Imbarazzo e polemiche negli Usa per la candidatura olimpica 2024: a gennaio Boston l'ha spuntata (a sorpresa) su Los Angeles, San Francisco e Washington Dc. Ma da allora a Boston non fanno un passo avanti, sono solo polemiche: la popolazione è scettica sul "bid", teme lo sperpero di denaro pubblico. E i dirigenti del Comitato promotore navigano a vista e litigano fra loro: ora si pensa ad un referendum pubblico nel novembre del prossimo anno, in occasione delle elezioni politiche. Ma non si sa se la candidatura reggerà sino a quella data: il comitato olimpico Usa (Usoc) ha dovuto intervenire più volte, e con imbarazzo, per smentire che Los Angeles è pronta a subentrare, nel caso Boston non ce la facesse. Ma questa ipotesi non è affatto da escludere: certo, la candidatura Usa perderebbe di forza e di prestigio, dopo due bocciature (New York e Chicago). Ma Boston non decolla e i media statunitensi ogni giorno sono più critici.
Intanto Amburgo il 29 novembre di quest'anno terrà il suo referendum come previsto dalla legge tedesca dei "Land": ma la popolazione lì a favore della candidatura. Roma, infine. Incontro, l'ennesimo, fra Malagò e Marino: rapporti ottimi, garantisce il n.1 del Coni. A fare da ufficiale di collegamento fra mondo sportivo e mondo politico tocca a Luca Pancalli, n.2 del Comitato promotore ed ex assessore alle sport della Comune di Roma. Pancalli conosce tempi, e meccanismi, della politica. Ma adesso ci vuole un cambio di passo, e la palla tocca a Marino: ha perfettamente ragione Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, quando si lamenta perché in occasione degli Internazionali il Comune gli ha negato Piazza del Popolo e il Colosseo (per i sorteggi). Ci vuole elasticità e buon senso. Doti che saranno molto utili anche per la candidatura olimpica. Una curiosità infine: Budapest pare intenzionata a candidarsi ma l'Ungheria ha dovuto rinunciare ad ospitare il congresso mondiale di handball perché 63 Paesi non avevano rappresentanza e i loro delegati non potevano quindi avere il visto. Una cosa grave, di sicuro non sfuggita al Cio.
Intanto Amburgo il 29 novembre di quest'anno terrà il suo referendum come previsto dalla legge tedesca dei "Land": ma la popolazione lì a favore della candidatura. Roma, infine. Incontro, l'ennesimo, fra Malagò e Marino: rapporti ottimi, garantisce il n.1 del Coni. A fare da ufficiale di collegamento fra mondo sportivo e mondo politico tocca a Luca Pancalli, n.2 del Comitato promotore ed ex assessore alle sport della Comune di Roma. Pancalli conosce tempi, e meccanismi, della politica. Ma adesso ci vuole un cambio di passo, e la palla tocca a Marino: ha perfettamente ragione Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, quando si lamenta perché in occasione degli Internazionali il Comune gli ha negato Piazza del Popolo e il Colosseo (per i sorteggi). Ci vuole elasticità e buon senso. Doti che saranno molto utili anche per la candidatura olimpica. Una curiosità infine: Budapest pare intenzionata a candidarsi ma l'Ungheria ha dovuto rinunciare ad ospitare il congresso mondiale di handball perché 63 Paesi non avevano rappresentanza e i loro delegati non potevano quindi avere il visto. Una cosa grave, di sicuro non sfuggita al Cio.