Malagò:"Pronti a sfidare Parigi". Un nuovo accordo Coni-Alitalia
Roma 2024 ormai sa quali saranno le sue rivali olimpiche: nell'ordine, Boston, Amburgo e Parigi. Da qui a settembre potrebbero aggiungersi anche Baku e Budapest, ma il vero scontro sarà fra le due capitali di Italia e Francia. "Non poteva che scendere in campo Roma", ha ribadito Giovanni Malagò: per la verità il derby con Milano non è mai esistito (se non fra qualche politico in cerca di visibilità) ma ora Malagò si augura che cresca sempre più il consenso della Nazione alla candidatura. E spera di convincere gli scettici che ci sono ancora, eccome. "Noi preferiamo avere più rivali e più complicate, prima si pensava che ci fossimo solo noi a Boston, invece io ho sempre creduto che Parigi si sarebbe fatta avanti..." ha ricordato il n.1 del Coni. Malagò la prossima settimana sarà a Sochi per un importante summit di Sportaccord: ci saranno oltre al n.1 del Cio, Bach, tantissimi presidenti…
Roma 2024 ormai sa quali saranno le sue rivali olimpiche: nell'ordine, Boston, Amburgo e Parigi. Da qui a settembre potrebbero aggiungersi anche Baku e Budapest, ma il vero scontro sarà fra le due capitali di Italia e Francia. "Non poteva che scendere in campo Roma", ha ribadito Giovanni Malagò: per la verità il derby con Milano non è mai esistito (se non fra qualche politico in cerca di visibilità) ma ora Malagò si augura che cresca sempre più il consenso della Nazione alla candidatura. E spera di convincere gli scettici che ci sono ancora, eccome. "Noi preferiamo avere più rivali e più complicate, prima si pensava che ci fossimo solo noi a Boston, invece io ho sempre creduto che Parigi si sarebbe fatta avanti..." ha ricordato il n.1 del Coni. Malagò la prossima settimana sarà a Sochi per un importante summit di Sportaccord: ci saranno oltre al n.1 del Cio, Bach, tantissimi presidenti di Federazioni internazionali e tanti membri che fra due anni voteranno. Con Malagò partiranno da Roma, Fabbricini, Di Tommaso, la signora Bugno, Perillo e molti presidenti come Fraccari, Grandi, Croce, Aracu, eccetera. In Russia sarà presente ai lavori di Sportaccord anche il professor Fabio Pigozzi, membro di Giunta del Coni e rettore dell'Università del Foro Italico di Roma. Il cammino del Comitato Promotore di Roma 2024 procede intanto spedito: pronta anche la nuova sede, la Sala d'armi del Foro Italico (ex aula bunker). Sarà, come noto, una candidatura low cost, come è giusto che sia, ma intanto il Coni si rafforza con gli sponsor. Presentato oggi l'accordo con l'Alitalia. "Da oggi lo sport italiano vola più in alto", la battuta del presidente del Comitato olimpico. Un accordo nuovo, quello con l'Alitalia, studiato a lungo dall'ufficio marketing del Coni diretto da Diego Nepi: saranno interessate anche le Federazioni e le società sportive, più voleranno Alitalia più avranno delle facilitazioni. L'ad della compagnia di bandiera, Silvano Cassano, ha promesso inoltre una borsa di studio di 10.000 euro per ogni medaglia olimpica di Rio 2016, borsa che sarò destinata ai giovani atleti. Ora il Coni presenterà l'accordo con la Lottomatica, mentre ha già sponsor importanti che potranno dare un contributo anche alla candidatura olimpica (Unipol, Bnl, Armani, Fiat, Ferrero, Samsung). E potrebbero arrivare anche i treni di Italo: non per niente Luca di Montezemolo è fraterno amico di Malagò, presidente di Alitalia e del Comitato promotore di Roma 2924, e fra i fondatori di Italo. Un conflitto d'interesse stavolta positivo per lo sport italiano.
E ora si discute se vietare gli striscioni negli stadi
"Striscioni sì o no? Sono tutti meccanismi che vanno visti da un punto di vista tecnico e se aiutano in una logica di prevenzione. Uno strumento di questo genere andrebbe valutato anche rispetto al tema delle sanzioni, per evitare di dare un'arma impropria a delle piccole minoranze che provocano soltanto danni". Così il presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta, sull'ipotesi di vietare l'ingresso negli stadi italiani agli striscioni non ufficiali dei club. "Noi dobbiamo veramente ragionare a mente sgombra - chiarisce a margine della presentazione di 'Save the Dream Day' - per trovare tutte le soluzioni che portano a sanzionare i veri responsabili e a non caricare le società con la responsabilità oggettiva, responsabilità che spesso non sono nemmeno facili da esercitare". Anche Malagò sostiene che, se serve, si potrebbero vietare gli striscioni. Non si fa altro che vietare negli stadi italiani, visto che nessuno è in grado di identificare (o vuole farlo) chi ha esposto i quattro striscioni contro la mamma di Ciro Esposito.
E ora si discute se vietare gli striscioni negli stadi
"Striscioni sì o no? Sono tutti meccanismi che vanno visti da un punto di vista tecnico e se aiutano in una logica di prevenzione. Uno strumento di questo genere andrebbe valutato anche rispetto al tema delle sanzioni, per evitare di dare un'arma impropria a delle piccole minoranze che provocano soltanto danni". Così il presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta, sull'ipotesi di vietare l'ingresso negli stadi italiani agli striscioni non ufficiali dei club. "Noi dobbiamo veramente ragionare a mente sgombra - chiarisce a margine della presentazione di 'Save the Dream Day' - per trovare tutte le soluzioni che portano a sanzionare i veri responsabili e a non caricare le società con la responsabilità oggettiva, responsabilità che spesso non sono nemmeno facili da esercitare". Anche Malagò sostiene che, se serve, si potrebbero vietare gli striscioni. Non si fa altro che vietare negli stadi italiani, visto che nessuno è in grado di identificare (o vuole farlo) chi ha esposto i quattro striscioni contro la mamma di Ciro Esposito.