Roma 2024, Malagò
incontra Marino. E Boston...
Procede a passi spediti la candidatura di Roma 2024: le cose stanno andando nel migliore dei modi, forse addirittura meglio del previsto, anche se è prematuro fare pronostici non sapendo ancora chi voterà nel settembre 2017 (circa una ventina di Membri Cio potrebbero cambiare). Lunedì mattina Giovanni Malagò incontrerà il sindaco di Roma, Ignazio Marino, per tenerlo al corrente degli ultimi passi avanti e dell'incontro di Davos con Renzi e Bach. Per la verità, il giorno prima il n.1 del Coni, con il segretario Roberto Fabbricini, avevano avuto incontri top secret a Losanna, e ne erano usciti ancora più convinti della forza della candidatura italiana. La "squadra" del Comitato promotore è praticamente pronta: il presidente, come noto, sarà Luca di Montezemolo, scelta condivisa ovviamente da Matteo Renzi e anche da Thomas Bach. Il direttore generale potrebbe essere una donna, poliglotta ma non proveniente da ambien…
Procede a passi spediti la candidatura di Roma 2024: le cose stanno andando nel migliore dei modi, forse addirittura meglio del previsto, anche se è prematuro fare pronostici non sapendo ancora chi voterà nel settembre 2017 (circa una ventina di Membri Cio potrebbero cambiare). Lunedì mattina Giovanni Malagò incontrerà il sindaco di Roma, Ignazio Marino, per tenerlo al corrente degli ultimi passi avanti e dell'incontro di Davos con Renzi e Bach. Per la verità, il giorno prima il n.1 del Coni, con il segretario Roberto Fabbricini, avevano avuto incontri top secret a Losanna, e ne erano usciti ancora più convinti della forza della candidatura italiana. La "squadra" del Comitato promotore è praticamente pronta: il presidente, come noto, sarà Luca di Montezemolo, scelta condivisa ovviamente da Matteo Renzi e anche da Thomas Bach. Il direttore generale potrebbe essere una donna, poliglotta ma non proveniente da ambiente sportivo (e Andrea Guerra, ex ad di Luxottica, consigliere del Premier, potrebbe essere dg del comitato organizzatore, se...). La "squadra" all'inizio sarà composta da 10 persone, molte delle quali di estrazione Coni, e alla fine, nel settembre 2017 da una trentina. Costo, dai 5 ai 10 milioni di euro. Il Comitato sarà presentato dopo l'elezione del Presidente della Repubblica. Il 10 febbraio Giunta e Consiglio Nazional del Coni, il giorno successivo tutto lo staff di Roma 2024, con i due presidenti Malagò e Montezemolo, sarà a Losanna per un vertice con il Cio. Il 26 febbraio il comitato esecutivo del Cio stabilirà le regole del codice etico, che peraltro i dirigenti di Palazzo H conoscono bene, e rispettano alla lettera (mai dare giudizi sugli avversari, proibito ogni genere di regalo ai Membri Cio).
Malagò è un manager conosciuto e stimato: sta lavorando sodo anche sugli sponsor del Coni, è appena arrivata Unipol-Sai, la Kinder ha rinnovato con un consistente aumento e si sta chiudendo l'accordo con Bnl-Paribas. Segnali positivi, di questi tempi. Non ci sarà spreco di denaro pubblico, ha sempre detto il n.1 del Coni, per la candidatura olimpica. Ma se il Cio ci dovesse davvero assegnare i Giochi? Il costo dovrebbe essere intorno ai 10 miliardi di euro: ci saranno appalti trasparenti, per questo Malagò ha già incontrato Cantone. Chiaro che la sicurezza spetterebbe allo Stato, poi c'è il problema della viabilità, la costruzione del Villaggio Olimpico e del Centro televisivo, eccetera. Da lavoro ce n'è da fare. Ma tutto sarà in economia, e per fortuna sul fronte degli impianti sportivi molte opere ci sono già e devono essere solo rimodernate. Cosa che non ha la prima rivale (per ora) di Roma, vale a dire Boston. La città Usa ha ben altri problemi adesso, la sua candidatura incontra forti ostacoli, tanto che alcuni importanti media statunitensi sostengono che il "bid" potrebbe essere addirittura a rischio. In ballo un referendum popolare, con una parte della popolazione del Massachussets ostile da tempo ai Giochi. Intanto, è stato scelto un nuovo ceo, Richard Davey, di Boston 2024. Ma la candidatura traballa e potrebbero tornare in corsa le altre tre città escluse (Los Angeles, San Francisco e Washington Dc). Le candidate vanno formalizzate entro il 15 settembre, ma c'è da dire che se Roma è già scattata, Boston è ancora ai blocchi di partenza.
Malagò è un manager conosciuto e stimato: sta lavorando sodo anche sugli sponsor del Coni, è appena arrivata Unipol-Sai, la Kinder ha rinnovato con un consistente aumento e si sta chiudendo l'accordo con Bnl-Paribas. Segnali positivi, di questi tempi. Non ci sarà spreco di denaro pubblico, ha sempre detto il n.1 del Coni, per la candidatura olimpica. Ma se il Cio ci dovesse davvero assegnare i Giochi? Il costo dovrebbe essere intorno ai 10 miliardi di euro: ci saranno appalti trasparenti, per questo Malagò ha già incontrato Cantone. Chiaro che la sicurezza spetterebbe allo Stato, poi c'è il problema della viabilità, la costruzione del Villaggio Olimpico e del Centro televisivo, eccetera. Da lavoro ce n'è da fare. Ma tutto sarà in economia, e per fortuna sul fronte degli impianti sportivi molte opere ci sono già e devono essere solo rimodernate. Cosa che non ha la prima rivale (per ora) di Roma, vale a dire Boston. La città Usa ha ben altri problemi adesso, la sua candidatura incontra forti ostacoli, tanto che alcuni importanti media statunitensi sostengono che il "bid" potrebbe essere addirittura a rischio. In ballo un referendum popolare, con una parte della popolazione del Massachussets ostile da tempo ai Giochi. Intanto, è stato scelto un nuovo ceo, Richard Davey, di Boston 2024. Ma la candidatura traballa e potrebbero tornare in corsa le altre tre città escluse (Los Angeles, San Francisco e Washington Dc). Le candidate vanno formalizzate entro il 15 settembre, ma c'è da dire che se Roma è già scattata, Boston è ancora ai blocchi di partenza.