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Guerra infinita Malagò-Barelli
"Coni Servizi danneggiata"

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Continua la guerra Malagò-Barelli e, viste le premesse, durerà (purtroppo) anche il prossimo anno. Il Coni oggi ha diffuso la seguente nota: "Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, in relazione ad articoli ed interviste apparsi negli ultimi giorni su vari organi di stampa, ribadisce nuovamente - qualora ce ne fosse ancora bisogno - che il Coni ed i suoi organi direttivi non hanno proposto opposizione avverso le due richieste di archiviazione presentate dalla Procura di Roma nel contenzioso giudiziario nei confronti della Federazione Italiana Nuoto e del suo Presidente. Il soggetto patrimonialmente danneggiato ed opponente nella nota vicenda è la Coni Servizi, società partecipata al 100% del Ministero dell'Economia, ed i cui amministratori godono di autonomia gestionale per ogni attività a sostegno e a tutela della Società stessa". Ora la parola tocca al gip, che dovrà decidere cosa fare. Così come Barelli, una volta avute le motivazioni, dovrà decidere se ricorrere al Tas di Losanna contro Malagò "assolto" da Frattini. Una vicenda che si trascina da troppo tempo ormai, e nessuno è riuscito a riavvicinare il n.1 del Coni e il n.1 del nuoto. Anzi, sembrano sempre più lontani.
 
Riforma campionati? Tavecchio si affida a Malagò...
"Confido molto nella comprensione delle componenti per quanto riguarda la riforma dei campionati. Poi è chiaro che se dovessimo trovarci di fronte a un muro l'unica strada possibile è andare al Coni". Carlo Tavecchio, presidente della Figc, come da noi anticipato (Spy Calcio del 27 dicembre) non esclude la possibilità di chiedere l'intervento del Comitato olimpico nazionale per modificare lo statuto Figc grazie ad un commissario ad acta ed eliminare questa alta percentuale necessaria che diventa una sorta di diritto di veto occulto (vedi Spy Calcio del 27 dicembre). La riforma dei campionati, con la riduzione della serie A a 18 squadre e la serie B a un massimo di 20, è definita da Tavecchio "la madre di tutte le riforme". Ma per vararla serve il 75% dei consensi. "Se come dicono tutti si vuole dare una spinta al calcio italiano bisogna ridurre l'area professionistica e per farlo bisogna scendere a 18 squadre in serie A e ad un massimo di 20 in serie B -spiega ancora Tavecchio- La Lega Pro dovrà partire con un percorso senza ripescaggi, perché dobbiamo creare una cultura secondo cui un campionato bisogna vincerlo per passare di categoria". Per quanto riguarda il possibile ostruzionismo da parte delle componenti alla riforma (calciatori e allenatori), Tavecchio avverte: "Se ci trovassimo di fronte a un muro l'unica possibilità è andare al Coni e mettere alla prova il presidente Giovanni Malagò. Vediamo i principi informatori e abbiamo delle desiderata. Se non portiamo a casa questo discorso della riforma dei campionati è inutile raccontarci tutte queste cose sulle proposte". Tavecchio aggiunge una riflessione: "Discutiamo tanto degli stage (della Nazionale, ndr) ma se avessimo un campionato di serie A a 18 squadre non ci sarebbe il problema perché si giocherebbe di meno. Inoltre i campionati con 18 squadre permettono una migliore ridistribuzione delle risorse".