In pressing su Platini (ma la volata è lunga)
"Il nostro candidato è Platini, sempre che intenda candidarsi. Ho deciso di votare di concerto con la Uefa e non dare il mio voto a Blatter, ma non è stata una vittoria. C'è stato da parte della nostra Federazione un atteggiamento corretto. Mi dispiace molto sul piano personale. Blatter è venuto in Italia ai Mondiali di beach soccer perché l'ho portato io. Il fatto di non votarlo è stata una decisione sofferta ma davanti ad una situazione di non chiarezza, non potevo votarlo a scatola chiusa". Carlo Tavecchio, presidente Figc, rivendica la sua scelta anche se pressioni “italiane” gli avevano suggerito di appoggiare Blatter. “E' stata una vittoria dell'Uefa e della Figc” ricorda Giancarlo Abete. "Penso, come ha detto il presidente Tavecchio, che la Federcalcio italiana ha avuto un comportamento lineare, ha seguito e condiviso con la Uefa una linea e cioè che non si poteva e non si pu…
"Il nostro candidato è Platini, sempre che intenda candidarsi. Ho deciso di votare di concerto con la Uefa e non dare il mio voto a Blatter, ma non è stata una vittoria. C'è stato da parte della nostra Federazione un atteggiamento corretto. Mi dispiace molto sul piano personale. Blatter è venuto in Italia ai Mondiali di beach soccer perché l'ho portato io. Il fatto di non votarlo è stata una decisione sofferta ma davanti ad una situazione di non chiarezza, non potevo votarlo a scatola chiusa". Carlo Tavecchio, presidente Figc, rivendica la sua scelta anche se pressioni “italiane” gli avevano suggerito di appoggiare Blatter. “E' stata una vittoria dell'Uefa e della Figc” ricorda Giancarlo Abete. "Penso, come ha detto il presidente Tavecchio, che la Federcalcio italiana ha avuto un comportamento lineare, ha seguito e condiviso con la Uefa una linea e cioè che non si poteva e non si può comunque trascurare quello che sta succedendo all'esterno e all'interno della Fifa", spiega il dg della Figc, Michele Uva. "Tavecchio ha seguito una linea molto coerente che penso che oggi gli abbia dato un super conforto- ha aggiunto il direttore general - Non è stato facile perché di solito diventa difficile mettersi contro i potenti e quindi penso che la linea italiana, quella del presidente Tavecchio, sia stata oculata, ponderata e sia stata di sistema: la Uefa è la nostra confederazione".
"Ho visto un congresso molto strano, dove non ci sono state presentazioni reali dei fatti successi. Per me è stato un crescendo di sfiducia vedendo che anche il secondo giorno non si è parlato di niente", ha aggiunto il numero uno della Figc che sui Mondiali in Qatar ha spiegato: "Sono a rischio? Questo lo deciderà l'esecutivo che andrà a costituirsi e a questo proposito voglio dire che sarebbe anacronistico che chi ha dato le dimissioni per manifesta impossibilità di gestione possa costituire fatti per procurare altre soluzioni per sistemare sia lo statuto che la parte sportiva". Insomma, Blatter è out. E adesso? Zigo, Figo, Ginola e il principe Ali di Giordania potrebbero candidarsi. Ma si aspetta una mossa di Platini e dello sceicco Al Sabah, senza dimenticare che bisognerà fare ancora i conti con Blatter, che ha preso 133 voti e qualche pedina potrebbe muoverla ancora. Fra i nomi che circolano c'è anche il cinquantemme italo-svizzero Domenico Scala, presidente del Comitato di controllo della Fifa che ora dovrà organizzare il congresso elettivo: ma è un funzionario, pur importante, non un politico. Che possibilità avrebbe? La volata è comunque lunga. Ma l'Italia conta, eccome: ed è in buona compagnia contro Blatter e la sua (folle) politica. La Germania, l'Inghilterra, la Polonia (di Boniek), i Paesi scandinavi si sono schierati contro l'ex dittatore. La Francia, che pure l'ha votato, ora starà con Platini. E la Russia ? E' con Blatter ma ora che farà? A Putin interessano i Mondiali 2018: forse in Fifa cadrà qualche altra testa ma fra tre anni si gareggerà in Russia. Improbabile che possano revocare l'assegnazione, anche se da Londra insistono.
Cagliari, il pugno duro: dieci Daspo. Ma non è finita...
