"E' evidente che il tema non riguarda il comitato promotore ma, auguriamoci, un giorno l'eventuale comitato organizzatore però era una mia precisa volontà già nel dossier di Roma 2024, già nel "bid", già nell'impostazione politica e tecnica e di comunicazione di mettere delle regole d'ingaggio, di gioco molto chiare a futura memoria semmai le cose dovessero andare bene su come si devono portare avanti le questioni". Pienamente soddisfatto Giovanni Malagò, al termine del primo incontro avuto con Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. "E' stato un incontro di grande rispetto, siamo venuti ad ascoltare delle indicazioni, suggerimenti - ha aggiunto il capo dello sport italiano che ha visto Cantone assieme all'ad della Coni Servizi, Alberto Miglietta -che implicano un percorso sul quale la trasparenza deve essere totale, una normativa specifica, un'impostazione a monte e non in corso d'opera di qualsiasi eventuale appalto e bando. Con un'unica stazione appaltante che deve essere in grado di controllare quello che si potrà andare a fare, sul modello dell'Expo (dopo l'intervento dell'Anticorruzione, ndr). E' fondamentale che l'authority sia supportata da un aspetto legislativo". Malagò è fiducioso: "Potrebbe venire fuori un giorno anche un esempio rispetto a quelli che sono stati elementi che hanno caratterizzato il passato. Già il fatto di essere venuti qui prima ancora di cominciare a parlare del comitato promotore a parlare di eventuali problematiche e rischi fa capire l'attenzione maniacale. Anche sul comitato promotore sarà tutto pubblicato online. E' piaciuta molto l'idea di fare un comitato in house nell'ottica di una massima filosofia della spending review". Il n.1 dello sport italiano ha concluso: "Il Paese e anche dall'estero ci guardano con grande attenzione per capire se una volta per tutte saremo in grado di dare risposte diverse rispetto a elementi del passato". "Dobbiamo inventarci qualcosa di diverso, di speciale per questa candidatura. Ci sono tante idee, qualcuna forse irrealizzabile, altre che vogliamo mettere in pratica, potete stare sicuri: dovremo fortissimamente connotare questa candidatura con un discorso vicino e legato all'ambiente. Fra le tante cose una in particolare sono le piste ciclabili - ha detto il n.1 del Coni intervenendo agli Stati Generali del ciclismo amatoriale- Sappiamo che l'amministrazione comunale ha molto a cuore questo argomento. Conosco lo stato dell'arte, anche in una zona consacrata come il tempio dello sport italiano, come Roma Nord. Noi daremo un'attenzione particolare, cercando di fare qualcosa per la nostra città e non solo. Al Nord ci sono esempi virtuosi come in Emilia Romagna e Lombardia". Malagò ha assicurato: "Avete il mio impegno preciso di utilizzare la candidatura per dare un segnale. Magari è una candidatura che perde ma qui dobbiamo metterci risorse e la faccia per convincere qualcuno che non dico è prevenuto ma critico". La prossima settimana missione in Svizzera per Malagò e il staff: il 20 summit a Losanna in casa Cio (non si escludono novità...) e il 21 pomeriggio a Davos incontro ad alto livello fra Matteo Renzi, il n.1 del Cio Thomas Bach e Giovanni Malagò. E' stato lo stesso n.1 dello sport mondiale a chiedere di vedere il pm (primo ministro) italiano. Chissà se nell'occasione parleranno del comitato promotore della candidatura italiana: il presidente (senza stipendio ma con pieni poteri) dovrebbe essere Luca di Montezemolo, che Bach ben conosce, mentre in questi giorni potrebbe essere definito anche il nome del direttore generale.
"Bambini negli stadi, solo così salviamo il calcio"
"Se vogliamo salvare il calcio parliamo di bambini sugli spalti", lo ha detto questa mattina Francesco Tagliente nel corso di una lezione ai frequentatori del corso di laurea magistrale in scienza e tecnica dello sport, all'Università di Firenze. Tagliente nella sua lunga carriera è stato questore di Firenze e Roma e prefetto a Pisa dopo aver diretto, tra l'altro, l'Ufficio ordine pubblico e l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive al Viminale. Parlando delle strategie per garantire libertà e sicurezza in occasione delle manifestazioni sportive, Tagliente ha elencato alcune priorità. Uno dei punti focali, a livello di comunicazione e di immagine, ma sopratutto di filosofia di fondo sul tema stadi, è quello di portare sempre più bambini alle partite e di esaltarne la presenza piuttosto che contare le Forze di polizia impegnate. "Questa è la strada per salvare il calcio", ha detto Tagliente, che poi ha puntato su alcuni temi di grande attualità in questa fase storica: la polizia con i Reparti inquadrati antisommossa, deve rimanere fuori dagli stadi e ove opportuno lontano dagli impianti sportivi rispetto ai quali una riflessione diventa improcrastinabile e cioè quella secondi cui "quelli privi di agibilità per carenza strutturale non devono essere utilizzati". La migliore sinergia da questo punto di vista sarebbe quella secondo la quale "gli organismi sportivi investano sugli impianti e quelli governativi sulla gestione dell'ordine pubblico".
