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Arbitri, quanti disastri
Messina, cosa succede?

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Caro designatore Domenico Messina, che succede agli arbitri? Questo notoriamente è un periodo difficile, complicato: già era successo con le gestioni Collina e Braschi. I club sono nervosi, molti vedono gli obiettivi svanire e i soldi in cassa diminuire. Ma in realtà ultimamente ci sono stati troppi errori, troppe distrazioni. Ci sono stati i gol-fantasma con la polemica sull'utilità o meno degli additional referees, gli arbitri d'area. La Lega di A tirerà fuori 3-4 milioni e avremo l'occhio di falco per la prossima stagione (così, di fronte alla tecnologia, nessuno potrà più dir nulla) e forse avremo ancora gli arbitri d'area se l'Aia deciderà di spendere 1,2 milioni di euro a stagione. Ma gli errori di arbitri e assistenti? Quello è un altro discorso. Troppe partite sono state rovinate, e qualche squadra è stata maltattrata, in campionato come in Coppa Italia. Lo stesso Messina, di recente, ha ammesso che c'è stata qualche distrazione di troppo da parte dei suoi, li ha richiamati all'attenzione durante gli stages di Coverciano ma è servito a poco.

Prendiamo sabato. Due anticipi, due disastri. Marassi, Genoa-Fiorentina 1-1: Di Bello sostituisce l'infortunato Rizzoli. Babacar in occasione del pari della Fiorentina è in fuorigioco (sbaglia anche l'assistente Cariolato). Enrico Preziosi, n.1 del Genoa, tuona: "Il gol viola è irregolare, è il quinto che subiamo in quattro gare". In effetti, non sono stati affatto fortunati gli uomini di Gasperini. Roma-Empoli 1-1: Russo di Nola non ne azzecca una. Non vede rigori, cazzotti (Pjanic graziato: ci sarà la prova tv?) e gestisce malissimo la partita. Messina deve provvedere, e in fretta. Si sapeva che il passaggio di consegne fra Braschi e lui non sarebbe stato facile, e nemmeno indolore. Ma la "squadra" non è così scadente come sembra ultimamente, anche se sbaglia troppo. Gli arbitri affidabili sono in un numero discreto, forse dietro di loro non crescono gli altri. Non credo che abbiano influito le polemiche, le liti, fra Marcello Nicchi e Carlo Tavecchio: gli arbitri sono individualisti, pensano solo a loro stessi, alla carriera (e anche, perché no?, ai soldi). Delle questioni di politica sportiva se ne fregano. Se sbagliano è perché sono distratti, fuori forma o scarsi. Ecco la verità.

Tavecchio:"Sport e scuola, ecco la mia proposta..."
Sport e scuola. In occasione della interessante iniziativa del Csi, "24 ore di idee per lo sport", è intervenuto anche il n.1 della Figc, Carlo Tavecchio. Ecco il suo pensiero: "Noi viviamo in uno Stato che è assente dalla scuola, basta vedere che si continuano a togliere ore di educazione sportiva. Se ogni istituto scolastico si mettesse in pista per creare una squadra da far giocare in un campionato, sarebbe un moltiplicatore fantastico, indipendentemente dal fatto che lo faccia affiliandosi ad un ente di promozione o ad una Federazione. Questi sono fatti, opere concretamente realizzabili, e bisogna fare attività di sensibilizzazione affinché qualcuno li metta in atto".