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Aggrediti arbitri-ragazzini: pugno duro contro i club

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La classifica della vergogna vede al comando la Sicilia: 75 episodi di "violenza grave" nei confronti degli arbitri nella stagione 2013-'13. Seguono Campania, Calabria e Puglia. A Trento un solo episodio. Quest'anno si è partiti (subito) molto male. Ha fatto scalpore il caso di quell'arbitro di 17 anni aggredito in Puglia e la sua lettera ai genitori gli fa onore: deve essere preso ad esempio per tutta la categoria arbitrale, deve essere il simbolo dello slogan "ora basta!", una battaglia che devono portare avanti tutti i direttori di gara, da Rizzoli all'ultimo arrivato. Se ne parlerà giovedì 20 novembre in consiglio federale. E il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, attivissimo (giustamente) su questo fronte farà delle proposte. "Tengo ancora una volta a ribadire che la misura è colma -ha detto Nicchi in una recente intervista- I giovani arbitri del mondo dilettantistico non sono più disposti a subire atti di brutale violenza. Al punto che non mi sento più di escludere in futuro, se ancora una volta inascoltati, tale non auspicabile decisione...". Riferito ad una eventuale sciopero: mai gli arbitri, in quasi 90 anni, si sono fermati. Ma la misura è colma. Nicchi attacca anche la giustizia sportiva: "in Italia vengono spesso comminate giornate di squalifica che poi in appello vengono sistematicamente ridotte o annullate". Ed ecco i suggerimenti: "Il consiglio federale dovrebbe iniziare subito ad utilizzare le norme a suo tempo deliberate e mai applicate: non concedere più la gratuità del servizio arbitrale alle società che si macchiano di tali reati, versare nel conto di solidarietà presso l'Aia le somme provenienti da sanzioni pecuniarie da comminare a tesserati e società, utili per la tutela e crescita tecnica dei nostri arbitri e relative sezioni. Quando accade una violenza fisica e l'arbitro è costretto a rivolgersi al pronto soccorso da cui viene dimesso con giorni di prognosi, si squalifichi subito ed automaticamente quel campo per tanti giorni quanti sono stati i giorni di prognosi assegnati all'arbitro...". Trenta giorni di prognosi? Trenta giornate. Nicchi non ha molta fiducia nel Daspo, "non ha sortito in materia grandi risultati" e spiega che "la cosa gravissima è che per il 90 per cento sono proprio i tesserati a rendersi protagonisti di queste nefandezze". Ha ragione, è una vergogna: ma certi presidenti, come quello pugliese che ha straparlato anche in tv, non devono più mettere piede su un campo di calcio (e in questo caso il Daspo serve, eccome). Sapete quanto prende di rimborso spese un arbitro-ragazzino per dirigere partite di II, III categoria e giovanili? Trentadue euro a partita. Per 32 euro rischia le botte. Non sono eroi, ma devono essere tutelati. Senza di loro, non si gioca a pallone.

Pigozzi: "Nella guerra al doping prevalga la meritocrazia"
Non è facile la guerra al doping ma c'è chi non abbassa la guardia. Per questo è stato appena inaugurato, presso l'Università di Brighton, il primo Centro di Ricerca Antidoping della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport presieduta dal professor Fabio Pigozzi. Un appuntamento che sottolinea l'indirizzo scelto dalla Fims nella lotta al doping e che ha visto la partecipazione di Ugur Erdener, membro del Comitato Esecutivo e chairman della Commissione Medica del Cio e del dottor Olivier Rabin, direttore scientifico della Wada (Agenzia mondiale antidoping). "Un'iniziativa - ha spiegato il professor Pigozzi, che è anche rettore dell'Università dello sport di Roma "Foro Italico" e membro della giunta Coni - che abbiamo fortemente voluto e nella quale abbiamo trovato appoggio immediato da parte del Comitato Internazionale Olimpico". "È un momento emozionante e straordinario - ha detto il professor Yannis Pitsiladis, direttore del Centro inglese - consideriamo un onore la scelta di Brighton quale base della Fims per studi e ricerche nei test antidoping. Il centro di ricerca di Brighton si concentrerà anche sullo studio della "memoria muscolare", che ci permetterà di individuare un utilizzo pregresso di farmaci come gli steroidi anabolizzanti anche anni dopo la conclusione delle pratiche illecite". "Anche in Italia - ha sottolineato Pigozzi-per essere più efficaci nella lotta al doping bisogna porre l'attenzione e investire sull'aspetto biomedico e farmacologico. Vanno in ogni caso valorizzate le competenze che nel nostro paese non mancano: nella lotta al doping non si può improvvisare. E' proprio in ambiti come questo, che deve prevalere la meritocrazia". Inoltre, è stata annunciata all'assemblea dell'Anoc di Bangkok e sarà resa ufficiale nella riunione della Wada il prossimo weekend a Parigi, la nomina del professor Pigozzi a membro del Foundation Board, massimo organo dell'agenzia mondiale antidoping, con decorrenza dal primo gennaio 2015.

"Lo sport come stile di vita in Europa", convegno a Firenze
Domani si terrà a Firenze (Piazza di Parte Guelfa) un interessante convegno dal titolo, "Lo sport come stile di vita in Europa-Esperienze a confronto". Dopo la presentazione di Fabio Pagliara, presidente del convegno, i lavori, in mattinata, saranno aperti dal sindaco Nardella. Numerosi gli interventi. Una giornata piena di lavori, di testimonianze. Con una novità: interventi brevi. Possibile l'utilizzo anche dei video.

Champions League: si vince con lo schema 4-3-3...
Un gioco divertente: sul sito http://it. championsleaguestats. com ci sono i risultati dello studio elaborato da "bwin", brand leader di scommesse sportive, per celebrare i 22 anni della Champions League. Il sito mette alla prova i grandi conoscitori di questa competizione. In molti possono immaginare che le squadre più vincenti di questi 22 anni di Champions League siano il Real Madrid e il Barcellona non solo per il numero di titoli vinti (rispettivamente 4 e 3) ma anche per il numero di punti realizzati per partita giocata (entrambe una media di 1,94 goal)! In pochi possono invece affermare con altrettanta velocità che la formazione più vincente utilizzata dalle 22 squadre vincenti applicando il coefficiente UEFA è 4-3-3. Formazione utilizzata da ben 10 prime classificate: il Milan, il Real Madrid, il Barcellona, l'Ajax e l'Inter. Ma se consideriamo le statistiche sulla performance, le partite giocate, i goal segnati e concessi e il valore di trasferimento quale è la squadra dell'olimpo della Champions? Valdes in porta, Fernando Hierro e Carlos Puyol alla difesa, Maicon in fascia destra e Paolo Maldini fascia sinistra; un centrocampo formato da Xavi con alla sua destra Zidane e alla sua sinistra da Iniesta e un attacco che farebbe paura allo stesso Valdes: Cristiano Ronaldo, Raul e Lionel Messi!