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Le leggende dello sport: ecco perché no a Dorando Pietri e Pantani

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Una bella iniziativa, la "Walk of fame" inaugurata ieri da Giovanni Malagò a Roma: il nostro sport ha avuto (ha) tanti campioni, non è stato facile scegliere i cento da ricordare nelle mattonelle lungo il viale delle Olimpiadi. L'iniziativa ha fatto discutere, come era logico: qualcuno si è stupito perché non c'erano Valentino Rossi, o Dorando Pietri o Marco Pantani. Rossi non c'è ma ci sarà perché le norme prevedono solo atleti che hanno concluso la loro attività agonostica e lui corre ancora, e vince. Malagò, dopo la Giunta Coni, disse: "E' chiaro che quando smetterà Valentina Vezzali sarà fra le prime a far parte della Walk of Fame". Lo stesso vale per Rossi, appunto, così come per Federica Pellegrini. E Dorando Pietri? Una leggenda, non c'è dubbio: ma purtroppo non vinse medaglie olimpiche. E Marco Pantani? Venne escluso dal Giro d'Italia 1999 per i valori troppo alti di ematocrito (52%) e fu sospeso per 15 giorni. Questo il motivo dell'esclusione dai 100 campionissimi.

Ecco cosa prevede il regolamento de "Le leggende dello sport italiano". Art. 1: è costituito presso il CONI l'elenco de "Le Leggende dello Sport Italiano". Art. 2: possono essere inclusi nell'elenco de "Le Leggende dello Sport Italiano" le atlete e gli atleti italiani di tutti i tempi appartenenti ad una FSN o al CIP che soddisfino i seguenti requisiti:
a) aver conseguito in carriera, individualmente o in squadra, almeno: una medaglia d'oro ai Giochi Olimpici (estivi o invernali) o Paralimpici, oppure la vittoria in un Campionato del Mondo;
b) aver contribuito a diffondere notevolmente la propria disciplina sportiva e/o aver determinato un considerevole impatto sulla vita sportiva e/o sociale del Paese;
c) aver cessato l'attività agonistica di alto livello da almeno dieci anni;
d) aver sempre tenuto un'irreprensibile condotta sportiva;
e) non aver mai ricevuto sanzioni per violazione delle norme antidoping.
Art. 3: il Coni, su proposta della Commissione Nazionale Atleti, include nell'elenco gli atleti e le atlete ritenuti meritevoli; ove esistano meriti specialissimi del candidato o candidata, in via eccezionale si potrà procedere all'inclusione anche in deroga ai requisiti a), b) e c) di cui all'art. 2, purché il candidato o candidata abbia terminato la carriera agonistica di alto livello.
Art. 4: l'elenco viene aggiornato all'inizio di ogni quadriennio olimpico, salvo diversa opportunità.

Coppa Italia: diritti esteri a B4Capital per 52 milioni, battuta Al Jazeera
Bel colpo per la Lega di serie A: i diritti esteri della Coppa Italia e della Supercoppa, per la prima volta, valgono quasi come quelli domestici. La “B4Capital” società internazionale con sedi in Lussemburgo, Londra, Miami e Dubai, ha vinto l'asta offrendo 52 milioni per tre anni (la Rai per i diritti domestici ne aveva pagati circa 60). “Un segnale di grande vitalità del calcio italiano”, ci ha detto Marco Bianchi, presidente di B4Capital. Battuta anche Al Jazeera, la tv araba che aveva concorso al bando con Bi In Sport, già radicata in tutto il mondo, e Futmedia Gestion de Derechos. Inoltre ha concorso Img Worldwide. Manca ancora l'ufficializzazione dell'assemblea ma i giochi sono fatti, con piena soddisfazione dei presidenti. La Lega di serie A porta a casa un grande successo: il presidente Maurizio Beretta e il suo staff, a cominciare dal direttore generale Marco Brunelli sino all'advisor Infront, sono riusciti a crescere in momenti di crisi, tanto che ora i diritti tv della massima serie valgono un miliardo e 200 milioni all'anno. E' vero che siamo ancora lontani dalla Premier League, ma quello è un altro mondo, inavvicinabile. Merito di stadi pieni, un campionato sempre vivo e diritti esteri venduti a cifre altissime. Ma per l'Italia questo è un segno importante. Intanto, la Lega di seroie B ha comunicato che l'offerta migliore per il campionato è stata di Sky Italia (battuta Mediaset Premium).