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Lega Pro, la svolta: Gravina nuovo presidente?

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Non è una situazione "curiosa" quella della Lega Pro, 60 club professionistici, come sostiene il troppo buono Giovanni Malagò. E' una situazione fuori da ogni regola, con il bilancio bocciato (il 15 dicembre), con un numero consistente di società che ha sfiduciato il presidente Mario Macalli, con lo stesso Macalli che si rivolge alla Procura federale (auguri...) per sapere se le firme sono valide, con i club che si appellano al n.1 del Coni... Ora Carlo Tavecchio, giustamente, si è imposto e ha messo un limite: assemblea di Lega entro il 5 febbraio. Macalli sostiene: "Nessuna imposizione dalla Figc, da mesi si sta vedendo solo aria fritta". Replica Gabriele Gravina, rivale di Macalli (da anni), e che che guida una cordata consistente con Francesco Ghirelli, ex direttore generale, e altri dirigenti : "Siamo arrivati al momento delle verità, era ora. La lettera di Tavecchio è un atto di grande responsabilità". Molti club sono indignati perché è stata messa in dubbio la loro parola. "Io auspico un cambio generale di metodo per il bene della Lega", sostiene ancora Gravina. Macalli ha fatto bene in questi anni, ma le ultime vicende lasciano onestamente sconcertati. Gravina ha la forza per diventare il nuovo presidente della Lega Pro, ex serie C? Credo di sì, ma lui dice: "Vince chi ha più voti, questa è la democrazia. Le società sono stanche e aspettano questo confronto". Cambieranno gli equilibri in seno al governo del calcio con il (possibile, probabile) successo di Gravina? La Lega Pro, come noto, ha diritto a tre consiglieri, ora fedeli a Tavecchio (non per niente Macalli è vicepresidente Figc). Con Gravina al comando che potrebbe succedere? Di sicuro l'ex presidente del Castel di Sangro e capo delegazione Under 21, è in rotta di collisione anche con Claudio Lotito, che come patron della Salernitana si è apertamente schierato al fianco di Macalli. Ma ora siamo arrivati finalmente alla fine di un percorso tortuoso e sin troppo lungo.

Carraro:"Malagò e Barelli, adesso basta". Ma è non ancora finita

La prima Giunta Coni del 2015 è stata riservata in larga parte ad un'ennesima discussione vivace (eufemismo) fra Giovanni Malagò e Paolo Barelli, in guerra ormai da tempo. Intervenuto anche Franco Chimenti, presidente di Coni Servizi. Tutto verteva sul comunicato Fin e sulla posizione della Coni Servizi in merito all'inchiesta penale. Il membro Cio, Franco Carraro, è intervenuto con fermezza e ha chiesto sia a Malagò che Barelli di trovare un accordo per il bene dello sport. Sullo stesso piano anche Mario Pescante e Giancarlo Abete. Ma al momento non ci sono segnali di pace. Anzi. Gli avvocati della Federnuoto stanno esaminando le motivazione della sentenza del Collegio di garanzia che ha assolto Malagò. I legali di Barelli dovranno decidere se chiedere la nullità della sentenza (in quanto firmata solo da 3 membri della Collegio anziché 5) oppure se presentare ricorso al Tas di Losanna. Inoltre, la Fin dovrà decidere se intraprendere un'azione legale nei confronti di Befera jr. che da un anno sta esaminando i conti della Federnuoto e che avrebbe quasi concluso il suo lavoro.