Via libera da Carlo Tavecchio: "Occhio di falco e arbitri addizionali? Nessun problema. Possono tranquillamente convivere". Il presidente Figc lo ha detto stamane nel convegno organizzato dall'Università del Foro Italico sul calcio del futuro e sulll'avvento della tecnologia. Il rettore dell'Università dello Sport, Fabio Pigozzi, nel suo discorso di saluto ha accennato inoltre ad un'iniziativa che sarà presentata la prossima settimana in Figc: l'Università fornirà dei professori, i "tutor", che affiancheranno gli azzurrini (e le azzurrine) nel corso dei loro raduni e delle manifestazioni a cui parteciperanno con le varie Nazionali giovanili. Insomma, va bene il calcio ma senza trascurare lo studio. In Nazionale si dovrà andare coi libri... Michele Uva, dg della Figc, ha spiegato nel dettaglio come funzionerà il sistema scelto dalla Lega di serie A per la prossima stagione: addio quindi al gol-fantasma e si spera addio anche alle polemiche. Il costo per l'installazione sarà a carico della Lega di A. Favorevole alla novità anche Carlo Longhi, ex arbitro internazionale e moviolista. Ma basta che ci si fermi qui. La moviola non piace a nessuno (e la Fifa non ne parla più, per fortun...). Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, anche lui è a favore della tecnologia per il gol-fantasma e con la sua Lega, sempre molto attiva, sta portando avanti altri esperimenti tecnologici, "a costi più contenuti". Molto chiaro e duro è stato Marcello Nicchi, presidente Aia: "Apprezzo che si trovino soldi per il gol non gol, ma ho fatto presente che se non si danno risorse alla formazione e istruzione e a tutto quello che è il nostro movimento, tutto finirà un giorno perché non ci sarà più crescita e in Italia non avremo più gli arbitri di grande prestigio che abbiamo oggi. Credo che nella scuola, nello sport, nel calcio e nell'arbitraggio la formazione deve avere una corsia preferenziale su tutto il resto. Poi ben venga tutto". Nicchi ha aggiunto: "L'Aia è alla ricerca di uno sponsor? Auspico che arrivi presto ma più che altro che non arrivi tardi. Sono fortemente preoccupato. Il fatto di tagliare le risorse è gravissimo. Tagliare i raduni, gli stage, i controlli delle commissioni, tagliare su tutto mi sembra un'operazione sbagliata che ho fatto presente alla Federazione. Quando vogliono le risorse si trovano". Nicchi ha anche difeso gli arbitri d'area: ma è un problema di soldi, che non ci sono. Molto apprezzato anche l'intervento di Diego Nepi Molineris, che ha spiegato i vantaggi nel tennis dell'occhio di falco e l'evoluzione della tecnologia. Ora tocca al calcio. Finalmente.
Figc, si insedia il direttivo del settore giovanile e scolastico
Domani, alle 14.30 nella sala del consiglio federale della Figc, è in programma il comitato direttivo del settore giovanile e scolastico, settore considerato di grande importanza per il futuro del nostro calcio. E' il primo direttivo della presidenza di Vito Tisci, un vero e proprio insediamento, convocato a seguito delle nomine deliberate dal consiglio federale del 30 gennaio. Saranno presenti il presidente federale, Carlo Tavecchio, il direttore generale, Michele Uva e il segretario generale, Antonio Di Sebastiano.
