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Fifa, si candida un principe: ma Blatter è troppo forte 

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Il principe giordano Ali Bin Al Husein, vicepresidente della Fifa e rappresentante dell'Asia, ha annunciato che presentarà la sua candidatura alla presidenza, sfidando l'uscente numero 1 Joseph Blatter e il francese Je'rome Champagne. ''Mi presento candidato alla presidenza della Fifa perché penso che sia ora di mettere da parte le polemiche interne per tornare allo sport'', ha spiegato il principe nel suo account su Twitter. ''Non è stata una decisione facile: è il frutto di una lunga riflessione e di numerosi colloqui con autorevoli colleghi della Fifa negli ultimi mesi''. Il principe giordano, che ha 39 anni, ha criticato in maniera implicita la controversa gestione di Blatter, che nonostante i suoi 78 anni aspira a un quinto mandato. Il calcio mondiale, ha detto, merita ''una leadership di livello mondiale''. La Fifa deve essere ''un'organizzazione di servizio e un modello di etica, trasparenza e buon governo''. Non lo è certo stata tante volte, ultima in occasione dello scandalo Qatar 2022. L'elezione della presidenza della Fifa avrà luogo nell'ambito del Congresso elettivo di Zurigo il prossimo 29 maggio. La presentazione delle candidature si chiude il 29 gennaio. Blatter ha annunciato ai primi di settembre che ripresenterà la sua candidatura al mandato che esercita dal 1998. Ed è quasi certo che vincerà di nuovo: Michel Platini non si è candidato, preferisce restare all'Uefa dove non ha rivali. Blatter è troppo forte: ha i voti di Sudamerica, una parte consistente di Asia (nonostante il principe), tutta l'Africa e anche di molte Nazioni europee che hanno voltato le spalle a Platini. La Figc, ad esempio, voterà Blatter.

Macalli, duro attacco a Gravina e Ghirelli. Dietro c'è Abodi
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"Qualcuno mi ha fatto uno scherzetto? Io non ho un problema. Faccio il Presidente e per farlo bisogna avere il consenso delle società, questa è la democrazia. Bisogna capire, però, perché intervengono alcune persone e perché succedono alcune cose". Lo ha dichiarato Mario Macalli, presidente della Lega Pro, ospite a 'Speciale Calciomercatò su Sportitalia. Non si arrende di sicuro, pur sfiduciato: la Figc dovrà vederci chiaro, in questa guerra. "Ci sono tante cose che vanno discusse. Ci sono accuse che non esistono e poco serie. Stamattina 32 società hanno chiesto la convocazione di un'assemblea per chiedere un impeachment al presidente. Non è un problema, ma questi documenti non avevano un valore sia reale che sostanziale. Domani girerò tutto all'ufficio indagini. Non rappresento il futuro del calcio? Questo è sicuro. Per ora sono ancora il Presidente della Lega Pro, per elezione dovrei esserlo fino al 2016 - continua Macalli, 77 anni, da 18 al vertice dell'ex serie C- Contro di me ci sono Gravina e soprattutto Ghirelli che era un mio uomo? Io ho lavorato con lui per quasi quattro anni, abbiamo fatto delle cose buone. Ora nell'ultimo periodo si era guastato qualcosa, quando si lavora insieme bisogna avere gli stessi intenti e questi ultimamente sono mancati. Non credo, però, siano mancati per colpa mia. Quello che sto vedendo ora mi sembra una cosa desolante". Macalli è un fiume in piena:" Ci sarebbe Abodi dietro Gravina e Ghirelli? Non so se c'è dietro Abodi, se c'è lui ha fatto un cattivo affare. Lui governa un calcio con diverse importanti società. Ognuno ha i suoi problemi e ognuno deve governare a casa sua cercando di avere rapporti buoni con gli altri. Io ho avuto conflitti di natura economica con la Serie B e per litigare bisogna sempre essere in due. Io ho sempre cercato di far valere le ragioni dei club di Lega Pro e oggi vengo accusato di non portare a casa i soldi di due anni fa, senza considerare che il Coni ha tagliato 25 milioni di euro. I club devono stare attenti, perché rischiano grosso. Se salto io salta anche Tavecchio? No, non credo. Sono contento di averlo appoggiato e che 50 club di Lega Pro abbiano votato a suo favore. Chi ha manovrato l'operazione contro di me? Al Nord mi appoggiano tanti club, così come mi appoggiano molti al Sud. Al Nord Pavia, Albinoleffe, Lumezzane mi hanno appoggiato, mentre il Bassano (presidente Renzo Rosso, ndr) ha votato contro. Io non ho mai rotto le uova a nessuno. Rispetterò le decisioni di tutti, ma mi sarebbe piaciuto che certe rimostranze fossero state fatte a me. Qui, invece, ci sono troppe chiacchiere. Vincerò o andrò a casa? Mi dispiace che la Lega Pro si sia spaccata. La nostra forza è sempre stata quella dell'unità, così si è rotta l'istituzione e i due responsabili principali di questa cosa sono Ghirelli e Gravina. Perché è finito l'idillio con Ghirelli? Secondo me da parte sua il problema è nato quando c'è stata la trattativa con la Serie B per la divisione dei proventi - conclude Macalli - Lui, magari, pensava ci fosse stata sfiducia nei suoi confronti perché non la affidai a lui, ma non era assolutamente così. Lotito? Dire che non conta nulla è sbagliato, ma è sbagliato anche dire che conta troppo''. Lotito di sicuro sta con Macalli (durissimo lo scontro con Gravina) mentre come al solito Palazzi dorme. A questo punto è indispensabile un intervento di Tavecchio. I problemi da risolvere da risolvere, non ci voleva anche la Lega Pro, la terza Lega professsionistica.