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Striscioni, le indagini e gli abbonamenti a rischio

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Continuano le indagini (non facili) della questura di Roma per individuare quei tifosi che hanno esposto quattro striscioni "insultanti" (secondo il giudice sportivo) in occasione della gara Roma-Napoli. Una volta individuati (potrebbero essere alcune decine) saranno multati: niente Daspo, è una strada ritenuta complicata in questura e a rischio annullamento da parte del Tar del Lazio. Ma la multa sì. Un'ammenda di 200 euro: che potrebbe arrivare a seicento euro per chi ha esposto lo striscione, ha occupato le via di fuga e non ha rispettato il proprio posto "nominativo". C'è un regolamento d'uso che viene sottoscritto ogni volta che ci si abbona: e i tifosi della Curva Sud sono quasi tutti abbonati e quindi possessori della tessera del tifoso (in versione home o privilege). Una volta individuati sarà lo stesso Osservatorio del Viminale a chiedere alla Roma di revocare loro l'abbonamento per le partite che ancora restano da qui al termine della stagione (la Roma, anche se non è tenuta, potrebbe rifondere in parte il danno ai suoi tifosi). C'è da considerare, spiegano dal Viminale, che è previsto dalle norme approvate lo scorso aprile dalla Task Force: in caso di infrazione al regolamento d'uso (e la Roma ha anche avuto un danno d'immagine da questi striscioni e della squalifica della Curva Sud) è "obbligatoria" la sospensione "immediata" dei titoli di fidelizzazione, quindi degli abbonamenti. Un provvedimento che (forse) verrebbe apprezzato dai tanti abbonati alla Curva Sud, penalizzati dalla chiusura del loro settore. Ecco il dispositivo integrale del giudice sportivo Tosel: "Letta la relazione dei collaboratori dal Procuratore federale nella quale, tra l'altro, si attesta che i sostenitori della squadra giallo-rossa collocati ne l settore denominato "curva sud", all'inizio della gara ed al 40° del primo tempo, esibivano quattro striscioni, dal tenore provocatoriamente insultante per la madre di un sostenitore della squadra avversaria, deceduto in drammatiche circostanze; rilevato altresì che dal medesimo settore, al 3°, 14°, 22° e 40° minuto del primo tempo, venivano ancora una volta indirizzati ai tifosi partenopei insultanti cori espressivi di discriminazione per motivi di origine territoriale (cfr CU 75 del 31 ottobre 2014, CU 80 del 10 novembre 2014 ); considerata la gravità di tale comportamento, idoneo ad acuire il clima di tensione tra le opposte tifoserie; non ricorrendo il concorso delle circostanze ad effetto attenuante...". Chiusa quindi la curva per una giornata (partita con l'Atalanta) perché non ci sono state stavolta attenuanti e anche perché si sono aggiunti i cori contro Napoli. Sanzione severa, sicuramente: chi auspicava più turni di chiusura o addirittura l'estensione dello stop a tutto lo stadio non sa nemmeno di cosa si parla (e non conosce i regolamenti sportivi). La Roma, in linea con le dure posizioni di Pallotta, non ha fatto ricorso. Il Viminale ha apprezzato, molti tifosi giallorossi no.