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Rose, extracomunitari
qualcosa si muove...

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Tetto alle rose dei giocatori; fair play finanziario sul modello Uefa (che darà una stretta a certi acquisti indiscriminati da parte di chi ha il bilancio in rosso); incompatibilità-decadenza dalle cariche societarie; tesseramento extracomunitari (uno dei due con curriculum sportivo come in Inghilterra); abolizione albo procuratori. Questi cinque punti saranno messi ai voti giovedì 20 novembre in occasione del consiglio federale della Figc. L'11 agosto Carlo Tavecchio era stato eletto presidente del calcio italiano e aveva promesso, entro 2-3 anni, quelle riforme che in passato erano rimaste bloccate (per colpa di tutti, non solo di Abete). Ora, finalmente qualcosa si muove: anche se le resistenze restano tante in un mondo fortemente conservatore (e dove ci sono grossi interessi). Le rose saranno ridotte a 25 giocatori over 21, di cui 8 cresciuti nel vivaio (homegrown players) del club o della Nazione. In Figc è stato studiato a lungo il problema: ma l'ipotesi di mettere in rosa un certo numero (magari 10) di calciatori "eleggibili" (convocabili) per la Nazionale, è tramontata. Rischi di contrasti con l'Ue e di ricorsi da parte di qualche calciatore emulo di Bosman. E' stato trovata quindi questa formula-che è la stessa in vigore nelle Coppe europee- che sarà applicata per gradi perché adesso ci sono club che hanno in rosa una quarantina di giocatori. "Ma così veniamo incontro ai giovani dei vivai", spiegano da via Allegri. Vero, ma solo in parte. Era meglio incidere anche nei tornei Primavera e allievi, dopo ormai ci sono tantissimi stranieri. Il motivo? Molti club, anche importanti, fanno trading: comprano giocatori africani a due soldi e poi li rivendono in Italia e anche in Europa, magari a club satelliti. Si sta cercando di limitare, con nuove norme, questa tratta dei baby-calciatori. In modo da difendere il made in Italy. Bisognerebbe anche spingere di più sullo ius soli sportivo, cavallo di battaglia di Tavecchio e già adottato da cricket, sport di integrazione per eccellenza, hockey prato, atletica e pugilato. Ora tocca al calcio: migliaia di ragazzi nati in Italia da genitori stranieri aspettano. E' assurdo negare loro questo diritto, o costringerli ad attendere la maggiore età e pratiche burocratiche a volte lunghe e complesse. Lo sport deve essere di esempio per la politica, che su questo argomento pensa solo a litigare. Infine, dov'è finita la riforma dei campionati, quella che Tavecchio ha definito più volte la "madre di tutte le riforme"? Su questo fronte si va avanti adagio. Anzi, si è fermi. A rimanere ottimista è rimasto solo Andrea Abodi...

Il gen. Cataldi, Palazzi e le carte di Cremona
Il superprocuratore del Coni, generale Enrico Cataldi, lunedì sarà a Cremona dove incontrerà il procuratore della Repubblica, Francesco Di Martino. Cataldi spera di poter avere il materiale che riguarda le maxi-inchieste sul calcioscommesse e adesso anche sul tennis. Ma è probabile che Di Martino preferisca interrogare prima gli indagati. La superprocura del Coni si muove in maniera autonoma, e questo ha creato qualche contrasto con alcune procure federali (vedi quella della Figc). Inoltre il gen. e i suoi sono oberati dalle pratiche, oltre 550 in pochissimo tempo. C'è stato qualche malumore anche fra alcuni componenti la giustizia sportiva che ricevano compensi bassissimi (anche 30-40 euro a missione) quando hanno scoperto che Cataldi ha oltre 100.000 euro all'anno di gettone e i suoi vice superano (o supereranno) quota 30.000. Ma la riforma voluta da Malagò è epocale, e il presidente del Coni, con saggezza e buon senso, è pronto a rivedere qualcosa (se sarà necessario) per la prossima stagione.

Qatar 2022, gaffe di Rummenigge: si è dimenticato del Ramadan
Karl-Heinz Rummenigge, presidente dell'associazione europea dei club (Eca), vorrebbe fare giocare il Mondiale del Qatar 2022 tra aprile e l'inizio di maggio. "Noi abbiamo studiato il problema e siamo arrivati alla conclusione che la migliore soluzione fosse che il Mondiale cominci a fine aprile e finisca a maggio''. La Fifa ha proposto il mese di novembre, mentre l'Uefa punta su gennaio. "Fa sempre molto caldo in aprile-maggio ma la temperatura non supera i 35 gradi''. Rummenigge si è dimenticato di un aspetto di fondamentale importanza: nel 2022 il Ramadan cadrà in aprile e non si potrà certo giocare in Qatar. Una gaffe che poteva essere evitata. Alla fine si giocherà in inverno. Intanto, come previsto, la Fifa ha stabilito che non c'è stata "nessuna irregolarità" nell'assegnazione dei Mondiali 2018 alle Russia e 2022 al Qatar. Figuriamoci se Blatter poteva andare contro Putin e gli sceicchi...

Malagò: "Il prossimo n.1 del Coni? Magari un atleta"
"E' necessario riformare la legge 91, perché è anacronistica, e scrivere una nuova legge-quadro per lo sport italiano". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenendo al convegno 'Lavorare per sport', promosso oggi a Pisa da Coni e Csi toscani. "E' impensabile - ha spiegato Malagò - che un calciatore di Serie C sia un professionista, mentre la Pellegrini e un pallavolista di Serie A non lo sono. Per questo è necessario intervenire con una legge più attuale. Non solo, occorre rivedere anche la ripartizione dei contributi con parametri di autentica meritocrazia: il 18% al calcio a prescindere è sbagliato. Se te lo meriti, ti do anche i contributi supplementari ma, se non fai investimenti e non porti risultati, non è giusto penalizzare chi invece sviluppa una cultura sportiva che sa anche essere vincente". Infine, Malagò ha concluso: "Sarebbe bello che fosse un atleta il prossimo presidente del Coni, perché vorrebbe dire che alla sua esperienza sportiva ha saputo aggiungere anche le competenze da dirigente".