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Antidoping, scontro in Giunta sulle nuove nomine di Malagò

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A meno di 24 ore dall'accordo con i Nas per la gestione dell'antidoping, il Coni, sulla stessa materia si ritrova nel caos. Il Comitato Olimpico Italiano proprio lunedì aveva sottolineato come non ci sarebbero più state nomine nelle commissioni di riferimento, in virtù dell'accordo sottoscritto. Promessa dimenticata nel giro di una notte. E a incendiare la discussione al palazzo H, stamane, è stato proprio il criterio col quale nuove nomine sono state portate alla luce nella notte, a poche ore dall'apertura della Giunta. Il prof.. Baroni (associato confermato di endocrinologia) è stato infatti proposto per il CEFT (Commissione per l'esenzione terapeutica dei farmaci) e nel suo curriculum non si evidenziano le competenze maturate in ambito medico sportivo o di antidoping. Stessa posizione per quanto riguarda il prof. Martuscelli (associato non confermato di cardiologia), proposto invece per il CCA. Durissimo l'intervento del professor Fabio Pigozzi, rettore dell'Università Foro Italico e attualmente membro italiano al Foundation board della Wada (l'agenzia mondiale antidoping) che ha sottolineato come in ossequio agli "International Standards for Therapeutic Use Exemptions" della stessa Wada, a cui Coni-Nado vincolata, il Ceft deve essere composto da medici con documentata esperienza nella cura e nel trattamento degli atleti, unitamente a una profonda conoscenza in ambito di medicina dello sport e dell'esercizio. Da questo punto di vista la scelta italiana sarebbe "non compliant...". Difficile non dare quindi interpretazioni poco eleganti sui criteri che hanno portato a simili nomine. La richiesta di spiegazioni ha visto sull'argomento spaccarsi la Giunta con l'intervento del presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, e dell'ex presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. Al centro della discussione le modalità con cui sarebbero stati selezionati i membri di commissioni tanto delicate. La Giunta si è chiusa con tre voti contrari alle integrazioni del CEFT e del CCA da parte di Cinquanta, Pigozzi e Barelli. Maliziosamente invece Abete ha voluto che il vicesegretario Mornati chiarisse che le responsabilità di queste scelte ricadrebbero sui presidenti delle commissioni e non della Giunta.

Lega Pro: esposto nei confronti di Macalli e Tavecchio
Una vicenda che si trascina da troppo tempo ormai e Carlo Tavecchio ha lasciato che il livello delle polemiche raggiungesse toni assurdi. Ma lunedì prossimo, a Firenze, finalmente c'è la resa dei conti: l'assemblea dei 650 club della Lega Pro, ex serie C, dovrà dire chi sta con l'attuale presidente, Mario Macalli, in carica da 18 anni, e chi con la cordata portava avanti da Gabriele Gravina e Francesco Ghirelli. Macalli può contare sull'appoggio di Lotito, patron della Salernitana, che molto si è speso in questa guerra (anche troppo secondo le accuse dell'Ischia...), e di numerosi club del Nord. Gravina assicura di avere dalla sua 30-40 società. Si vedrà lunedì. Intanto Ghirelli, intervistato da Sky, ha tirato in ballo nuovamente Tavecchio: "È indubbio che Macalli e la Lega Pro siano stati tra i principali sostenitori della campagna elettorale di Carlo Tavecchio, tuttavia sono convinto che quando si assumono degli incarichi le amicizie personali vadano messe da parte per il bene delle regole e che le regole, appunto, esistano per essere rispettate". Intanto il presidente della SF Aversa Normanna, Giovanni Spezzaferri, ha presentato un esposto alla procura federale Figc e alla procura generale Coni contro Tavecchio e Macalli per "violazione dei principi di lealtà e probità". La guerra continua.