“Aboliamo i tornelli, basta con i biglietti nominativi e con le gabbie per i tifosi ospiti”. No, non è una provocazione. Sono le parole dell'avvocato Mauro Baldissoni, direttore generale della Roma, braccio destro di James Pallotta in Italia. Baldissoni ha fatto un discorso chiaro in occasione dell'ultimo vertice al Viminale, convocato dal ministro Agelino Alfano per elogiare la sue legge, il suo giro di vite. Vero che quest'anno sono diminuiti gli incidenti negli stadi e nei dintorni ma, come ha spiegato Baldissoni, “noi dobbiamo stabilire un traguardo, un paio d'anni. Dobbiamo normalizzare gli stadi, come in tutto il resto d'Europa: solo così ci salveremo”. Il suo discorso è caduto nel silenzio: tante parole di circostanza al Viminale, anche fra gli addetti ai lavori del mondo dello sport, ma si naviga a vista. Non c'è un piano a lunga durata, solo provvedimenti-tampone quando c'è qualche grave incidente (vedi la finale di Coppa Italia). La tessera del tifoso andrebbe abolita, invece viene congelata e scongelata a seconda dei casi. Molte trasferte restano ancora off limits. Ci sono parecchie limitazioni che scoraggiano le tifoserie perbene. La Task Force del Viminale, diretta dal prefetto Vincenzo Panico, aveva dato ai club gli strumenti per venire incontro al loro tifosi (biglietti on line e last minute, via libera alle famiglie, eccetera). C'è da dire che la Lega di serie A qualcosa ha fatto, almeno stavolta. Ma gli sforzi non sono stati premiati visto che gli spettatori (vedi Spy Calcio del 21 gennaio) diminuiscono. Ci sono ancora troppe limitazioni, sostiene Baldissoni, che pensa ovviamente al nuovo stadio della Roma: il club giallorosso ora dovrà passare il vaglio della Regione Lazio (e potrebbe esserci qualche problemino), ma spera di poter inaugurare il suo impianto-gioiello di Tor di Valle entro il 2017. Forse è un sogno, visto che siamo in Italia, ma lo stadio della Roma potrebbe servire anche per la candidatura olimpica e potrebbe ospitare, nel 2024, gare di calcio maschile e femminile, oltre al torneo di rugby a 7 (che dura soli tre giorni). Lo “stadio di famiglia” del club giallorosso, come quello della Juventus, risolverebbe tanti problemi: a Torino i guai si hanno solo nel settore ospiti, soprattutto in occasione dell'arrivo dei napoletani (ma quest'anno sarà vietata loro la trasferta). Nei posti riservati ai tifosi bianconeri mai un danno. Perchè si sentono come a casa, lo stadio è loro. I problemi, è vero, ci sono ancora fuori dagli impianti, come si è visto in occasione del derby romano. Ma Baldissoni guarda avanti, ed è pronto ad un progetto che abbia un suo traguardo. Ha ragione. Non si può essere sempre in una fase emergenziale. Le società di calcio devono fare la loro parte (vero De Laurentiis?), lo Stato la sua. Come? Facendo rispettare le leggi, che ci sono. Non serve aggiungerne altre. A proposito, che fine ha fatto il progetto di Renzi? Voleva tassare i club, con una (minima) percentuale sui biglietti per pagare una (minima) parte dello straordinario dei poliziotti. Non se ne sa più nulla. Era solo un spot?
Lega Pro, la guerra Macalli-Gravina finisce in tribunale
La guerra della Lega Pro finisce in tribunale, come era facilmente prevedibile. Il consigliere federale Gabriele Gravina e il presidente del Prato, Paolo Toccafondi, hanno infatti chiesto l'autorizzazione alla Figc "di poter agire innanzi alla giustizia ordinaria nei confronti di Mario Macalli, presidente Lega Pro, dei componenti del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale", si legge in una nota. "Difatti, nonostante le reiterate richieste delle società e delle stesse indicazioni della Figc, il presidente della Lega Pro e il Consiglio Direttivo hanno omesso di convocare l'assemblea delle società con all'ordine del giorno la revoca degli organi direttivi e l'elezione dei nuovi - spiegano Gravina e Toccafondi - Di fronte alla persistente violazione delle norme statutarie e di legge e alla inefficacia dell'azione della Figc, l'iniziativa innanzi alla giustizia ordinaria costituisce la strada necessitata per ottenere il rispetto della legalità'". "E' un loro diritto e chi ha un diritto lo esercita, spero che questa autorizzazione gliela diano, perché se arriveremo in tribunale ne vedremo delle belle", il commento di Macalli, che rivela di aver chiesto anche lui il via libera "per adire le vie legali. Ho più di un motivo per farlo. Abbiamo un Consiglio direttivo formato da grandissimi personaggi e imprenditori stimati nel mondo che non possono stare zitti. Querela per diffamazione? E' il minimo. Un conto è fare attività federale, un conto è offendere la gente, non è ammissibile".
Olimpiade 2024: Boston nei guai, gli Usa cambiano candidata?
Boston non decolla: la città Usa, candidata a sorpresa per le Olimpiadi 2024, è ancora nei guai coi referendum perché c'è una parte consistente dei cittadini che è contraria ai Giochi. O quantomeno non vuole che si spenda un dollaro di denaro pubblico, cosa peraltro impossibile. Il Wall Street Journal ipotizza infatti che il Comitato olimpico statunitense potrebbe anche cambiare candidatura e ripescare una delle tre città scartate (Los Angeles, Washington Dc e San Francisco). C'è tempo sino al 15 settembre di quest'anno per decidere ma sarebbe certo uno smacco per gli Usa già battuti con New York e Chicago nelle ultime candidature olimpiche. Il mayor (sindaco) Walsh di Boston intanto ha inviato una lettera-appello ai 18.00 dipendenti pubblici dove li invita a non dare giudizi negativi alla candidatura. Pensate se lo avesse fatto Marino?
Che boom per Supertennis Tv: un aumento del 32 per cento
Un boom che continua per Supertennis, la tv della Federazione diretta da Angelo Binaghi: il 2014 si è chiuso con un aumento del 32% degli ascolti rispetto all'anno precedente. La tv del tennis era partita in sordina nel novembre 2008, un ascolto medio di 921 spettatori. Lo scorso anno c'è stata una punta di 20.218 in occasione degli Internazionali di Roma e in nove mesi è stata superata quota 10.000 in nove occasioni. Altre Federazioni volevano imitare la Federtennis, ma per ora non si sono mosse: come mai?
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