Tra gli altri passaggi della lezione agli universitari, la necessità di proseguire con la politica del doppio binario, quindi dialogo con gli ultrà, ma rigore e intransigenza con chi sceglie di rimanere violento con il riferimento al compianto capo della polizia, Manganelli, che sosteneva: "Una cosa sono i delinquenti, che vanno combattuti; un'altra sono gli ultrà, con i quali va costruito un dialogo". E poi, alimentare la cultura dell'inchiostro ( inteso come puntuale informativa di reato all'autorità giudiziaria e contestuali provvedimenti amministrativi per tutti gli illeciti commessi compresi quelli ritenuti di lieve entità ) che se usato con immediatezza e rigore risulta più efficace ai fini della deterrenza dei lacrimogeni e dei manganelli. E infine immediatezza decisionale anche con arresti, fermi, sequestri, Daspo e misure di prevenzione direttamente allo stadio.
Repace sotto processo: commissario al Comitato Regionale Umbria?
Il dottor Luigi Repace, presidente del Comitato Regionale Umbria della Figc, è stato rinviato a giudizio dal gup Avenoso di Perugia con l'accusa di truffa e malversazione in relazione alla costruzione di impianti sportivi mentre è stato prosciolto dall'accusa di falso. La prima udienza si terrà il 2 febbraio del prossimo anno (veloce la giustizia ordinaria...). Il 26 gennaio assemblea straordinaria del Cr Umbria per la elezione di tre consiglieri supplenti, mentre il 13 febbario Repace dovrebbe essere giudicato anche dalla giustizia sportiva dopo il deferimento del procuratore federale Stefano Palazzi. Il primo processo era stato rinviato perché il medico umbro aveva problemi di salute. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Felice Belloli, non è ancora intervenuto: forse aspetta il procedimento sportivo. Il Cr Umbria potrebbe essere commissariato? Una vicenda in piena evoluzione, con Repace sostiene la propria innocenza.
Arbitri aggrediti, i club dei dilettanti contro le nuove norme
Le società dilettantistiche sono preoccupate e chiedono un incontro con il loro presidente Felice Belloli: motivo del contendere questa volta non sono questioni fiscali ma le nuove regole più dure in caso di aggressioni agli arbitri. Nessuno contesta il fatto che sia previsto un giro di vite nei confronti dei tesserati (presidente, allenatori, giocatori) che troppo sovente sono i primi a comportarsi in maniera vergognosa. Ma i club, in tempi di crisi, sono in ansia soprattutto per il loro futuro, e per le iscrizioni ai prossimi campionati, perché adesso è stato previsto anche "il pagamento delle spese arbitrali per quelle società i cui tesserati incorrano in condotte violente ai danni degli ufficiali di gara. Il versamento della somma, che sarà destinata alle spese arbitrali, verrà calcolato moltiplicando il costo medio della gara del campionato di competenza per il numero delle partite casalinghe". Inoltre l'Aia (associazione italana arbitri) può "costituirsi parte civile nei procedimenti penali riguardanti le condotte violente nei confronti degli arbitri". Le norme erano state approvate nell'ultimo consiglio federale, il 17 dicembre: la Lnd, Lega Nazionale Dilettanti, si era astenuta. Piace poco ai club anche il fatto che il presidente Aia ora può proporre il deferimento alla Procura federale: ma Marcello Nicchi considera queste norme un successo importante per gli arbitri, stanchi di essere insultati e aggrediti. Ci sono stati troppi casi clamorosi, soprattutto al Sud (Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna). E gli stessi arbitri avevano minacciato, per la prima volta nella loro storia, di "scioperare", fermando tutti i campionati.
Rai Sport: la redazione si spacca sul piano di Carlo Paris
Spaccata in due la redazione di Rai Sport dopo la presentazione del piano editoriale da parte del direttore Carlo Paris. La votazione ( 110 votanti su 118 aventi diritto) si è conclusa con questo verdetto: 49 no, 47 sì, 12 schede bianche e 2 nulle. Il lavoro non mancherà a Paris, costretto a ripresentare il piano entro 15 giorni.
