La Corte d'appello federale della Federbasket dà un assist a Beppe Marotta intenzionato, nonostante il no della Figc, a querelare il n.1 di Lazio-Salernitana, Claudio Lotito. Lotito, come noto, è stato multato di 10.000 euro (stessa cifra per la Lazio) perché aveva offeso Marotta, con l'infelicissima battuta "con un occhio gioca a biliardo, con l'altro mette i punti". Lotito non si è mai scusato pubblicamente ma c'erano le testimonianze di alcuni giornalisti presenti a Milano, in Lega. La Juve e lo stesso dg erano rimasti stupiti, e indignati, per il no della Figc (motivato dal fatto che era già intervenuta nel frattempo la giustizia sportiva). Il problema è la clausola compromissoria: il dg della Virtus Basket di Roma, Nicola Alberani, in primo grado era stato condannato a 8 mesi perché aveva querelato l'ex tecnico Marco Calvani senza chiedere autorizzazione alla Federazione. Ma adesso la Corte d'appello della Federbasket ha annullato la squalifica ad Alberani, e nelle sue motivazioni, ha spiegato che è un "non senso" chiedere "una preventiva autorizzazione preventiva ad 'altri'" per poter querelare. Per la Corte quella adottata sinora dalle Federazioni è stata una "prassi" che però va contro l'art.24 della Costituzione che "riconosce a ciascuno il diritto di agire in giudizio a tutela dei propri diritti". Si fosse nel basket, quindi, Marotta non correrebbe rischi di squalifica. Ma siamo nel calcio, e gli avvocati del dg della Juventus dovranno studiare a lungo queste motivazioni. Poi, starà a Marotta decidere cosa fare. Ma le sue intenzioni, pari, sono quelle di andare avanti e portare il patron laziale in tribunale. Già in passato d'altronde Lotito aveva avuto parola sprezzanti nei confronti dell'amministratore delegato, e uomo-mercato, della Juventus.
Tagliente e Massucci: la strada per rendere gli stadi più sicuri
Arresto in flagranza differita anche per le manifestazioni di piazza, strutture degli stadi e relazioni con i tifosi da migliorare per aumentare la sicurezza: queste convinzioni sono state ribadite da Francesco Tagliente, ex direttore dell'Ufficio Ordine Pubblico del Ministero dell'Interno, questore di Firenze e di Roma e adesso prefetto di Pisa, da Lorena La Spina, segretario nazionale dell'Associazione dei Funzionari di Polizia, e da Roberto Massucci, vice presidente operativo dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, al seminario "Libertà e sicurezza nella gestione delle manifestazioni sportive", organizzato dalla Scuola di Giurisprudenza e dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Bologna, in collaborazione con l'Associazione Funzionari di Polizia.
La gestione dell'ordine pubblico passa spesso attraverso l'esigenza di trovare il giusto equilibrio tra i molteplici interessi che esprimono, tutti legittimamente, gli spaccati della società, spesso espressione di posizioni diverse e/o contrastanti. E' questo il compito più difficile che spetta alle autorità di PS per garantire il diritto alla "libertà in sicurezza", ha sottolineato Tagliente. "Meglio l'inchiostro del manganello". Ed è proprio con questa convinzione che, nel 2001, Tagliente promosse una circolare che il capo della Polizia inviò a tutte le questure, che limita ai casi di estrema ratio l'uso dei lacrimogeni e degli sfollagente nei servizi di ordine pubblico. A questa circolare ne sono seguite altre che hanno valorizzato il dialogo, l'organizzazione e la prevenzione strutturale degli incidenti, come avviene negli stadi. Questi concetti sono alla base dei programmi di formazione della Scuola dell'Ordine Pubblico di Nettuno. Con lo stesso spirito, ricorda Tagliente, è stato introdotto nel 2003 l'arresto in c. d. flagranza differita nelle manifestazioni calcistiche, ovvero la possibilità di non intervenire nell'immediato in contesti di massa, ma di farlo nelle ore successive. Sul fronte della sicurezza negli stadi, Massucci, pur evidenziando i progressi fatti dal 2007 ad oggi, con una riduzione drastica degli incidenti, ha attirato l'attenzione dei ragazzi (circa 200 i presenti) sull'esigenza di intraprendere percorsi culturali che mettono in primo piano i comportamenti di ciascuno. La sicurezza partecipata ed ogni forma di sicurezza è la risultante di una somma di comportamenti dei quali ciascuno è responsabile. C'è ancora molto da fare, ha sottolineato Massucci, sul fronte dell'impiantistica sportiva, di gran lunga inferiore agli standard dei Paesi del grande calcio europeo e su quello ancora più complesso delle relazioni tra i Club ed i propri tifosi. Vanno sradicate le radici di relazioni di natura ricattatoria e sostituite con forme di dialogo che vadano nella direzione di una positiva e costruttiva interazione tra le società sportive ed i propri appassionati.
