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"Bambini meno obesi"
Malagò e la buona notizia

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Una notizia (positiva) passata quasi sotto silenzio. L'ha annunciata Giovanni Malagò ieri, allo stadio Olimpico di Roma. Il n.1 dello sport italiano ha detto: "Voglio sottolineare un dato fondamentale: secondo gli ultimi riscontri del Ministero della Salute - legati all'obesità e al sovrappeso - siamo scesi di quattro punti percentuali nella fascia d'età che va dagli 8 ai 9 anni, passando dal 34% al 30%. Ogni punto guadagnato ha un valore inestimabile per l'aspettativa di vita di questi ragazzi. Sono orgoglioso perché ripetendo l'impo

Un piccolo segnale, un'inversione di tendenza che va coltivata. Il Coni tenta di aprire una breccia nello sport a scuola: non facile, ci sono (troppi) anni di immobilismo, troppo disinteresse. Siamo lontani da altre Nazioni anche vicine (vedi la Francia). Non è questione di medaglie olimpiche, fra un anno c'è Rio e chissà come andrà (certe previsioni non sono allegre): è un problema di salute, molto più serio. Con il Ministro dell'Istruzione è stato firmato lo scorso anno un protocollo per iniziare a fare pratica sportiva nelle scuole inferiori. Meglio di niente. Ma è anche un problema di cultura sportiva che non c'è, e lì Malagò può farci poco. In occasione delle 24 ore di idee per lo sport del Csi, oggi il n.1 del Coni ha detto:" C'è un progetto per la buona scuola che riteniamo indispensabile al fine di formare buoni insegnanti. Lo scopo è che in ogni scuola ci sia un luogo in cui fare sport. Si sta facendo una mappatura precisa dei plessi scolastici che non sono dotati di impianti o che sono dotati di impianti non a norma. Questo progetto vuole fare in modo che, a partire dalla prossima stagione scolastica, ogni scuola abbia un luogo dove i nostri figli abbiano la possibilità di fare sport. Oggi il CSI ci porta dentro un oratorio, un luogo che sento vicino: anche per questo mi sento partecipe di questo progetto. I tesserati delle Federazioni sono un terzo di quelli degli enti di promozione sportiva: io devo garantire tutti".

Perché Blatter vincerà facile: con lui anche Putin e Tavecchio...
Il suo precedessore, il brasiliano Joao Havelange, è stato presidente della Fifa per 24 anni. Sepp Blatter, che di anni ne ha 78, il 29 maggio a Zurigo sarà confermato per il suo quinto mandato (è stato eletto l'8 giugno 1998). E chissà che non punti a restare in carica sino al 2023... Sì, perché i suoi rivali, almeno per ora, fanno il suo gioco. Si tolgono punti a vicenda e rafforzano il dittatore svizzero. I suoi rivali sono Bin Al-Hussein, principe giordano, 39 anni; Luis Figo, ex calciatore portoghese, 42 anni; Michael Van Praag, presidente della Federcalcio d'Olanda, 67 anni. Jerome Champagne, Ginola e Raiola si sono persi per strada. Michel Platini è in imbarazzo: aveva sponsorizzato il principe di Giordania e forse gli avrebbe portato 15-20 voti europei. Ma adesso che si sono fatti sotto Figo e Van Praag che succederà? Le 54 Nazioni dell'Uefa si spaccheranno e anche lì Blatter prenderà voti (quello della Russia di Putin e della nostra Federazione, ad esempio). Poi, l'attuale n.1 del calcio mondiale farà il vuoto in Africa, che è tutta con lui grazie ad Issa Hayatou, potente presidente della Caf. Il Sudamerica è abbastanza compatto (al massimo Al-Hussein potrebbe conquistare un paio di voti), così come il Nord-Centro America e l'Oceania stanno con Blatter. E l'Asia? Più Blatter che il principe di Giordania. Tirando le fila: il dittatore di Visp vincerà facile. Non lo fermeranno certo gli scandali. L'unica sarebbe mettere un limite ai mandati, ma non ci pensano nemmeno a livello Fifa. Prendiamo la Fina, Federazione mondiale nuoto: è stato appena modificato il regolamento, si potrà essere rieletti anche dopo aver compiuto 80 anni. Così l'attuale presidente, Julio C. Maglione, 79anni, uruguayano, punta ad essere rieletto nel luglio 2017 per un altro mandato. Restando a casa nostra, la Fidal (Federatletica) voleva mettere un limite ai mandati, massimo due, almeno per la presidenza federale: non se n'è fatto più nulla, anche se l'attuale n.1, il toscano Alfio Giomi, nel 2020 potrebbe lasciare. Inoltre il senatore Pd, Raffaele Ranucci, ha da anni pronto un disegno di legge per limitare i mandati in ambito sportivo e favorire così il turn-over. Ma i suoi colleghi politici non ne vogliono sapere.