Un vertice di un'ora, in Sala Giunta: Luca di Montezemolo è arrivato presto stamattina al Coni. C'era da mettere a punto gli ultimi dettagli ma la sua scelta era già stata fatta ai massimi livelli: l'ex n.1 di Italia '90 si occuperà adesso della candidatura olimpica di Roma 2024. Sarà il presidente (a titolo gratuito). Lui ha piena fiducia ed è convinto (lo ha ribadito anche il 15 dicembre scorso) che "noi siamo bravi a farci del male". Riferimento allo scandalo di Mafia Capitale. Montezemolo è stato ricevuto dallo staff al completo di Coni e Coni Servizi: Malagò, Fabbricini, Mornati, Soro, Raimondi, Chimenti, Miglietta, Nepi. Un'ora di dialogo sereno, per gettare le basi e preparare la presentazione ufficiale di domani ma soprattutto l'incontro di mercoledì a Losanna, a casa del Cio, con il presidente Bach. A stupire, semmai, semmai sono state le dichiarazioni di domenica del sindaco Ignazio Marino. Frasi pesanti. La premessa ("io con il cuore sono già là"), poi la bordata:" Ma una città si governa anche con il cervello. E con il cervello devo tener conto di alcuni fatti. Come sindaco io devo ancora pagare alcuni dei debiti delle Olimpiadi del 1960, dobbiamo ricordare cosa è accaduto con i Mondiali di calcio del 1990, quando è stata costruita una sorta di ferrovia che ha funzionato per soli 8 giorni, o le cosiddette Vele del grande architetto Calatrava costate 400 milioni durante i Mondiali di nuoto del 2009 e poi abbandonate. Ecco io voglio un modello opposto, una città che investe sul bene dei cittadini e Olimpiadi che servono a una migliore qualità della vita, migliori trasporti e migliore urbanistica". Montezemolo è apparso contrariato: lui, come detto, era sì a capo di Italia '90 ma si era occupato dell'organizzazione sportiva, non degli sprechi che c'erano stati. A dire la verità si era pure opposto alla costruzione della famosa stazione di Villa Clara "che aveva funzionato solo otto giorni" e l'ex n.1 della Ferrari ha anche sottolineato come da parte della magistratura non c'era stato alcun atto nei confronti dei componenti del comitato organizzatore. Nessuna indagine. Nessun avviso di garanzia. Solo un dirigente del comitato (esattamente il dottor Dino Feliziani, capo della segreteria generale e dei rapporti con Enti locali) era stato chiamato, ma in qualità di testimone, dalla procura di Napoli per avere chiarimenti sulla copertura dello stadio San Paolo, compreso il tabellone peraltro richiesto dalla Fifa. E la cosa era finita lì. L'allora segretario generale del Comitato, il professor Alfonso Quaranta, che poi sarebbe diventato presidente della Corte Costituzionale, diede un indirizzo giuridico preciso a Montezomolo, di lasciare cioè gli appalti agli Enti locali, cosa che poi fu fatta. Questo non impedì certo che ci furono sprechi di denaro pubblico (parecchi miliardi di lire in opere inutili) ma ad andare sotto processo furono gli amministratori locali e non i dirigenti del Comitato, che si occupò della parte sportiva. Attenzione, quindi, a non fare confusione. E Malagò ha voluto rassicurare il sindaco, con queste parole: "Prima c'erano due mondi: chi aveva l'interesse a fare le opere e chi aveva interesse all'evento sportivo, noi questo errore non lo commetteremo. Ho parlato con il sindaco - aggiunge il capo dello sport italiano- lui dice quello che sostengo anche io e chi si occupa della candidatura. Però c'è sempre un distinguo che va scritto quando si parla di esperienze negative sui Mondiali di calcio e nuoto. Il sindaco faceva riferimento ad una stazione che non è mai partita a Tor Vergata (errore, si trattava di Vigna Clara, ndr) piuttosto che ad una galleria ma quelle sono situazioni scollegate dall'evento sportivo. Proprio per evitare quel tipo di problema ci siamo rivolti a Raffaele Cantone con una dinamica che dalla A alla Z deve caratterizzare la candidatura olimpica". Governo, Comune e Comitato promotore devono viaggiare di pari passo, imparando da Boston cosa non si deve fare. Per questo, non è escluso ancora un "passaggio" di Malagò a Palazzo Chigi, da Matteo Renzi, prima della Giunta e del Consiglio Nazionale Coni di domani. Luca Pancalli nel comitato avrà un ruolo delicato: oltre a occuparsi del Cip, ovviamente, dovrà tenere anche i contatti con gli Enti locali, quindi anche col Comune, quindi anche con Marino. Ogni decisione, ogni passo dovrà essere concertato. Da ufficializzare il direttore generale, dopo l'affannosa ricerca di una donna (che comunque ci sarà nel Comitato, e anche con un ruolo importante). L'ex ministro Frattini sarà ambasciatore della candidatura ma "esterno" perché Renzi e Malagò preferiscono che non ci siano politici, od ex, nel comitato (da qui il no anche a Josefa Idem, pur stimatissima dal n.1 del Coni).
