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Arbitri e la poltrona di Nicchi: ecco tutte le manovre...

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Arbitri fra errori, polemiche e corsa alla (ambitissima) poltrona dell'Aia: l'attuale presidente, Marcello Nicchi, ha lavorato bene nei suoi due mandati ma non gli basta, punta al terzo e per garantirsi una rielezione meno complicata ha modificato le norme. Il quorum passa infatti dal 66% al 55%: l'Aia ha approvato ma ora Nicchi deve mandare la pratica per l'approvazione al vaglio della commissione carte federali della Figc, presieduta dall'avvocato pugliese Vittorio Mormando. Cosa che al momento non ha fatto, pur essendo passato un mese dall'approvazione. Come mai? Qualcosa sarà modificato? Fra Nicchi e Carlo Tavecchio c'è ruggine sin da questa estate quando gli arbitri, a sorpresa, votarono per Albertini. Nicchi ha già spiegato che se la Figc dovesse bocciare le sue proposte, lui ricorrerà alla corte di giustizia federale, "che ci dirà chi ha ragione". L'ultimo grado è il collegio di garanzia del Coni, la Cassazione dello sport, presieduta dall'ex ministro Frattini: ma anche lì potrebbe arrivare una bocciatura per Nicchi. Le sue ultime uscite, e proposte, d'altronde sono piaciute poco anche a Malagò. Come detto, il presidente Aia ha lavorato in maniera capillare in questi anni sul territorio e gode di molti consensi: ma forse teme un rivale che possa scalzarlo. Di sicuro, nel mondo arbitrale molti dirigenti si stanno coalizzando per esprimere un "candidato di spessore e prestigio". Il nome, almeno per ora, è top secret. C'è il rischio di bruciarlo, visto che si vota fra un anno e sarà una lunga e forse anche aspra volata.

Calciatori caduti in guerra, Malagò e Tavecchio inaugurano una stele

Il 31 gennaio allo stadio Olimpico di Roma il n.1 del Coni, Malagò, e quello della Figc, Tavecchio, inaugureranno una stele per i calciatori in occasione della Prima Guerra mondiale, di cui ricorre il Centenario.

"Camminare insieme", sport e università guardano al futuro

Sport e Università: siamo all'anno zero. Lontani dai college Usa, ma con la ferma volontà di dare una sterzata. "Camminare insieme. Cusi, università e sport: un percorso condiviso": questo il progetto curato da Roberto Ghiretti e che verrà presentato lunedì 26 gennaio alle ore 11,30 al Salone d'onore del Coni. Oltre al padrone di casa, Giovanni Malagò, ci saranno il presidente del Cusi, Lentini, e quello del Crui, Paleari. La volontà è un inversione di rotta che porti "il Cusi e lo sport universitario verso un traguardo sociale di straordinaria importanza e unicità". Il progetto "Camminare insieme" infatti vuole "affermare un innovativo modello di sviluppo della cultura, della competenza, della tecnologia e della pratica sportiva, sia attraverso la condivisione e la messa in rete delle migliori esperienze sviluppate dai singoli Cus sul territorio, sia attraverso la permanente ricerca e progettazione di nuovi percorsi". Quest'anno sono previsti i Campionati universitari primaverili a Salsomaggiore (maggio) e invernali a Bardonecchia (marzo). Nel 2021 le Universiadi. Il Cusi ha iniziato un rapporto di stretta collaborazione con la Fmsi, Federazione medico sportiva italiana, che ha al suo vertice Maurizio Casasco. Prevista anche una mostra itinerante. La Conferenza dei rettori delle università italiane, è spiegato ancora nel progetto, "rappresenta per il Cusi l'interlocutore principale e il punto focale per lo sviluppo del progetto Camminare insieme". Previsti anche protocolli d'intesa con numerose università. Il traguardo è il primo "piano nazionale dello sport universitario". I tesserati Cusi attualmente sono 135.535, di cui oltre 26.000 atleti tesserati presso le Federazioni sportive. Gli impianti sportivi di proprietà delle Università sono 475. Le attività culturali, sportive e promozionali per la salute sviluppate dai Cus sono 475. E non dimentichiamo che in Italia c'è un'eccellenza, l'Università dello sport: l'Università del Foro Italico di Roma infatti ha oltre 2.500 studenti-sportivi e negli anni a venire, con nuove strutture, potrà espandersi ancora di più. Il suo Rettore, il professor Fabio Pigozzi, guarda anche lui al futuro con forte ottimismo.

