Ora Giovanni Malagò, nel suo ufficio al primo piano del Coni, dovrà togliere la foto di Sepp Blatter. Il n.1 della Fifa infatti non è più un membro del Comitato Olimpico Internazionale, che a Kuala Lumpur (Malesia) ha concluso i lavori della sua 128esima sessione. Il 79enne dirigente svizzero, travolto dallo scandalo che ha decapitato la Federazione internazionale del calcio e che lo ha costretto a indire nuove elezioni, ha scritto una lettera al presidente del Cio, Thomas Bach, annunciando in pratica le sue dimissioni anticipate, visto che il mandato era in scadenza il prossimo febbraio. Mese, questo, in cui il giorno 26 si terranno anche le nuove elezioni della Fifa, con il presidente dell'Uefa, Michel Platini, che si è candidato e, almeno per ora, pare il favorito. Blatter comunque non avrebbe potuto votare nel settembre 2017 per l'Olimpiade '24, ormai non conta più quasi nulla almeno a livello Cio (non più nemmeno uscire dalla Svizzera per timore dell'Fbi...) e quindi per la candidatura di Roma non cambia nulla. Come noto, Malagò ha tutte le foto dei membri Cio, quelli che nel settembre 2017 voteranno per le Olimpiadi 2024. Il Cio ha eletto in Malesia due nuovi membri, entrambi con un totale di 77 voti sugli 83 complessivi: si tratta del serbo Nenad Lalovic, presidente della Federazione internazionale di lotta, e di Mamadou Ndiaye, numero uno del comitato olimpico senegalese. Malagò li conosce bene entrambi, ed ha pronte le loro foto. E' stata anche ratificata la decadenza di alcuni membri, come l'intramontabile russo Vitaly Smirnov, classe 1935, il più anziano in carica. Eletto nel 1971, già ministro dello Sport sovietico con Leonid Breznev, nonché presidente del Comitato organizzatore dei Giochi a Mosca nel 1980 (quelli del boicottaggio dell'occidente).
Dopo l'addio di Smirnov, il più anziano (di nomina, non sotto il profilo anagrafico) fra i membri Cio è diventato Dick Pound (Canada), seguito da Franco Carraro che, con Ottavio Cinquanta e Mario Pescante, forma il trio italiano in seno al Comitato olimpico. In questa sessione sono decaduti anche Lambis Nikolau, che lascia per la prima volta la Grecia orfana nel Cio, almeno fino alla sessione di Rio de Janeiro (2, 3 e 4 agosto 2016); lo statunitense James Easton, sindaco del Villaggio olimpico a Los Angeles 1984; il messicano Olegario Vazquez Rana, presidente mondiale del tiro; il libanese Toni Khoury; l'uruguayano Julio Cesar Maglione, presidente mondiale del nuoto (Fina); Patrick Chamunda, presidente del Comitato olimpico zambiano; Andres Botero Philipsbourne, ministro dello Sport colombiano. Questi otto diventano comunque membri onorari del Cio (ma senza diritto di voto). Importante conferma per lo spagnolo Josè Perurena, presidente mondiale della canoa, che rimarrà in carica altri quattro anni, e questo nonostante abbia già compiuto 70 anni, dunque di norma sarebbe dovuto decadere. Con queste decadenze, e con l'addio anticipato di Blatter, i membri del Cio scendono quindi a 93. Anche perché, oggi in Malesia, come detto ne sono stati eletti due: Nenad Lalovic (Serbia), presidente mondiale della lotta, e Mamadou Diagna Ndiaye, presidente del Comitato olimpico senegalese, che proprio nei giorni scorsi aveva firmato a Roma un protocollo di cooperazione con il Coni. La delegazione italiana è ripartita per Roma dopo un lavoro attento, capillare di lobby in Malesia. Anche perché non sempre il dossier è decisivo per l'assegnazione dei Giochi olimpici: Rio, ad esempio, aveva il peggiore, eppure ha avuto l'edizione del 2016. Battendo anche Obama...
Dopo l'addio di Smirnov, il più anziano (di nomina, non sotto il profilo anagrafico) fra i membri Cio è diventato Dick Pound (Canada), seguito da Franco Carraro che, con Ottavio Cinquanta e Mario Pescante, forma il trio italiano in seno al Comitato olimpico. In questa sessione sono decaduti anche Lambis Nikolau, che lascia per la prima volta la Grecia orfana nel Cio, almeno fino alla sessione di Rio de Janeiro (2, 3 e 4 agosto 2016); lo statunitense James Easton, sindaco del Villaggio olimpico a Los Angeles 1984; il messicano Olegario Vazquez Rana, presidente mondiale del tiro; il libanese Toni Khoury; l'uruguayano Julio Cesar Maglione, presidente mondiale del nuoto (Fina); Patrick Chamunda, presidente del Comitato olimpico zambiano; Andres Botero Philipsbourne, ministro dello Sport colombiano. Questi otto diventano comunque membri onorari del Cio (ma senza diritto di voto). Importante conferma per lo spagnolo Josè Perurena, presidente mondiale della canoa, che rimarrà in carica altri quattro anni, e questo nonostante abbia già compiuto 70 anni, dunque di norma sarebbe dovuto decadere. Con queste decadenze, e con l'addio anticipato di Blatter, i membri del Cio scendono quindi a 93. Anche perché, oggi in Malesia, come detto ne sono stati eletti due: Nenad Lalovic (Serbia), presidente mondiale della lotta, e Mamadou Diagna Ndiaye, presidente del Comitato olimpico senegalese, che proprio nei giorni scorsi aveva firmato a Roma un protocollo di cooperazione con il Coni. La delegazione italiana è ripartita per Roma dopo un lavoro attento, capillare di lobby in Malesia. Anche perché non sempre il dossier è decisivo per l'assegnazione dei Giochi olimpici: Rio, ad esempio, aveva il peggiore, eppure ha avuto l'edizione del 2016. Battendo anche Obama...