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Roma 2024, l'ira di Marino: che fanno Malagò-Montezemolo?

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Il compito più difficile, delicato, per ora ce l'ha Luca Pancalli: appena nominato vicepresidente del Comitato promotore di Roma 2024, oggi stesso dovrà cercare di riportare la pace con il sindaco Ignazio Marino, di cui è stato assessore allo sport e agli stili di vita, e con cui (pare) non sia in totale sintonia. Ma Pancalli è navigato e sa che la "squadra" di Roma 2024 dovrà viaggiare in piena armonia. Il sindaco, al di là delle dichiarazioni di rito (sue e di Malagò), è furibondo perché nessun dirigente del Comune è stato inserito, almeno per ora, nella "squadra". Sembra ci siano anche ambizioni personali di mezzo, forse di qualche assessore in gonnella? Marino si sente chiuso dal patto Renzi-Malagò e ai suoi ha fatto notare che il dossier della candidatura, del "bid" per dirla all'inglese, da lui dovrà essere firmato. Domenica il sindaco (Pd, non grillino e nemmeno ren…
Il compito più difficile, delicato, per ora ce l'ha Luca Pancalli: appena nominato vicepresidente del Comitato promotore di Roma 2024, oggi stesso dovrà cercare di riportare la pace con il sindaco Ignazio Marino, di cui è stato assessore allo sport e agli stili di vita, e con cui (pare) non sia in totale sintonia. Ma Pancalli è navigato e sa che la "squadra" di Roma 2024 dovrà viaggiare in piena armonia. Il sindaco, al di là delle dichiarazioni di rito (sue e di Malagò), è furibondo perché nessun dirigente del Comune è stato inserito, almeno per ora, nella "squadra". Sembra ci siano anche ambizioni personali di mezzo, forse di qualche assessore in gonnella? Marino si sente chiuso dal patto Renzi-Malagò e ai suoi ha fatto notare che il dossier della candidatura, del "bid" per dirla all'inglese, da lui dovrà essere firmato. Domenica il sindaco (Pd, non grillino e nemmeno renziano...) aveva ricordato maliziosamente gli sprechi di Italia '90 e dei Mondiali di nuoto di Roma 2009, quando a vertici dei comitati organizzatori c'erano appunto Montezemolo e Malagò (col suo "amico" Barelli). Ai Mondiali del '90, indubbiamente, c'erano stati sperperi di denaro pubblico (le coperture degli stadi, la stazione incompiuta di Vigna Clara a Roma, gli impianti di Bari e del Delle Alpi a Torino, eccetera). Ma, come ha ricordato Montezemolo (seccato per le parole, volutamente generiche, di Marino...) nessun dirigente del Comitato organizzatore di Italia '90 era stato indagato dalla magistratura: lo stesso Montezemolo era stato chiamato solo come "persona informata", quindi come testimone, dalla Procura di Napoli, e di altre città coinvolte. Montezemolo e c. si sono tenuti alla larga dagli appalti: in tribunale ci sono finiti gli amministratori pubblici. Ma quanti miliardi (di lire) sono stati buttati via 25 anni fa? Tanti. Troppi. Una lezione da tenere ben presente.

E anche ieri in occasione dell'ufficilizzazione del nome di Montezemolo, Marino ha voluto fare notare che "vogliamo affrontare questa sfida avendo a cuore innanzitutto l'idea di una città che progetta il suo futuro con il trasporto urbano via ferro, la ricucitura di ferite come le vele di Calatrava e con investimenti in beni e servizi nelle nuove centralità, fuori dalle Mura Aureliane''. Marino vuole una donna-manager come direttore generale e ha la sua idea. Malagò pure lui vuole un donna-manager e ha la sua idea, diversa ovviamente da quello di Marino. A Montezemolo andrebbe bene l'ex ferrarista Simone Perillo. Meglio si mettano d'accordo, e in fretta. Auguri, Pancalli. Intanto oggi giornata importante per la delegazione italiana in Svizzera: è giunto in mattinata presso la sede del Cio, a Losanna, il gruppo composto da Luca Cordero di Montezemolo, presidente del comitato di organizzazione, Malagò, Roberto Fabbricini, Carlo Mornati e Danilo di Tommaso. Riunione tecnica poi, nel pomeriggio a Ginevra, all'areoporto, incontro Montezemolo-Malagò-Bach.

