Le motivazioni della Cassazione su Calciopoli arriverano chissà quando, forse fra mesi, ma la Juventus sta a guardare con grande interesse e al momento non c'è nessuna trattativa con la Figc. Carlo Tavecchio nei giorni scorsi aveva parlato di "lite temeraria" da parte del club bianconero (i famosi 443 milioni d euro richiesti al Tar del Lazio come risarcimento danni). Forse, chissà, cerca una soluzione bonaria dopo aver minacciato da parte della Figc una contro-azione giudiziaria alla Juve, con una richiesta danni superiore ai 443 milioni. Forse Tavecchio si incontrerà con Andrea Agnelli il 31 marzo a Torino, in occasione dell'amichevole Italia-Inghilterra. O forse, ipotesi più probabile, si vedranno più avanti, solo dopo le motivazioni. La Juve al momento pare intenzionata a non rinunciare alla sua azione di rivalsa al Tar: "tutto sommato non sarebbero emersi fatti nuovi" dalla sentenza della Cassazione, filtra da ambienti bianconeri. Ma soprattutto pare davvero intenzionata ad appellarsi all'articolo 39 del codice di giustizia sportiva, in modo da chiedere la restituzione dei due scudetti, o almeno che venga cancellato quello del 2006 che fu dato all'Inter dai "saggi" di Guido Rossi. Su questo argomento, lo stesso Tavecchio, pur essendo di fede nerazzurra, ha aperto un (piccolo) spiraglio. La tesi dei legali bianconeri è la seguente: lo scudetto 2005-'2006, quello appunto assegnato all'Inter, non era nemmeno sotto indagine, sul campo è stato vinto dalla Juve e poi i comportamenti fra il club bianconero e quello nerazzurro (prescritto ma soggetto a 72 pagine durissime da parte di Stefamo Palazzi) è stato "analogo". Tesi, ovviamente, che sarà confutata con decisione dagli avvocati dell'Inter: Moratti festeggiò quel titolo, e i tifosi nerazzurri non hanno assolutamente intenzione di farselo sfilare. Insomma, la Juve pare proprio che si stia preparando alla "battaglia". Agnelli ne è convinto, e lo fa anche per i 11 milioni di tifosi bianconeri. Tra l'altro, il club bianconero non replica a Franco Carraro che su Repubblica spiegava: "Ritengo inopportuno che la Juve ora chieda risarcimenti". Ma il suo appello non sarà ascoltato.
Riforma campionati: Abodi contro Tavecchio sulle promozioni in A
Carlo Tavecchio è stato chiaro: sulla riforma dei campionati lui sta con la serie A. "La lealtà sportiva- ha detto il n.1 Figc- prevede un vincitore e non tre, un concetto disatteso completamente. Il target normale è di 16-18 squadre per tutte le attività, ma far capire a un sistema che questa è la filosofia madre è durissima, direi quasi impossibile perché ci sono situazioni incancrenite. Ho spiegato alle Leghe che i campionati a 22 sono di difficile mantenimento e questo ora è oggetto di studio da parte delle Leghe". Insomma, lui sta con la Lega di A che fa filtrare, ufficiosamente questa proposta su retrocessioni-promozioni (nel caso, appunto, si dovesse scendere a 18 club): una sola diretta, altre due eventualmente ai playoff. La Lega B non ne vuole sapere, è pronta a scendere da 22 a 20 squadre ma con questa soluzione: due promozioni dirette in A, una eventuale ai playoff. E Andrea Abodi, n.1 della Lega cadetta, replica così a Tavecchio:"Non è vero che altrove c'è una sola promozione, così è solo in serie D. Ma la riforma dei campionati non si deve ridurre a quante squadre salgono o scendono. E' un approccio superficiale. La Lega di A si è mai interrogata su cosa fare? Non credo proprio. Servono 15 voti a favore, su venti, per fare la riforma. E io non accetto che si dica che è la Lega di B che non vuole andare avanti: noi abbiamo fatto due assemblee su questo argomento e le società si sono dichiarate d'accordo nel tagliare due club. Ma sulla riforma bisogna avere una visione complessiva". In ballo anche la mutualità. E Mario Macalli, n.1 della Lega Pro, è stato chiaro: "Noi la nostra riforma l'abbiamo già fatta". Renzo Ulivieri, presidente assocalciatori, seccato con la Figc in merito all'ultimo consiglio, ci ha detto: "Quando ci presenteranno dei progetti ne discuteremo. Ma per ora non c'è nulla". Sarà dura per Tavecchio venirne a capo: non può andare al Coni e chiedere di cambiare lo statuto Figc se prima Leghe e componenti non si mettono d'accordo.
Fondazione-bancomat: non c'è l'accordo. Se ne riparla ad aprile
I progetti sono fermi da tre mesi, ma non si trova un accordo. Ieri in via Allegri, prima del consiglio federale, c'è stata una lunga riunione della Fondazione che divide i soldi della legge Melandri, la Fondazione-bancomat come scritto da Repubblica. Andrea Agnelli era collegato da Torino via telefono, ma gli altri dirigenti c'erano tutti (compreso Carlo Mornati, vicesegretario Coni). Non si trova il punto di equilibrio, prossima riunione il 10 aprile.
