La situazione del Comune di Roma "ci crea evidente apprensione", ammette Giovanni Malagò, dopo l'ultima Giunta Coni prima delle vacanze e prima della sua partenza per Kuala Lumpur dove assisterà al congresso del Cio. E' in ballo la candidatura di Roma 2024: il mondo dello sport sinora si è mosso bene, Malagò cerca di essere ancora ottimista ma la situazione di Marino ormai è conosciuta in tutto il mondo e creare non pochi problemi. Malagò per questo ha chiesto un incontro urgente con Matteo Renzi che lo riceverà mercoledì mattina quasi all'alba (ore 8) a Palazzo Chigi. L'allarme ormai è alto. Malagò ha detto che parlerà in Malesia, dopo il possibile rimpasto della Giunta comunale. Inoltre Malagò chiederà anche a Renzi di accelerare la pratica per dare la delega allo sport: potrebbe tenerla lo stesso premier, con un capo dipartimento. Possibile anche che tocchi a Valentina Vezzali (vedi Spy Calcio del 14 luglio ) che farebbe così il ministro dello sport: non è piaciuta a Malagò la petizione lanciata dalla calciatrice Patrizia Panico contro la Vezzali (in quanto politica, non certo come sportiva). Per questo ha chiesto a Renzi di decidere in fretta: la Vezzali al Coni andrebbe bene, ma soprattutto la candidatura italiana ai Giochi ha bisogno di un appoggio forte del governo, e negli ultimi tempi Renzi sull'argomento si è un po' defilato, forse anche perché distratto da altri problemi . Malagò e Montezemolo sinora hanno lavorato bene, ma c'è da recuperare "credibilità internazionale" perché la situazione di Roma ormai ha fatto il giro del mondo. La Vezzali, nel caso non facesse il ministro dello sport, potrebbe avere un ruolo nel comitato promotore di Roma 2024. In Malesia andranno Malagò, Claudia Bugno, Perillo e Di Tommaso: ci saranno 100 membri Cio (8 in uscita, due nuovi). E' importante fare lobby, dimostrare la credibilità di Roma che ha problemi certo, ma non come Boston (potrebbe davvero ritirarsi). Tutto dipende comunque da Renzi: lui può dare la svolta, le garanzie che il governo è al fianco della candidatura. Intanto la Federnuoto ha denunciato per calunnia alla Procura della Repubblica di Roma il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini, per le sue dichiarazioni fatte due anni e mezzo fa. Molti membri di Giunta hanno espresso piena solidarietà a Fabbricini (Carraro ha ricordato come il problema in realtà sia fra Malagò e Barelli). Il n.1 del nuoto ha detto che si tratta di "un atto dovuto". Continua intanto la causa della Fin al Tar del Lazio. Una vicenda ormai che si trascina da troppo tempo. Una notizia importante arriva intanto dagli Stati Uniti: Il Comitato Olimpico americano (Usoc) rinuncia alla candidatura di Boston per i Giochi del 2024. A spingere alla rinuncia è stata - secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa americana - la resistenza del sindaco di Boston, Martin Walsh, che ha chiesto più tempo prima di impegnarsi e impegnare i soldi dei contribuenti. La scadenza per nominare la città per i Giochi Olimpici del 2024 è il prossimo 15 settembre e se l'Usoc deciderà di restare in gara, Los Angeles sembra la scelta più probabile.
Lega Pro: il magistrato Miele contro i magistrati...
Il magistrato della Corte dei Conti, Tommaso Miele, è stato scelto come commissario straordinario, quindi con pieni poteri e autonomia (come ricorda sempre), della Lega Pro sino al 31 ottobre. Fra i suoi primi provvedimenti, quello di non ottemperare ad una sentenza di un giudice (del lavoro) di Firenze che aveva ordinato il reintegro di Francesco Ghirelli nel ruolo di direttore generale della Lega. Il motivo non si sa. Così la Lega paga due dg (Ghirelli, appunto, più Cipollini), cosa che chiaramente poco soddisfa i club in bolletta. Inoltre stranamente Miele non ha ancora iniziato a lavorare con i suoi tre vice (Dino Feliziani, Salvatore Lombardo e Paolo Marcheschi), né ha dato loro alcuna delega e alcun incarico. Inoltre il commissario non tiene contatti con i due consiglieri federali Gabriele Gravina e Archimede Pitrolo. Mercoledì ci sarà un incontro fra le tre Leghe professionistiche per parlare di riforma dei campionati: chi ci andrà per la Lega Pro? Giacarlo Abete in consiglio federale si era opposto con estrema decisione ad un commissariamento sino al 31 dicembre (come voleva Lotito), convincendo anche Tavecchio: ma se il lavoro a Firenze procede con questo ritmo ci vorranno anni, non mesi...
Lega Pro: soltanto 4 club hanno chiesto il ripescaggio
Gironi probabilmente monchi in Lega Pro: per ora hanno fatto domanda di ripescaggio solo Albinoleffe, Pordenone, Monopoli e Taranto (ma pare senza i 500.000 euro di garanzia). Difficile quindi si arrivi a quota 60. Intanto il Forlì, il Gubbio e la Sambenedettese hanno impugnato davanti al collegio di garanzie del Coni le norme sui ripescaggi sostenendo che le cifre richieste sono troppo onerose e che la Figc non poteva imporre queste norme. E ora arrivano i processi per il calcioscommesse.
Lega Pro: il magistrato Miele contro i magistrati...
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