Federatletica traccia la rotta: massimo due mandati per la presidenza
Complimenti al presidente della Fidal, il grossetano Alfio Giomi: ha fatto quello che altre Federazioni non hanno ancora fatto (e forse non vogliono nemmeno fare). La Federatletica infatti ha fissato nel suo statuto, che ora dovrà essere approvato dal Coni, il limite dei due mandati (8 anni) per il presidente federale e di tre per i presidenti dei comitati regionali. L'assemblea straordinaria della Fidal, che si è tenuta alla presenza di Roberto Fabbricini, l'ha approvato a larghissima maggioranza (72,05%). Per Giomi, quindi, due mandati- sarà rieletto fra un anno- poi lascerà spazio al suo erede, forse il colonnello Vincenzo Parrinello. Anche alla presidenza Coni è così, massimi due mandati: in molte Federazione invece sono incollati alla poltrona...

Coni, presentazione del Piano formativo della Scuola dello Sport

Domani, ore 12 Salone d'onore del Coni, la presentazione del Piano formativo 2015 della Scuola dello Sport del Coni: prevista un'introduzione di Malagò e un intervento di Chimenti. Il direttore Rossana Ciuffetti ha rilanciato la Scuola dello Sport, che ora è diventato un polo d'avanguardia. L'appuntamento di domani sarà quindi l'occasione per conoscere nel dettaglio la nuova offerta formativa della Scuola dello Sport che, oltre a proporre una serie di iniziative consolidate nel corso degli ultimi anni, prevede proposte innovative e differenziate rivolte sia ai quadri tecnici che ai giovani laureati, ai manager ed ai professionisti di imprese pubbliche e private alla ricerca di aggiornamento e di modelli vincenti. Nel corso dell'incontro sarà, inoltre, presentato e discusso anche il nuovo modello di collegamento della Scuola Centrale con le attività delle Scuole Regionali quali strutture di servizio per le Fsn e Dsa.

Lotta al doping: a Roma workshop scientifico della Wada
Roma ospita domani e venerdì il secondo Workshop Scientifico dei responsabili della qualità dei laboratori antidoping riconosciuti dall'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA). Il workshop si svolge sotto l'egida della Waads (World Association of Anti Doping Scientists), l'associazione scientifica internazionale che comprende esperti di tutti i laboratori Wada. Il workshop, la cui prima edizione si è svolta a Gent (Belgio) nel gennaio 2014, è organizzato dal Laboratorio Antidoping della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), l'unico accreditato dalla Wada nel nostro Paese, e vede la partecipazione dei manager della qualtà di 20 laboratori antidoping già accreditati o in via di accreditamento (Austria, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Grecia, India, Italia, Messico, Norvegia, Portogallo, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera, Thailandia, Qatar e Turchia).

L'obiettivo del workshop è quello di discutere in merito all'armonizzazione di metodi e procedure di laboratorio alla luce dei recenti aggiornamenti della normativa Wada e della norma ISO17025, che regola l'accreditamento dei laboratori abilitati a fornire la prova delle positività i test.

La novità più significativa dell'edizione di quest'anno è data dalla presenza, nella seconda giornata dei lavori, di un alto rappresentante della Wada, il dr. Osquel Barroso, che opera nella direzione scientifica della Wada stessa, presso la sede centrale di Montreal (Canada). Barroso si è reso disponibile a partecipare alla discussione degli aspetti più rilevanti emersi dai lavori della prima giornata del workshop. L'importanza di incontri tecnici di questo tipo va vista in una prospettiva di lotta al doping sempre più moderna ed efficace che, per quel che riguarda l'attività dei laboratori accreditati, è finalizzata a garantire la massima solidità del dato analitico fornito dai laboratori accreditati, e non può prescindere da un'interpretazione armonica e internazionalmente condivisa di norme e regolamenti, nell'ottica di una sempre più stretta e proficua collaborazione scientifica a livello internazionale.