Lega Pro nel caos: Lotito propone soltanto 36 squadre...

Nulla di fatto in Consiglio di Lega Pro a Firenze: il presidente Mario Macalli non ha ancora deciso se e quando fare svolgere l'assemblea delle società. Tavecchio aveva indicato come massimo il 5 febbraio, ma fra ricorsi e polemiche non si muove nulla. Possibile a questo punto che la pratica passi al consiglio federale della Figc (convocato per il 30 gennaio) con il rischio di un commissariamento della Lega Pro. Il rivale di Macalli, Gabriele Gravina, ha spiegato che se "l'assemblea non sarà convocata le società ricorreranno alle più opportune iniziative giudiziarie". Il rischio che la querelle finisca in tribunale è ormai altissimo. Francesco Ghirelli, ex dg della Lega silurato da Macalli, ha aggiunto: "Il comunicato della Lega Pro sulla definizione del contenzioso relativo alla sede di Firenze costituisce un clamoroso caso di disinformazione che da solo spiega la volontà delle società di revocare il presidente ed il consiglio direttivo. Il comunicato non indica, infatti, quanto è stato versato all'altra parte e se la conclusione lascia aperta o meno la possibilità di richieste del terzo soggetto che però era presente nel giudizio, vale a dire il fallimento Rosselli. Il comunicato non spiega neppure che attraverso una tempestiva costituzione della Calcio Servizi in primo grado si sarebbe potuto evitare qualsiasi esborso". Claudio Lotito, patron della Salernitana, intanto, sta preparando documento-programma: la nuova Lega Pro dovrebbe avere solo 36 squadre (due gironi da 18). Adesso sono 60, qualche anno fa 90... Ma Lotito deve trovare il consenso degli altri club, cosa non facile perché molti ormai stanno con Gravina-Ghirelli.

Brunelli e la formula di Coppa Italia: "Grandi ascolti tv, va bene così"
"Credo che tutto sommato la formula attuale della Coppa Italia sia valida così com'è". Lo ha dichiarato il direttore generale della Lega di serie A, Marco Brunelli, a margine dell'evento intitolato 'Calciastoriè (progetto nazionale lanciato da Lega Serie A e Uisp per diffondere la cultura dell'integrazione e della tolleranza attraverso il calcio), svolto all'istituto superiore scolastico 'Gobetti-Voltà di Firenze, dopo alcune dichiarazioni di addetti ai lavori che hanno manifestato dissenso su questa formula. "Sono state dette cose molto diverse sull'edizione attuale della Tim cup. Per esempio Benitez ha lamentato il fatto che la vincitrice della Coppa Italia non qualifichi direttamente alla Champions League, cosa che noi abbiamo chiesto alla Uefa da molti anni. Non dipende da noi visto che la Uefa non ha mai risposto alla nostra sollecitazione. La formula attuale sta riscuotendo grande successo sul piano del seguito televisivo e della partecipazione di pubblico, anche nei turni di eliminazione diretta: ieri sera c'erano quaranta mila persone a San Siro, Juventus - Verona ha fatto più spettatori in Coppa Italia che nella partita di campionato di tre giorni prima. Rispetto a quello che veniva detto in passato, ovvero Coppa Italia snobbata o che viene disputata dalle riserve, abbiamo dalla fase ad eliminazione diretta, che contraddistingue la competizione dall'inizio alla fine, tutte squadre che se la giocano fino alla fine. Il ruolo di testa di serie è riservato non a chi ha il fatturato più importante o la storia del club più prestigioso, ma è un premio che tutte le società hanno deciso di riconoscere a chi si è qualificato meglio nel campionato precedente".