Piano piano sta prendendo corpo il "bid", la candidatura, di Roma 2024: il comitato promotore sarà pronto per mercoledì prossimo dopo l'incontro fra Malagò, Montezemolo e Marino. Questa settimana non si può, Montezemolo ha impegni di lavoro all'estero. Da definire il nome della donna-manager che farà il direttore generale: ci sono due correnti di pensiero, pensiamo che si mettano d'accordo. Non sarà comunque una "sportiva", non si è trovato nessuno all'interno del movimento all'altezza. E speriamo che non si litighi fra le parti. Malagò, bloccata la mina vagante Lotito, con il contributo di Delrio e decisivo di Tavecchio, oggi ad Alba si vede con Renzi, e chissà che non parli anche di Olimpiade. Sinora Roma 2024 si è mossa bene, con qualche attrito (superabile e forse superato) con il sindaco che forse si era sentito un po' troppo tagliato fuori (o c'era qualcuno dei suoi che si era sentito tagliato fuori?). Ma la mediazione del "cucitore" Luca Pancalli pare abbia avuto il suo effetto. Ora, oltre alla "squadra", si lavorerà anche al dossier. Con novità. Si era pensato ad esempio di fare svolgere la gara di tiro con l'arco in Vaticano, in Piazza San Pietro. Ipotesi suggestiva, scenario conosciuto in tutto il mondo e che di sicuro al presidente del Cio, il cattolicissimo Thomas Bach, sarebbe piaciuto. Ma c'è un problema, e non di poco conto. Il Vaticano non solo è il tempio delle cristianità ma anche uno Stato estero, con il qualche alcune Nazioni hanno ancora difficili rapporti diplomatici: la attuale campionessa paralimpica di tiro con l'arco è, ad esempio, un'iraniana, si chiama Nehmati. Potrebbe mai gareggiare in Vaticano? Glielo consentirebbero i suoi dirigenti? E poi come avrebbero preso una decisione del genere molti membri Cio? Meglio, quindi, non dare alla competizione sportiva una connotazione eccessivamente religiosa e rinunciare al progetto. In via della Conciliazione, al limite, potrebbe esserci un passaggio della Maratona. E il tiro con l'arco? Si stanno valutando altre ipotesi: il Circo Massimo e l'Arco di Costantino, ad esempio, sarebbero l'ideale. Luoghi di Roma che hanno un loro fascino. Potrebbe cambiare sede anche il ciclismo, ma qui non c'entrano motivi religiosi: in un primo tempo si era pensato di fare svolgere ai Pratoni del Vivaro le gare di mountain bike e Bmx. "Lì è il posto ideale per l'equitazione (concorso completo, ndr)", ci ha detto Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo. "Per la mountain bike c'è un percorso perfetto di 8 chilometri a Monte Mario, oppure c'è Villa Ada dove abbiamo già gareggiato. Per la Bmx si potrebbe scegliere una località nel centro della città". E il Velodromo, presidente? Fisso o amovibile? "Fisso, che resti alla città. Dove non so ancora, ma si trova di sicuro il terreno". Costo? Circa 30 milioni. E la gara su strada? "C'è il bellissimo percorso del Gran Premio Liberazione, una gara storica che tocca una parte importante della città, fra cui le Terme di Caracalla, la Porta San Paolo. Basta allargare il percorso e farlo passare anche dal Circo Massimo. Roma si presta, è uno scenario ideale e unico al mondo. Penso a Londra, nel 2012 fu magnifico".
Tardelli: "Perché non lavoro per la Figc"
Niente accordo fra la Figc e Marco Tardelli (campione del mondo '82 e non 2006 come erroneamente scritto ieri) in merito ai centri federali giovanili che tanto stanno a cuore a Carlo Tavecchio. Tardelli non sarà il coordinatore e ce ne spiega il motivo: "Nessuna polemica, sia ben chiaro, e i soldi non c'entrano niente. Non ho mai parlato di un progetto: ho avuto contatti con una persona (Michele Uva, dg Figc, ndr) a novembre, poi a febbraio e ultimamente 15 giorni fa. Non se n'è fatto nulla per il semplice motivo che le cose non erano come credevo. Tutto lì. Ma, ripeto: da parte mia non c'è assolutamente nulla con la Figc". Caso chiuso. Uva, che haanziato un budget di circa un milione di euro, si guarderà altrove.
Tardelli: "Perché non lavoro per la Figc"
Niente accordo fra la Figc e Marco Tardelli (campione del mondo '82 e non 2006 come erroneamente scritto ieri) in merito ai centri federali giovanili che tanto stanno a cuore a Carlo Tavecchio. Tardelli non sarà il coordinatore e ce ne spiega il motivo: "Nessuna polemica, sia ben chiaro, e i soldi non c'entrano niente. Non ho mai parlato di un progetto: ho avuto contatti con una persona (Michele Uva, dg Figc, ndr) a novembre, poi a febbraio e ultimamente 15 giorni fa. Non se n'è fatto nulla per il semplice motivo che le cose non erano come credevo. Tutto lì. Ma, ripeto: da parte mia non c'è assolutamente nulla con la Figc". Caso chiuso. Uva, che haanziato un budget di circa un milione di euro, si guarderà altrove.