Il Capo della polizia riceve l'arbitro di 17 anni aggredito
L'arbitro Luigi Rosato, 17 anni, vittima il 26 ottobre scorsa di una violenta aggressione durante la partita del campionato di seconda categoria tra Cavallino e Cutrofiano, in provincia di Lecce, da parte di calciatori e tifosi che avevano contestato il suo operato e che furono successivamente identificati, denunciati e sottoposti a Daspo, è stato ricevuto ieri pomeriggio dal capo della Polizia Alessandro Pansa, "che si è complimentato con lui -scrive la Questura di Lecce in una nota- per la serietà dimostrata in occasione dell'incontro, nonché per la dignità e la sensibilità che emergono in una lettera commovente che il ragazzo, successivamente all'aggressione dedicò al padre, il quale aveva dovuto assistere inerte all'aggressione del figlio". Il direttore di gara era accompagnato dal padre, l'assistente capo Daniele Rosato, e dal questore di Lecce. Il prossimo 20 dicembre Luigi Rosato arbitrerà la partita 'Legalitalia... tutti vincentì nello stadio dell'Acqua Acetosa a Roma, per il quadrangolare di calcio al quale prenderanno parte le squadre di calcio di parlamentari, giornalisti Rai, del Consiglio Superiore della Magistratura e del Viminale, che verrà trasmessa dalla tv pubblica.
Tagliente e Massucci: la strada per rendere gli stadi più sicuri
Arresto in flagranza differita anche per le manifestazioni di piazza, strutture degli stadi e relazioni con i tifosi da migliorare per aumentare la sicurezza: queste convinzioni sono state ribadite da Francesco Tagliente, ex direttore dell'Ufficio Ordine Pubblico del Ministero dell'Interno, questore di Firenze e di Roma e adesso prefetto di Pisa, da Lorena La Spina, segretario nazionale dell'Associazione dei Funzionari di Polizia, e da Roberto Massucci, vice presidente operativo dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, al seminario "Libertà e sicurezza nella gestione delle manifestazioni sportive", organizzato dalla Scuola di Giurisprudenza e dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Bologna, in collaborazione con l'Associazione Funzionari di Polizia.
La gestione dell'ordine pubblico passa spesso attraverso l'esigenza di trovare il giusto equilibrio tra i molteplici interessi che esprimono, tutti legittimamente, gli spaccati della società, spesso espressione di posizioni diverse e/o contrastanti. E' questo il compito più difficile che spetta alle autorità di PS per garantire il diritto alla "libertà in sicurezza", ha sottolineato Tagliente. "Meglio l'inchiostro del manganello". Ed è proprio con questa convinzione che, nel 2001, Tagliente promosse una circolare che il capo della Polizia inviò a tutte le questure, che limita ai casi di estrema ratio l'uso dei lacrimogeni e degli sfollagente nei servizi di ordine pubblico. A questa circolare ne sono seguite altre che hanno valorizzato il dialogo, l'organizzazione e la prevenzione strutturale degli incidenti, come avviene negli stadi. Questi concetti sono alla base dei programmi di formazione della Scuola dell'Ordine Pubblico di Nettuno. Con lo stesso spirito, ricorda Tagliente, è stato introdotto nel 2003 l'arresto in c. d. flagranza differita nelle manifestazioni calcistiche, ovvero la possibilità di non intervenire nell'immediato in contesti di massa, ma di farlo nelle ore successive. Sul fronte della sicurezza negli stadi, Massucci, pur evidenziando i progressi fatti dal 2007 ad oggi, con una riduzione drastica degli incidenti, ha attirato l'attenzione dei ragazzi (circa 200 i presenti) sull'esigenza di intraprendere percorsi culturali che mettono in primo piano i comportamenti di ciascuno. La sicurezza partecipata ed ogni forma di sicurezza è la risultante di una somma di comportamenti dei quali ciascuno è responsabile. C'è ancora molto da fare, ha sottolineato Massucci, sul fronte dell'impiantistica sportiva, di gran lunga inferiore agli standard dei Paesi del grande calcio europeo e su quello ancora più complesso delle relazioni tra i Club ed i propri tifosi. Vanno sradicate le radici di relazioni di natura ricattatoria e sostituite con forme di dialogo che vadano nella direzione di una positiva e costruttiva interazione tra le società sportive ed i propri appassionati.
Il Capo della polizia riceve l'arbitro di 17 anni aggredito
L'arbitro Luigi Rosato, 17 anni, vittima il 26 ottobre scorsa di una violenta aggressione durante la partita del campionato di seconda categoria tra Cavallino e Cutrofiano, in provincia di Lecce, da parte di calciatori e tifosi che avevano contestato il suo operato e che furono successivamente identificati, denunciati e sottoposti a Daspo, è stato ricevuto ieri pomeriggio dal capo della Polizia Alessandro Pansa, "che si è complimentato con lui -scrive la Questura di Lecce in una nota- per la serietà dimostrata in occasione dell'incontro, nonché per la dignità e la sensibilità che emergono in una lettera commovente che il ragazzo, successivamente all'aggressione dedicò al padre, il quale aveva dovuto assistere inerte all'aggressione del figlio". Il direttore di gara era accompagnato dal padre, l'assistente capo Daniele Rosato, e dal questore di Lecce. Il prossimo 20 dicembre Luigi Rosato arbitrerà la partita 'Legalitalia... tutti vincentì nello stadio dell'Acqua Acetosa a Roma, per il quadrangolare di calcio al quale prenderanno parte le squadre di calcio di parlamentari, giornalisti Rai, del Consiglio Superiore della Magistratura e del Viminale, che verrà trasmessa dalla tv pubblica.