Rai Sport, agitazione con il direttore Carlo Paris
Agitazione in Casa Rai Sport, dopo le ultime decisioni del direttore Carlo Paris. Ecco la lettera che Paris ha ricevuto nei giorni scorsi. "Caro Direttore, con la presente ti manifestiamo il desiderio di rimettere il nostro mandato per ciò che riguarda i compiti di line nella redazione calcio di RaiSport. Non si tratta soltanto di evidente e sincera vicinanza nei confronti del caporedattore dimissionario Enrico Testa. Le vicende dell'ultima settimana hanno messo in crisi la linea comune portata avanti in questi anni dal nostro gruppo di lavoro, linea avversata da tempo e in modo sempre più aspro da una parte più o meno esigua della redazione, molto più attenta ai diritti che ai doveri dettati dal contratto. La tua decisione di introdurre un supervisore (Jacopo Volpi, ndr) del prodotto calcio di Raisport, da te esclusa categoricamente nel corso della prima presentazione del piano editoriale, è un segnale "politico" che la redazione ha percepito in modo forse strumentale ma diffusamente condiviso. La larga approvazione del piano editoriale in seconda lettura, peraltro, ratifica le tue decisioni e ci obbliga a prenderne atto in modo conseguente, rendendo di fatto ancor più difficile esercitare le nostre funzioni.
Purtroppo ci sgomenta e ci indigna il fatto che in questi mesi la direzione di Rai Sport non abbia mai trovato modo e tempo di ascoltare neanche per un minuto le ragioni di un ufficio che, oltre a svolgere il compito più ingrato, gravoso e invisibile all'interno della testata, è stato quotidianamente "processato" senza che nessuno - e nessun rigo del piano editoriale - ne abbia minimamente preso le difese.
Naturalmente, restiamo nel frattempo a disposizione del collega e amico Alessandro Forti per gestire questa difficile transizione come d'altra parte il contratto ci obbliga a fare, in attesa dell'incontro che tu stesso hai sollecitato, in cui ciascuno di noi potrà affidarti le sue considerazioni personali e le sue richieste di ricollocazione". Seguono le firme: Patrizia Rubino - vicecaporedattore; Gigi Cavone - caposervizio; Pino Cerboni - caposervizio; Paolo Ciotti - caposervizio.
Rai Sport, agitazione con il direttore Carlo Paris
Agitazione in Casa Rai Sport, dopo le ultime decisioni del direttore Carlo Paris. Ecco la lettera che Paris ha ricevuto nei giorni scorsi. "Caro Direttore, con la presente ti manifestiamo il desiderio di rimettere il nostro mandato per ciò che riguarda i compiti di line nella redazione calcio di RaiSport. Non si tratta soltanto di evidente e sincera vicinanza nei confronti del caporedattore dimissionario Enrico Testa. Le vicende dell'ultima settimana hanno messo in crisi la linea comune portata avanti in questi anni dal nostro gruppo di lavoro, linea avversata da tempo e in modo sempre più aspro da una parte più o meno esigua della redazione, molto più attenta ai diritti che ai doveri dettati dal contratto. La tua decisione di introdurre un supervisore (Jacopo Volpi, ndr) del prodotto calcio di Raisport, da te esclusa categoricamente nel corso della prima presentazione del piano editoriale, è un segnale "politico" che la redazione ha percepito in modo forse strumentale ma diffusamente condiviso. La larga approvazione del piano editoriale in seconda lettura, peraltro, ratifica le tue decisioni e ci obbliga a prenderne atto in modo conseguente, rendendo di fatto ancor più difficile esercitare le nostre funzioni.
Purtroppo ci sgomenta e ci indigna il fatto che in questi mesi la direzione di Rai Sport non abbia mai trovato modo e tempo di ascoltare neanche per un minuto le ragioni di un ufficio che, oltre a svolgere il compito più ingrato, gravoso e invisibile all'interno della testata, è stato quotidianamente "processato" senza che nessuno - e nessun rigo del piano editoriale - ne abbia minimamente preso le difese.
Naturalmente, restiamo nel frattempo a disposizione del collega e amico Alessandro Forti per gestire questa difficile transizione come d'altra parte il contratto ci obbliga a fare, in attesa dell'incontro che tu stesso hai sollecitato, in cui ciascuno di noi potrà affidarti le sue considerazioni personali e le sue richieste di ricollocazione". Seguono le firme: Patrizia Rubino - vicecaporedattore; Gigi Cavone - caposervizio; Pino Cerboni - caposervizio; Paolo Ciotti - caposervizio.