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Il calcio all'attacco del Coni: "Fuori gli sport non olimpici"

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I 62 milioni di euro che prendeva dal Coni venivano utilizzati dalla Figc soprattutto per gli arbitri delle categoria minori, il settore giovanile e scolastico, Coverciano, eccetera. Il taglio di 22,5 milioni (cifra provvisoria, Tavecchio tratterà con Malagò) viene considerato estramamente pensante in Via Allegri. "Come facciamo con un bilancio di soli 160 milioni?" si chiedono i dirigenti. Verranno eliminate le Nazionale giovanili che non fanno i campionati Fifa e Uefa: vale a dire under 15,16,18 e 20. I club forse saranno contenti, ma lo spirito e i programmi della Figc erano altri. Verrà tagliata la Nazionale femminile under 17, che è appena finita terza al Mondiale? Speriamo di no. Stop anche ai centri federali? Andrea Abodi, presidente della Lega B, non è affatto tenero col Coni :"Io ricordo che il sottosegretario Delrio aveva parlato di recente del valore sociale dello sport. E il calcio ha qualcosa come 700.000 partite all'anno. E' assurdo intervenire adesso, bisognava semmai farlo più avanti, magari a metà del prossimo anno. Come facciamo a porre rimedio: non abbiamo spazio di manovra. Che facciamo? Tagliamo i rimborsi agli arbitri-ragazzini che prendono, oltre alle botte come si è visto, un rimborso di 30 euro a partita?". Gli arbitri costano alla Figc oltre 40 milioni (di cui 8 per quelli di A e B). Non sarà semplice intervenire. Scartata la possibilità che siano le Leghe, come ai tempi di Calciopoli, a pagarsi gli arbitri. C'è il problema anche della B e della Lega Pro che vivono grazie alla mutualità: che succederà? Per fortuna i diritti tv saliranno ad un miliardo e 200 milioni a stagione. Insiste Abodi: "Certo, la responsabilità è di tutti, anche della classe dirigente del calcio. Ma sono rimasto molto perplesso perché Damiano Tommasi in estate aveva votato a favore dei parametri e adesso al massimo si è astenuto... Mi sembra molto strano. Poi, secondo me chi non fa le Olimpiadi deve stare da un'altra parte, non fare parte nel Coni. Inoltre se vinci la medaglia olimpica nel calcio o nel tiro con l'arco la differenza è marginale: non mi sembra normale". Malagò in occasione dell'audizione alla Camera ha detto:" Se lavora e si comporta su certi presupposti il calcio può recuperare forse tutto o forse più di quello che ha perso ma se continua a fare certi tipi di scelte politiche, cosa che può fare essendo un ente privato, forse questa cifra magari scende ancora. Non possiamo partire dal presupposto che qualsiasi cosa accada abbiano la stessa cifra". E ha aggiunto: "Io non sono un avversario del calcio. Non ho tagliato niente: ho solo fatto in modo che il calcio non avesse una percentuale secca a parte, ma solo che da esso si applicassero le regole che valgono per gli altri sport".

Che strana la squalifica di Malagò "nuotatore"...
Finito nelle mani di due giudici ex cognati, Giovanni Malagò, in qualità di tesserato per la Federnuoto, è stato squalificato 16 mesi in primo grado e 8 in secondo. Buon senso avrebbe suggerito una mini-squalifica di tre mesi, in modo da chiudere il caso, evitare i ricorsi e riavvicinare Malagò e Barelli nell'interesse del nuoto ma non solo. Ora, molto probabilmente, il n.1 del Coni farà appello e Frattini gli toglierà la squalifica (ha già spiegato che la Fin non era competente). Poi, probabile che si finisca al Tar di Losanna, e la cosa non sarebbe per niente simpatica. Per quanto riguarda Barelli, il pm ha chiesto per la seconda volta l'archiviazione delle indagini per la presunta truffa. Ora il gip o chiude oppure ordina l'imputazione coatta (la parola spetterebbe poi al gup). Il Coni invece può ricorrere in Cassazione. Ma sarebbe il caso di finirla qui.

Il n.1 dello sport: "Meno medaglie ma più sociale"
" Il professionistico è regolato dalla legge 91 del 1981 in un modo che da molti è ritenuto non più adeguato. Il mondo dilettantistico è lasciato abbastanza a briglia sciolta. Per questo motivo vedo con favore l'intenzione del Parlamento di occuparsi di questa materia con una legge quadro". Lo ha detto Giovanni Malagò, nell'audizione alla commissione Cultura della Camera sulla proposta di aglegge sul cosiddetto testo unico dello sport. "L'aspetto sociale dello sport? Può significare tutto. Sono in molti a salire sul carro di questa bellissima parola. E' difficile dire che l'attività della scherma non abbia una funzione sociale, ma è chiaro che al tempo stesso essa mira a una medaglia alle Olimpiadi". Malagò ha ricordato altre realtà dello sport, come la differenza tra Federazioni sportive e discipline sportive, gli enti di promozione sportiva, fino alle associazioni benemerite. "Eravamo molto preoccupati - ha aggiunto Malagò - quando c'erano stati dei rumors sulla possibilità che fosse abbassato dal Parlamento il tetto dei 7.500 euro al di sotto del quale le società sportive dilettantistiche hanno agevolazioni fiscali: se fosse stato così, sarebbe stata la chiusura per molte società. Quel tetto secondo me, invece, dovrebbe essere alzato". Malagò ha aggiunto: "Ho già detto che è importante vincere delle medaglie, ma è importante che siano pulite. L'Italia nella lotta al doping è considerata credibile a livello internazionale, ma secondo me non è abbastanza. Aspettatevi a breve delle novità, che integrano il sistema di controlli Coni-Nado". Sullo sport e la scuola, tema per il quale è stato presentato l'accordo "sport di classe" con il Miur, il presidente del Coni ha sottolineato che la parola scuola non esiste nello statuto del comitato olimpico: "C'è un gap da recuperare. Leviamo fondi da altre nostre iniziative e li mettiamo sul tavolo dello sport nell'ambito della scuola, è questo che abbiamo deciso. Se fosse per me, direi: datemi i fondi che lo stato ora spende per lo sport a scuola per amministrarli; adesso invece quello che possiamo fare è una piccola collaborazione".

Si scommette anche in serie D, la Figc non può fare nulla
"Noi non possiamo farci niente", dicono dalla Figc dove sono fortemente preoccupati e contrariati, "è un grave problema" : ormai si scommette anche sulle gare singole del campionato di serie D. Se ne occupa la Snai, ma altre agenzie potrebbero arrivare presto. In serie D difficile controllare le partite, soprattutto da metà stagione quando molti club smettono di pagare i rimborsi e i rischi di combine aumentano. La Figc intanto sta pensando di creare una società di scommesse tutta sua. Ma non certo per la Serie D.