Il 15 dicembre il premier Matteo Renzi sarà al Coni per la premiazione dei collari d'oro: alla presenza di tutto il mondo dello sport, potrebbe annunciare la candidatura di Roma alle Olimpiadi estive del 2024. Almeno, così aveva detto tempo fa. Poi, come noto, è venuto fuori il Sacco della Capitale (e pare non sia finito qui, forse a breve ci saranno altri arresti eccellenti). Cosa farà adesso Renzi? Prenderà tempo? Rimanderà l'annuncio alla prossima primavera? Matteo Salvini, leader in ascesa della Lega Nord, aveva già espresso la sua perplessità "politica" sulla candidatura di Roma. Figuriamoci adesso.
Il Coni sinora si è mosso bene su questo fronte, con buon senso, con un lavoro di lobby intelligente e cauto. Franco Carraro, che conosce meglio di tutti il mondo dello sport (non per niente è membro Cio dal lontano 1982), suggerisce questo, e da tempo:"Una candidatura olimpica deve avere la massima trasparenza, bisogna spiegare con chiarezza ai cittadini, agli italiani, quali sono i vantaggi". Concetti quantomai importanti di questi tempi. Anche lo sport d'altronde in passato non è stato affatto immune dall'assalto dei soliti "furbetti del quartierino" e va evitato quindi in maniera assoluta il sospetto che un'Olimpiade sia l'occasione per fare business illeciti. Anche perché sarebbero in ballo parecchi miliardi (una decina almeno) di soldi pubblici e privati, se, ovviamente, il Cio nel 2017 dovesse assegnare davvero i Giochi a Roma. Ma per fortuna di Renzi (e di Malagò) c'è tempo sino al novembre del prossimo anno per annunciare ufficialmente la candidatura. Meglio, quindi, fare calmare le acque. Anche se summit Cio che si tiene a Montecarlo, e che inizia domani, potrebbero arrivare segnali più che incoraggianti per Roma: Olimpiadi low cost e che coinvolgono tutta una Nazione (quindi anche Milano, cosa che a Salvini forse non spiacerebbe...). Anche con quello ce succedendo a Roma, e magari succederà, non sarebbe giusto arrendersi e rinunciare al sogno olimpico. Ma prendere tempo sì, e soprattutto studiare sistemi di controllo che non lascino spazio ad alcuna speculazione.
Marotta, Baldini e quel no della Federcalcio
Beppe Marotta e Franco Baldini sono accomunati dallo stesso destino: anche all'ex dg della Roma era stato negato, dalla Figc, il via libera per adire le vie legali. E' successo due anni e mezzo fa: il presidente del Cagliari e allora anche consigliere federale, Massimo Cellino, aveva preso in giro Baldini, accusandolo di portare sfortuna. "E' un corvo nero, con lui nessuno vuole salire in aereo...", e battute di questo genere. Baldini, come Marotta, si era rivolto quindi alla Figc, chiedendo la deroga per poter querelare Cellino. Riposta: non è possibile, perché la procura federale è aperto un'indagine. In realtà, Palazzi non fece nulla (cosa che a volte gli capita) perché i termini per indagare su Cellino erano scaduti. Il presidente di allora era Giancarlo Abete. Il legale di Baldini, l'avvocato Mario Stagliano, adesso dice: "Una presa in giro". Quello che pensa anche Marotta (ma in questo caso, almeno, Lotito ha avuto un'ammenda).
Lega Pro e quel fronte contro il presidente Macalli...
Il 15 dicembre la Lega Pro terrà la sua assemblea: c'è molta agitazione fra le 60 società. C'è un fronte contro il presidente Mario Macalli: lo guidano Gabriele Gravina, dirigente di lungo corso e consigliere federale, e Francesco Ghirelli, ex dg della stessa Lega Pro, in causa con Macalli. Quante società sono con Gravina-Ghirelli? C'è il rischio che Macalli venga sfiduciato? Non si sa. Ha ancora tanti dirigenti al suo fianco. Ma c'è molta tensione.
Il Coni sinora si è mosso bene su questo fronte, con buon senso, con un lavoro di lobby intelligente e cauto. Franco Carraro, che conosce meglio di tutti il mondo dello sport (non per niente è membro Cio dal lontano 1982), suggerisce questo, e da tempo:"Una candidatura olimpica deve avere la massima trasparenza, bisogna spiegare con chiarezza ai cittadini, agli italiani, quali sono i vantaggi". Concetti quantomai importanti di questi tempi. Anche lo sport d'altronde in passato non è stato affatto immune dall'assalto dei soliti "furbetti del quartierino" e va evitato quindi in maniera assoluta il sospetto che un'Olimpiade sia l'occasione per fare business illeciti. Anche perché sarebbero in ballo parecchi miliardi (una decina almeno) di soldi pubblici e privati, se, ovviamente, il Cio nel 2017 dovesse assegnare davvero i Giochi a Roma. Ma per fortuna di Renzi (e di Malagò) c'è tempo sino al novembre del prossimo anno per annunciare ufficialmente la candidatura. Meglio, quindi, fare calmare le acque. Anche se summit Cio che si tiene a Montecarlo, e che inizia domani, potrebbero arrivare segnali più che incoraggianti per Roma: Olimpiadi low cost e che coinvolgono tutta una Nazione (quindi anche Milano, cosa che a Salvini forse non spiacerebbe...). Anche con quello ce succedendo a Roma, e magari succederà, non sarebbe giusto arrendersi e rinunciare al sogno olimpico. Ma prendere tempo sì, e soprattutto studiare sistemi di controllo che non lascino spazio ad alcuna speculazione.
Marotta, Baldini e quel no della Federcalcio
Beppe Marotta e Franco Baldini sono accomunati dallo stesso destino: anche all'ex dg della Roma era stato negato, dalla Figc, il via libera per adire le vie legali. E' successo due anni e mezzo fa: il presidente del Cagliari e allora anche consigliere federale, Massimo Cellino, aveva preso in giro Baldini, accusandolo di portare sfortuna. "E' un corvo nero, con lui nessuno vuole salire in aereo...", e battute di questo genere. Baldini, come Marotta, si era rivolto quindi alla Figc, chiedendo la deroga per poter querelare Cellino. Riposta: non è possibile, perché la procura federale è aperto un'indagine. In realtà, Palazzi non fece nulla (cosa che a volte gli capita) perché i termini per indagare su Cellino erano scaduti. Il presidente di allora era Giancarlo Abete. Il legale di Baldini, l'avvocato Mario Stagliano, adesso dice: "Una presa in giro". Quello che pensa anche Marotta (ma in questo caso, almeno, Lotito ha avuto un'ammenda).
Lega Pro e quel fronte contro il presidente Macalli...
Il 15 dicembre la Lega Pro terrà la sua assemblea: c'è molta agitazione fra le 60 società. C'è un fronte contro il presidente Mario Macalli: lo guidano Gabriele Gravina, dirigente di lungo corso e consigliere federale, e Francesco Ghirelli, ex dg della stessa Lega Pro, in causa con Macalli. Quante società sono con Gravina-Ghirelli? C'è il rischio che Macalli venga sfiduciato? Non si sa. Ha ancora tanti dirigenti al suo fianco. Ma c'è molta tensione.