Rio 2016, Pescante presenta la "tregua olimpica"
Ogni due anni viene proclamata la tregua olimpica con una risoluzione Onu e a poco più di 500 giorni ai Giochi di Rio 2016 il percorso verso la proclamazione è ancora una volta avviato. Ne ha parlato oggi il presidente ai rapporti Internazionali del Cio e rappresentante del Cio alle Nazioni Unite, Mario Pescante, intervenendo al convegno 'Tregua Olimpica, lo sport al servizio della Pacè svoltosi nel Salone d'Onore del Coni. "E' lo stesso titolo della risoluzione delle Nazioni Unite - spiega il membro Cio ed ex n.1 del Coni- Il dibattito al Palazzo di vetro si preannuncia molto animato perché quando lo sport incrocia i contrasti internazionali la strada sempre in salita. Stiamo vivendo una stagione molto lunga di tormentata coesistenza. Sono esplosi tanti odi senza ragione alcuna, si uccide in maniera insensata. In questo contesto parlare di sport e pace pare essere un'esercitazione inutile e surreale. Nonostante ciò l'Onu e il Cio e faranno di tutto perché il maggior numero dei Paesi adotti la tregua olimpica". Pescante, quindi, ricorda i momenti in cui lo sport e la storia si sono intrecciati. "In questo contesto la parola pace ha un suono insolito - prosegue - eppure nessun uomo dovrebbe avere paura di invocarla ad alta voce. Il mondo dello sport non ha paura. Non la ha da 30 secoli. Il messaggio di pace che lo sport può trasmettere è un appello diritto al cuore dei ragazzi di ogni continente che facendo sport parlano un unico linguaggio universale. I popoli sono già separati da barriere geografiche, ma lo sport può diventare un ponte per superare quelle politiche, per la conoscenza reciproca". "E' una bellissima cosa - riconosce il presidente del Coni, Giovanni Malagò -. Mario è uno degli italiani di cui essere fiero. Lo sport grazie a Dio ha un denominatore, un filo che ci unisce tutti. Ci sono storie di uomini e donne di sport che hanno superato vergognose vicende politiche che hanno caratterizzato la storia degli ultimi decenni. Qui non si tratta solo di promuovere lo sport, ma veramente di far vedere che esso va oltre la sua mission di base". Ex campioni azzurri come Novella Calligaris, Mauro Checcoli, Manuela Di Centa, Daniele Masala e Nicola Pietrangeli hanno quindi condiviso le proprie esperienze. Il presidente del Cip, Luca Pancalli, ha poi sottolineato come "lo sport è un amplificatore dei valori di multiculturalità e pari opportunità".
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Domani, alle 14.30 nella sala del consiglio federale della Figc, è in programma il comitato direttivo del settore giovanile e scolastico, settore considerato di grande importanza per il futuro del nostro calcio. E' il primo direttivo della presidenza di Vito Tisci, un vero e proprio insediamento, convocato a seguito delle nomine deliberate dal consiglio federale del 30 gennaio. Saranno presenti il presidente federale, Carlo Tavecchio, il direttore generale, Michele Uva e il segretario generale, Antonio Di Sebastiano.
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Ogni due anni viene proclamata la tregua olimpica con una risoluzione Onu e a poco più di 500 giorni ai Giochi di Rio 2016 il percorso verso la proclamazione è ancora una volta avviato. Ne ha parlato oggi il presidente ai rapporti Internazionali del Cio e rappresentante del Cio alle Nazioni Unite, Mario Pescante, intervenendo al convegno 'Tregua Olimpica, lo sport al servizio della Pacè svoltosi nel Salone d'Onore del Coni. "E' lo stesso titolo della risoluzione delle Nazioni Unite - spiega il membro Cio ed ex n.1 del Coni- Il dibattito al Palazzo di vetro si preannuncia molto animato perché quando lo sport incrocia i contrasti internazionali la strada sempre in salita. Stiamo vivendo una stagione molto lunga di tormentata coesistenza. Sono esplosi tanti odi senza ragione alcuna, si uccide in maniera insensata. In questo contesto parlare di sport e pace pare essere un'esercitazione inutile e surreale. Nonostante ciò l'Onu e il Cio e faranno di tutto perché il maggior numero dei Paesi adotti la tregua olimpica". Pescante, quindi, ricorda i momenti in cui lo sport e la storia si sono intrecciati. "In questo contesto la parola pace ha un suono insolito - prosegue - eppure nessun uomo dovrebbe avere paura di invocarla ad alta voce. Il mondo dello sport non ha paura. Non la ha da 30 secoli. Il messaggio di pace che lo sport può trasmettere è un appello diritto al cuore dei ragazzi di ogni continente che facendo sport parlano un unico linguaggio universale. I popoli sono già separati da barriere geografiche, ma lo sport può diventare un ponte per superare quelle politiche, per la conoscenza reciproca". "E' una bellissima cosa - riconosce il presidente del Coni, Giovanni Malagò -. Mario è uno degli italiani di cui essere fiero. Lo sport grazie a Dio ha un denominatore, un filo che ci unisce tutti. Ci sono storie di uomini e donne di sport che hanno superato vergognose vicende politiche che hanno caratterizzato la storia degli ultimi decenni. Qui non si tratta solo di promuovere lo sport, ma veramente di far vedere che esso va oltre la sua mission di base". Ex campioni azzurri come Novella Calligaris, Mauro Checcoli, Manuela Di Centa, Daniele Masala e Nicola Pietrangeli hanno quindi condiviso le proprie esperienze. Il presidente del Cip, Luca Pancalli, ha poi sottolineato come "lo sport è un amplificatore dei valori di multiculturalità e pari opportunità".