"Bambini negli stadi, solo così salviamo il calcio"
"Se vogliamo salvare il calcio parliamo di bambini sugli spalti", lo ha detto questa mattina Francesco Tagliente nel corso di una lezione ai frequentatori del corso di laurea magistrale in scienza e tecnica dello sport, all'Università di Firenze. Tagliente nella sua lunga carriera è stato questore di Firenze e Roma e prefetto a Pisa dopo aver diretto, tra l'altro, l'Ufficio ordine pubblico e l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive al Viminale. Parlando delle strategie per garantire libertà e sicurezza in occasione delle manifestazioni sportive, Tagliente ha elencato alcune priorità. Uno dei punti focali, a livello di comunicazione e di immagine, ma sopratutto di filosofia di fondo sul tema stadi, è quello di portare sempre più bambini alle partite e di esaltarne la presenza piuttosto che contare le Forze di polizia impegnate. "Questa è la strada per salvare il calcio", ha detto Tagliente, che poi ha puntato su alcuni temi di grande attualità in questa fase storica: la polizia con i Reparti inquadrati antisommossa, deve rimanere fuori dagli stadi e ove opportuno lontano dagli impianti sportivi rispetto ai quali una riflessione diventa improcrastinabile e cioè quella secondi cui "quelli privi di agibilità per carenza strutturale non devono essere utilizzati". La migliore sinergia da questo punto di vista sarebbe quella secondo la quale "gli organismi sportivi investano sugli impianti e quelli governativi sulla gestione dell'ordine pubblico".
Tra gli altri passaggi della lezione agli universitari, la necessità di proseguire con la politica del doppio binario, quindi dialogo con gli ultrà, ma rigore e intransigenza con chi sceglie di rimanere violento con il riferimento al compianto capo della polizia, Manganelli, che sosteneva: "Una cosa sono i delinquenti, che vanno combattuti; un'altra sono gli ultrà, con i quali va costruito un dialogo". E poi, alimentare la cultura dell'inchiostro ( inteso come puntuale informativa di reato all'autorità giudiziaria e contestuali provvedimenti amministrativi per tutti gli illeciti commessi compresi quelli ritenuti di lieve entità ) che se usato con immediatezza e rigore risulta più efficace ai fini della deterrenza dei lacrimogeni e dei manganelli. E infine immediatezza decisionale anche con arresti, fermi, sequestri, Daspo e misure di prevenzione direttamente allo stadio.
Repace sotto processo: commissario al Comitato Regionale Umbria?
Il dottor Luigi Repace, presidente del Comitato Regionale Umbria della Figc, è stato rinviato a giudizio dal gup Avenoso di Perugia con l'accusa di truffa e malversazione in relazione alla costruzione di impianti sportivi mentre è stato prosciolto dall'accusa di falso. La prima udienza si terrà il 2 febbraio del prossimo anno (veloce la giustizia ordinaria...). Il 26 gennaio assemblea straordinaria del Cr Umbria per la elezione di tre consiglieri supplenti, mentre il 13 febbario Repace dovrebbe essere giudicato anche dalla giustizia sportiva dopo il deferimento del procuratore federale Stefano Palazzi. Il primo processo era stato rinviato perché il medico umbro aveva problemi di salute. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Felice Belloli, non è ancora intervenuto: forse aspetta il procedimento sportivo. Il Cr Umbria potrebbe essere commissariato? Una vicenda in piena evoluzione, con Repace sostiene la propria innocenza.
Arbitri aggrediti, i club dei dilettanti contro le nuove norme
Le società dilettantistiche sono preoccupate e chiedono un incontro con il loro presidente Felice Belloli: motivo del contendere questa volta non sono questioni fiscali ma le nuove regole più dure in caso di aggressioni agli arbitri. Nessuno contesta il fatto che sia previsto un giro di vite nei confronti dei tesserati (presidente, allenatori, giocatori) che troppo sovente sono i primi a comportarsi in maniera vergognosa. Ma i club, in tempi di crisi, sono in ansia soprattutto per il loro futuro, e per le iscrizioni ai prossimi campionati, perché adesso è stato previsto anche "il pagamento delle spese arbitrali per quelle società i cui tesserati incorrano in condotte violente ai danni degli ufficiali di gara. Il versamento della somma, che sarà destinata alle spese arbitrali, verrà calcolato moltiplicando il costo medio della gara del campionato di competenza per il numero delle partite casalinghe". Inoltre l'Aia (associazione italana arbitri) può "costituirsi parte civile nei procedimenti penali riguardanti le condotte violente nei confronti degli arbitri". Le norme erano state approvate nell'ultimo consiglio federale, il 17 dicembre: la Lnd, Lega Nazionale Dilettanti, si era astenuta. Piace poco ai club anche il fatto che il presidente Aia ora può proporre il deferimento alla Procura federale: ma Marcello Nicchi considera queste norme un successo importante per gli arbitri, stanchi di essere insultati e aggrediti. Ci sono stati troppi casi clamorosi, soprattutto al Sud (Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna). E gli stessi arbitri avevano minacciato, per la prima volta nella loro storia, di "scioperare", fermando tutti i campionati.
Rai Sport: la redazione si spacca sul piano di Carlo Paris
Spaccata in due la redazione di Rai Sport dopo la presentazione del piano editoriale da parte del direttore Carlo Paris. La votazione ( 110 votanti su 118 aventi diritto) si è conclusa con questo verdetto: 49 no, 47 sì, 12 schede bianche e 2 nulle. Il lavoro non mancherà a Paris, costretto a ripresentare il piano entro 15 giorni.