Pugno duro. Il questore di Cagliari, Filippo Dispensa, l'aveva promesso e ora ha mantenuto la promessa. Sono complessivamente dieci infatti i Daspo e le denunce per violenza privata scattate nei confronti di altrettanti ultrà del Cagliari per l'irruzione nel Centro sportivo di Assemini, durante il ritiro della squadra, la sera del 17 aprile. Per otto dei tifosi - tutti appartengono agli Sconvolts della Curva Nord - è stato emesso un Daspo della durata di otto anni, visto che hanno precedenti specifici e precedenti provvedimenti di allontanamento dagli stadi (per quattro di loro era già in atto, uno ne aveva già avuti due). Per gli altri due tifosi identificati il provvedimento di allontanamento è della durata di cinque anni. I dieci - è la prima volta che accade - hanno anche il divieto di avvicinarsi 24 ore prima e 24 ore dopo ad Asseminello, oltre l'obbligo di firma. Secondo quanto accertato dagli agenti della Digos, coordinati dal dirigente Alfonso Polverino, sono una ventina i tifosi responsabili del blitz. Le indagini sono ancora in corso per identificare gli altri. Per tutti è scattata anche la denuncia per violenza privata visto che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, prima avrebbero incontrato i giocatori all'esterno di Asseminello, poi sono entrati all'interno della recinzione, rimanendo a parlare con i giocatori. Una discussione animata a distanza ravvicinata in cui ci sarebbe stato anche qualche contatto. "Un monito per tutti", spiega Filippo Dispenza. Altri Daspo arriveranno mentre non è escluso che possano essere coinvolti anche un paio di giocatori del Cagliari.
"Ho visto un congresso molto strano, dove non ci sono state presentazioni reali dei fatti successi. Per me è stato un crescendo di sfiducia vedendo che anche il secondo giorno non si è parlato di niente", ha aggiunto il numero uno della Figc che sui Mondiali in Qatar ha spiegato: "Sono a rischio? Questo lo deciderà l'esecutivo che andrà a costituirsi e a questo proposito voglio dire che sarebbe anacronistico che chi ha dato le dimissioni per manifesta impossibilità di gestione possa costituire fatti per procurare altre soluzioni per sistemare sia lo statuto che la parte sportiva". Insomma, Blatter è out. E adesso? Zigo, Figo, Ginola e il principe Ali di Giordania potrebbero candidarsi. Ma si aspetta una mossa di Platini e dello sceicco Al Sabah, senza dimenticare che bisognerà fare ancora i conti con Blatter, che ha preso 133 voti e qualche pedina potrebbe muoverla ancora. Fra i nomi che circolano c'è anche il cinquantemme italo-svizzero Domenico Scala, presidente del Comitato di controllo della Fifa che ora dovrà organizzare il congresso elettivo: ma è un funzionario, pur importante, non un politico. Che possibilità avrebbe? La volata è comunque lunga. Ma l'Italia conta, eccome: ed è in buona compagnia contro Blatter e la sua (folle) politica. La Germania, l'Inghilterra, la Polonia (di Boniek), i Paesi scandinavi si sono schierati contro l'ex dittatore. La Francia, che pure l'ha votato, ora starà con Platini. E la Russia ? E' con Blatter ma ora che farà? A Putin interessano i Mondiali 2018: forse in Fifa cadrà qualche altra testa ma fra tre anni si gareggerà in Russia. Improbabile che possano revocare l'assegnazione, anche se da Londra insistono.
Cagliari, il pugno duro: dieci Daspo. Ma non è finita...
Pugno duro. Il questore di Cagliari, Filippo Dispensa, l'aveva promesso e ora ha mantenuto la promessa. Sono complessivamente dieci infatti i Daspo e le denunce per violenza privata scattate nei confronti di altrettanti ultrà del Cagliari per l'irruzione nel Centro sportivo di Assemini, durante il ritiro della squadra, la sera del 17 aprile. Per otto dei tifosi - tutti appartengono agli Sconvolts della Curva Nord - è stato emesso un Daspo della durata di otto anni, visto che hanno precedenti specifici e precedenti provvedimenti di allontanamento dagli stadi (per quattro di loro era già in atto, uno ne aveva già avuti due). Per gli altri due tifosi identificati il provvedimento di allontanamento è della durata di cinque anni. I dieci - è la prima volta che accade - hanno anche il divieto di avvicinarsi 24 ore prima e 24 ore dopo ad Asseminello, oltre l'obbligo di firma. Secondo quanto accertato dagli agenti della Digos, coordinati dal dirigente Alfonso Polverino, sono una ventina i tifosi responsabili del blitz. Le indagini sono ancora in corso per identificare gli altri. Per tutti è scattata anche la denuncia per violenza privata visto che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, prima avrebbero incontrato i giocatori all'esterno di Asseminello, poi sono entrati all'interno della recinzione, rimanendo a parlare con i giocatori. Una discussione animata a distanza ravvicinata in cui ci sarebbe stato anche qualche contatto. "Un monito per tutti", spiega Filippo Dispenza. Altri Daspo arriveranno mentre non è escluso che possano essere coinvolti anche un paio di giocatori del Cagliari.