Ha vinto il partito del no: la Serie A resterà come adesso, a venti squadre. Niente taglio, niente 18 come auspicavano i grandi club (dalla Juve alla Roma passando per il Milan) e tanti appassionati di calcio, stanchi di questa noia. Peccato, un'occasione persa per rendere il campionato più attraente, non come adesso che fra le prime e le altre c'è già un abisso. Le stesse pay tv sarebbero state favorevoli ad una riduzione a 18: troppe partite adesso sono di scarso appeal, costa caro produrle e rendono poco come abbonamenti e ascolti. Ma i medi-piccoli club non sono favorevoli, almeno per ora, e vogliono restare a venti: è vero che non due squadre in meno guadagnerebbero tutti di più dai diritti tv, ma molte società temono di finire in B e restarci chissà per quanti anni. La Lega maggiore sta studiando una formula che prevede una sola retrocessione diretta e una attraverso i playoff (ma la B non ne vuole sapere), più un paracadute maggiore per chi retrocede. Peccato. Ci vorrebbero in Lega 15 voti a favore su 20: al momento, in base ai sondaggi, non ci sono. Sinora non c'è mai stata un'assemblea riservata a questo problema, se n'è parlato solo a livello informale: c'è stato (c'è) un tavolo di confronto, voluto da Tavecchio, fra le varie Leghe. Ma per ora non è approdato a nulla. "Noi andremo avanti per la nostra strada", assicura Andrea Abodi, presidente della Lega di B. "Entro fine mese bisogna definire". Lui ha fretta. Lunedì c'è l'assemblea della Lega di A convocata per parlare dei diritti esteri: tratterà anche l'argomento riforma? Martedì comitato di presidenza, poi incontro fra le Leghe e martedì 28 ottobre consiglio federale. Non è facile portare a compimento il piano-riforme: la Figc ci prova. In ballo anche le rose ridotte a 25, più i ragazzi dei vivaio, e una maggiore attenzione al livello degli extracomunitari che vengono da noi e magari non giocano mai (quello che aveva tentato invano di spiegare Tavecchio ...). La B, come detto, farà da sola: Abodi ha previsto una stagione di passaggio nel 2015-'16, poi ecco il nuovo campionato cadetti a 20 (adesso sono 22, una follia) a regime nel 2016-'17. La promozioni in A resterebbero sempre tre, Abodi propone di bloccare i ripescaggi per tre stagioni. La Lega Pro è già scesa da 90 a 60, qualcuno vorrebbe che arrivasse a quota 40. Macalli frena, e non ha torto: bisogna vedere prima come regge il sistema.
Mini taglio allo sport, ha vinto la diplomazia di Malagò
Un autentico capolavoro di diplomazia: Giovanni Malagò è riuscito, anche se non è ancora ufficiale, ad evitare che il governo-Renzi tagliasse in maniera consistente i fondi allo sport. Adesso sono 411 milioni all'anno. Il taglio sarà minimo (intorno ai 5 milioni), in pratica simbolico perché Renzi ha colpito ovunque e un piccolo sacrificio deve chiederlo anche al mondo dello sport. Ma attenzione, se Roma si candiderà all'Olimpiade 2024, cosa al momento molto probabile, il governo non scucirà un euro in più. Se la sbrigasse il Coni: una candidatura costa circa 40-50 milioni ma il piano (segreto) di Malagò e del suo staff prevede di fare le cose nel modo più oculato possibile, senza sprechi. Non solo: prevede anche di rivedere il progetto del 2020, bocciato poi dal governo Monti. L'aria che tirava a Palazzo Chigi sino a poco tempo fa sembrava poco favorevole al Coni: qualcuno voleva tagliare i fondi allo sport addirittura del 10 per cento (oltre 40 milioni). Ma poi Malagò ha lavorato sodo e chissà che presto non possa annunciare buone notizie ai presidenti federali...
Lotta al razzismo: si insedia la commissione Fiona May
La prossima settimana si insedia la commissione che sarà coordinata da Fiona May: l'ha voluta il presidente Tavecchio per incentivare la lotta al razzismo e cercare di riparare alla famosa gaffe di luglio. Inoltre, il n.1 della Figc ha deciso, nel patteggiamento con l'Uefa, di tenere in Italia una iniziativa contro il razzismo. Martedì è previsto un comitato di presidenza e il 28 ottobre un consiglio federale: non è facile portare avanti le riforme (vedi appunto quella per i campionati) ma c'è la voglia di farlo. Le rose saranno gradualmente ridotte. Abodi dovrebbe diventare presidente della Federcalcio srl, che gestisce il patrimonio immobiliare (circa 100 milioni), mentre Simone Perrotta è destinato al settore giovanile e scolastico (l'Aic al suo posto nominerebbe in consiglio federale una calciatrice-avvocato, rispettando così le quote rosa).
Mini taglio allo sport, ha vinto la diplomazia di Malagò
Un autentico capolavoro di diplomazia: Giovanni Malagò è riuscito, anche se non è ancora ufficiale, ad evitare che il governo-Renzi tagliasse in maniera consistente i fondi allo sport. Adesso sono 411 milioni all'anno. Il taglio sarà minimo (intorno ai 5 milioni), in pratica simbolico perché Renzi ha colpito ovunque e un piccolo sacrificio deve chiederlo anche al mondo dello sport. Ma attenzione, se Roma si candiderà all'Olimpiade 2024, cosa al momento molto probabile, il governo non scucirà un euro in più. Se la sbrigasse il Coni: una candidatura costa circa 40-50 milioni ma il piano (segreto) di Malagò e del suo staff prevede di fare le cose nel modo più oculato possibile, senza sprechi. Non solo: prevede anche di rivedere il progetto del 2020, bocciato poi dal governo Monti. L'aria che tirava a Palazzo Chigi sino a poco tempo fa sembrava poco favorevole al Coni: qualcuno voleva tagliare i fondi allo sport addirittura del 10 per cento (oltre 40 milioni). Ma poi Malagò ha lavorato sodo e chissà che presto non possa annunciare buone notizie ai presidenti federali...
Lotta al razzismo: si insedia la commissione Fiona May
La prossima settimana si insedia la commissione che sarà coordinata da Fiona May: l'ha voluta il presidente Tavecchio per incentivare la lotta al razzismo e cercare di riparare alla famosa gaffe di luglio. Inoltre, il n.1 della Figc ha deciso, nel patteggiamento con l'Uefa, di tenere in Italia una iniziativa contro il razzismo. Martedì è previsto un comitato di presidenza e il 28 ottobre un consiglio federale: non è facile portare avanti le riforme (vedi appunto quella per i campionati) ma c'è la voglia di farlo. Le rose saranno gradualmente ridotte. Abodi dovrebbe diventare presidente della Federcalcio srl, che gestisce il patrimonio immobiliare (circa 100 milioni), mentre Simone Perrotta è destinato al settore giovanile e scolastico (l'Aic al suo posto nominerebbe in consiglio federale una calciatrice-avvocato, rispettando così le quote rosa).