Clamoroso. Il dottor Enrico Cataldi, generale dei carabinieri in pensione, nuovo procuratore generale dello sport, ha tolto un'inchiesta al superprocuratore Figc, il magistrato (militare) Stefano Palazzi. Un fatto del tutto inedito. L'inchiesta è stata portata avanti dalla Procura del Coni e ha portato ad una sospensione cautelare di un calciatore. In un primo tempo Palazzi aveva deciso l'archiviazione, respinta al mittente da Cataldi. Seconda archiviazione di Palazzi (chissà perché visto che i fatti, come vedremo, sono gravi): in questo caso il superprocuratore Coni ha deciso addirittura di avocare l'inchiesta e di agire in maniera del tutto autonoma con il suo ufficio (che si compone anche di 9 procuratori nazionali). Ecco il risultato: "Il tribunale federale con istanza formulata in data 13-01-15 e pervenuta il 15-01-15 e a firma del procuratore generale dello sport presso il Coni (Cataldi, ndr) e del viceprocuratore generale dello sport presso il Coni (avvocato Pierluigi Matera, ndr) chiede a questo tribunale federale l'applicazione della misura della sospensione cautelare a carico del signor Mammola Roberto calciatore già tesserato per la società Nizza Millefonti (di Torino, ndr) ora per la società Pozzomaina sottoposto a procedimento disciplinare rubricato al numero 913-13-14 Procura federale Figc avocato in data 4-11-14 dalla procura generale dello sport presso il Coni per avere nel corso di una rissa fra giocatori e dirigenti sviluppatosi al termine della gara Nizza Millefonti-Vianney del 13-4-14 del campionato di I categoria colpito ripetutamente con più calci il calciatore avversario signor Scolaro Simone che riportava gravi lesioni (trauma testicolare sinistro con frattura testicolare sinistra e ematocele) con esiti superiori ai 60 giorni di prognosi...". Il tribunale federale, nel suo dispositivo, parlava di "inaudita violenza" e sospendeva quindi il calciatore Mammolo che, incredibilmente, era stato del tutto scagionato, e per ben due volte, dalla Procura di Palazzi. Senza l'intervento di Cataldi questo calciatore si sarebbe quindi salvato. Bravo generale.
Fra Cataldi e Palazzi d'altronde i rapporti sono pessimi. Il n.1 della Procura Figc non ha mai accettato, a differenza degli altri procuratori federali, il ruolo del generale che dirige una superprocura cui spetta di "controllare" tutti gli atti. Così ha deciso la riforma della giustizia sportiva, voluta da Giovanni Malagò e votata dal consiglio nazionale del Coni (con i rilievi solo di Abete e Barelli). Palazzi ha faticato molto a mandare le sue carte, anche del passato, a Palazzo H e questo ha creato grossi attriti con Cataldi. Tra l'altro, fra i due c'è un problema, e non da poco, che riguarda il metodo di lavoro: nel caso delle carte della Procura della Repubblica di Cremona, che indaga sul calcioscommesse, Cataldi infatti vorrebbe che la Figc intervenisse subito. Palazzi la pensa diversamente: secondo lui, bisogna attendere prima la conclusione dell'inchiesta penale. E questo allunga, e non di poco, i tempi (col rischio che qualche calciatore possa farla franca...). Fra i due c'è stato già un incontro al Coni per cercare di trovare un'intesa, quantomeno una tregua. Niente da fare. Gli attriti, come si è visto, restano. La prossima settimana, quindi, un altro tentativo: le due parti si incontreranno, con la mediazione di Malagò e Tavecchio. Anche perché così è difficile poter continuare ad andare avanti.
Fra Cataldi e Palazzi d'altronde i rapporti sono pessimi. Il n.1 della Procura Figc non ha mai accettato, a differenza degli altri procuratori federali, il ruolo del generale che dirige una superprocura cui spetta di "controllare" tutti gli atti. Così ha deciso la riforma della giustizia sportiva, voluta da Giovanni Malagò e votata dal consiglio nazionale del Coni (con i rilievi solo di Abete e Barelli). Palazzi ha faticato molto a mandare le sue carte, anche del passato, a Palazzo H e questo ha creato grossi attriti con Cataldi. Tra l'altro, fra i due c'è un problema, e non da poco, che riguarda il metodo di lavoro: nel caso delle carte della Procura della Repubblica di Cremona, che indaga sul calcioscommesse, Cataldi infatti vorrebbe che la Figc intervenisse subito. Palazzi la pensa diversamente: secondo lui, bisogna attendere prima la conclusione dell'inchiesta penale. E questo allunga, e non di poco, i tempi (col rischio che qualche calciatore possa farla franca...). Fra i due c'è stato già un incontro al Coni per cercare di trovare un'intesa, quantomeno una tregua. Niente da fare. Gli attriti, come si è visto, restano. La prossima settimana, quindi, un altro tentativo: le due parti si incontreranno, con la mediazione di Malagò e Tavecchio. Anche perché così è difficile poter continuare ad andare avanti.