Le (splendide) divise di Giorgio Armani per Rio 2016, il sì unanime ed entusiasta della Giunta Coni alla candidatura di Roma 2024 (ha votato anche Franco Carraro, fatto raro): la trasferta del Coni a Milano, all'Expo, ha ribadito l'intenzione di coltivare il sogno olimpico. Con maggiore fermezza (anche se Renzi, ultimamente, è stato occupato altrove). Nel pomeriggio anche il Consiglio nazionale si è espresso all'unamità per Roma 2024 partita in vantaggio sulle sue rivali. Malagò e Montezemolo lavorano in piena sincronia, tanti i problemi ancora da risolvere (Villaggio, velodromo, eccetera), ma la presenza a Milano del sindaco Ignazio Marino ha riportato serenità ed entusiasmo nel gruppo olimpico. Il prossimo anno Malagò si ricandida per il suo secondo mandato al Coni: fose avrà un avversario (o due), ancora è presto per venire allo scoperto. Di sicuro ha un nemico in Giunta Coni, Paolo Barelli: il n.1 della Federnuoto ha annunciato un libro bianco sull sport, a partire dai Mondiali di nuoto 2009, quando si sancì lo strappo con Malagò. Il libro è a cura della Fin e andrà sino ai giorni nostri. In Giunta, Barelli ha ricordato la lunga indagine di Befera jr nei confronti della Federnuoto: “E' partito per andare a caccia grossa, è tornato con un topolino...”. L'audit ha riguardato altre federazioni. Barelli è stato prosciolto dall'accusa di truffa aggravata, dopo l'esposto della Coni Servizi: ma lo scontro fra pm e gip continua, tanto che il pm adesso chiede il parere della in Cassazione per provvedimento abnorme. Ora è più di un anno che si danno battaglia Malagò e Barelli, facendo ricchi soprattutto gli avvocati: e non finisce di sicuro qui. Peccato (per lo sport).