Università Foro Italico, convegno su "Nutrizione, sport e benessere"
Interessante convegno all'Università del Foro Italico di Roma su "Nutrizione, sport e benessere. Dall'età evolutiva all'anziano fragile". Dopo il saluto del rettore Fabio Pigozzi (che ha ricordato lo "stile di vita" e le "buone pratiche su nutrizione e benessere") sono intervenuti anche il rettore Eugenio Gaudio dell'Università La Sapienza di Roma e il professor Andrea Lenzi, presidente Cun. I relatori poi hanno parlato di argomenti di stretta attualità come il gesto atletico supportato dall'attenzione alla salute, la prestazione agonistica agevolata dal controllo dell'alimentazione, lo sport d'élite, ma anche quello più semplice, di base. A chiudere i lavori il professor Attilio Parisi, docente dell'Università del Foro Italico, che ha toccato uno delicati in tema di alimentazione sportiva. Quello degli integratori che troppo spesso hanno finito per essere associati e confusi con vere e proprie pratiche doping.
Riforma campionati: Abodi contro Tavecchio sulle promozioni in A
Carlo Tavecchio è stato chiaro: sulla riforma dei campionati lui sta con la serie A. "La lealtà sportiva- ha detto il n.1 Figc- prevede un vincitore e non tre, un concetto disatteso completamente. Il target normale è di 16-18 squadre per tutte le attività, ma far capire a un sistema che questa è la filosofia madre è durissima, direi quasi impossibile perché ci sono situazioni incancrenite. Ho spiegato alle Leghe che i campionati a 22 sono di difficile mantenimento e questo ora è oggetto di studio da parte delle Leghe". Insomma, lui sta con la Lega di A che fa filtrare, ufficiosamente questa proposta su retrocessioni-promozioni (nel caso, appunto, si dovesse scendere a 18 club): una sola diretta, altre due eventualmente ai playoff. La Lega B non ne vuole sapere, è pronta a scendere da 22 a 20 squadre ma con questa soluzione: due promozioni dirette in A, una eventuale ai playoff. E Andrea Abodi, n.1 della Lega cadetta, replica così a Tavecchio:"Non è vero che altrove c'è una sola promozione, così è solo in serie D. Ma la riforma dei campionati non si deve ridurre a quante squadre salgono o scendono. E' un approccio superficiale. La Lega di A si è mai interrogata su cosa fare? Non credo proprio. Servono 15 voti a favore, su venti, per fare la riforma. E io non accetto che si dica che è la Lega di B che non vuole andare avanti: noi abbiamo fatto due assemblee su questo argomento e le società si sono dichiarate d'accordo nel tagliare due club. Ma sulla riforma bisogna avere una visione complessiva". In ballo anche la mutualità. E Mario Macalli, n.1 della Lega Pro, è stato chiaro: "Noi la nostra riforma l'abbiamo già fatta". Renzo Ulivieri, presidente assocalciatori, seccato con la Figc in merito all'ultimo consiglio, ci ha detto: "Quando ci presenteranno dei progetti ne discuteremo. Ma per ora non c'è nulla". Sarà dura per Tavecchio venirne a capo: non può andare al Coni e chiedere di cambiare lo statuto Figc se prima Leghe e componenti non si mettono d'accordo.
Fondazione-bancomat: non c'è l'accordo. Se ne riparla ad aprile
I progetti sono fermi da tre mesi, ma non si trova un accordo. Ieri in via Allegri, prima del consiglio federale, c'è stata una lunga riunione della Fondazione che divide i soldi della legge Melandri, la Fondazione-bancomat come scritto da Repubblica. Andrea Agnelli era collegato da Torino via telefono, ma gli altri dirigenti c'erano tutti (compreso Carlo Mornati, vicesegretario Coni). Non si trova il punto di equilibrio, prossima riunione il 10 aprile.
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Interessante convegno all'Università del Foro Italico di Roma su "Nutrizione, sport e benessere. Dall'età evolutiva all'anziano fragile". Dopo il saluto del rettore Fabio Pigozzi (che ha ricordato lo "stile di vita" e le "buone pratiche su nutrizione e benessere") sono intervenuti anche il rettore Eugenio Gaudio dell'Università La Sapienza di Roma e il professor Andrea Lenzi, presidente Cun. I relatori poi hanno parlato di argomenti di stretta attualità come il gesto atletico supportato dall'attenzione alla salute, la prestazione agonistica agevolata dal controllo dell'alimentazione, lo sport d'élite, ma anche quello più semplice, di base. A chiudere i lavori il professor Attilio Parisi, docente dell'Università del Foro Italico, che ha toccato uno delicati in tema di alimentazione sportiva. Quello degli integratori che troppo spesso hanno finito per essere associati e confusi con vere e proprie pratiche doping.