trovare il varco giusto. Debutto di Marco Mazzocchi (e Jacopo Volpi) a Novantesimo Minuto: 8,78%, 1.181.000. Meno della passata stagione, ma siamo ancora in fase di rodaggio. Infine, la Domenica Sportiva affidata dall'ex direttore Mauro Mazza a Sabrina Gandolfi: 9,89%, 1.344.000. Presto intanto si insedia il nuovo direttore Carlo Paris.
Sky: 664.872 spettatori per il trionfo di Valentino
Nel pomeriggio di ieri di Sky Sport, in evidenza il Motomondiale con il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini: la gara di MotoGP, in diretta esclusiva dalle 14 circa su Sky Sport MotoGP HD, su Sky Sport 1 HD e sui canali del mosaico interattivo in HD, ha raccolto davanti alla tv 664.872 spettatori medi complessivi, con una share del 4,11% e 1.042.467 spettatori unici. Grazie Valentino...
Il Daspo di gruppo non piace, domani Tavecchio alla Camera
Facilmente prevedibile: il Daspo di gruppo non piace, fa paura. Soprattutto a chi ne viene colpito. E' toccato a 52 tifosi del Bari, se ne è lamentato il presidente del club pugliese, l'ex arbitro Paparesta ("è da modificare, non si può colpire chi non ha colpe"). Domani 16 settembre, alle ore 19, le Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, presso l'Aula della Commissione Affari costituzionali, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2616 Governo, di conversione in legge del decreto-legge n. 119 del 2014, recante "Disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del Ministero dell'interno", svolgeranno l'audizione informale di Carlo Tavecchio, presidente Figc, e Gianluca Paparesta, presidente del FC Bari 1908.