“Denunce coperte dall'anominato, così si combatte l'omertà nel calcio”: Andrea Abodi, presidente della Lega di B, non è certo un tipo che si arrende facilmente. Anzi, dopo l'estate orribile (non solo il caso Catania), ha già pronta un'altra proposta. Nel calcio, si sa, esiste omertà: se n'era lamentato anche il pm di Cremona, Di Martino, e se n'era accorto, a sue spese, anche Simone Farina, emarginato e ora prezioso consulente di Abodi . Il n.1 dei cadetti, che partono finalmente oggi, ha intenzione di chiedere non solo un'ilteriore inasprimento delle pene ma anche, come detto, la “copertura” con l'anominato per chi denucia tentativi di combines, o scommesse illecite. Solo così si può frantumare il “muro” che è sempre più spesso: molto ha fatto l'aver portato sino a 9 anni di carcere la legge che riguarda la frode sportiva e adesso molto potrà fare, quando ci sarà, la confisca dei beni. Il primo passaggio c'è stato in Consiglio dei ministri ieri, ora tocca al Parlamento. Anche i club potrebbero essere costretti a pagare. La proposta era arrivata da Abodi, subito recepita dal consiglio federale, e dai ministri dell'Interno e della Giustizia. Va dato atto al ministro Angelino Alfano di un'attenzione particolare al mondo del pallone, con norme più attuali ed efficaci (anche se forse il Daspo di gruppo è una misura poco efficace e che si poteva evitare).
Abodi è un vulcano di idee dal cartellino verde, per premiare i gesti di fair play, sino alla volontà di dare alla strutture che gestiscono il calcio una maggiore capacità di intervento. Prendiamo la procura federale, oberatissima di lavoro: ottima l'iniziativa di Carlo Tavecchio di creare tre mini-procure (Milano, Roma e Napoli) che si occuperanno, si spera presto, di tutti i casi che riguardano i dilettanti, e sono la stragrande maggioranza. La procura di Roma invece si occuperà dei professionisti. Ma Abodi vorrebbe anche che la giustizia sportiva fosse dotata finalmente di strumenti più moderni, con quella informatizzazione che ancora non c'è. Necessaria una banca dati, su tutti gli atti e suoi tesserati. Inoltre, mi permetto di aggiungere, bisognerebbe creare un gruppo di 007 che possa lavorare a tempo pieno e non percepisca più un modesto rimborso spese come capita adesso. Ci vogliono professionisti (ex magistrati, ex poliziotti, eccetera) per contrastare le troppe persone che barano, come si è visto anche ultimamente.
Abodi, inoltre, è impegnato in prima persona sul fronte della riforma dei campionati: Tavecchio ha spostato la data limite al 30 settembre ma non ci sono, almeno al momento, avvisaglie di un accordo. Che succederà? Abodi vuole ridurre la B da 22 club a 20 (l'ideale sarebbe 18) ma sa che ora c'è il rischio di rimandare a chissà quando l'avvio della riforma. Sì, perchè ci vorrebbero almeno di un paio d'anni per arrivare al nuovo format e il traguardo del 2017-'18 si allontana. La A per ora non si muove (vedi Spy Calcio del 30 agosto): Tavecchio non può fare molto in questa situazione, è prigioniero dei veti. Abodi ha iniziato a dialogare con la Lega Pro, col commissario Miele, ma si deve arrivare ad un piano globale, che coinvolga non solo le quattro Leghe, ma anche calciatori, allenatori e arbitri. Tutti. E questo ci sembra, almeno per ora, quasi un'utopia (attenzione, però, a Tavecchio...). Il prossimo anno si vota: chi si candiderà per la Figc? L'attuale presidente di sicuro, l'ha già fatto capire. E poi? Non si sa, almeno per ora: Abodi pare più intenzionato, semmai, a tentare la scalata alla Lega di A, scalata che fallì di poco. E Abete? Ha avuto il coraggio (in Italia è da pochi) di dimettersi dopo il flop mondiale: è molto attivo, sia in Figc sia in Giunta Coni. Ma per ora anche lui aspetta prima di prendere una decisione.
Azzurri in tv, mai così male negli ultimi quattro anni
Non è basta la verve e la simpatia del Trap, Italia-Malta sul fronte tv è stato un (mezzo) flop: 6,3 milioni di spettatori e 28, 7% di share. Mai così male nell'era Conte e mai così male negli ultimi quattro anni: solo Italia-Far Oer (2-0-'11), aveva fatto peggio: 6,1 milioni di spettatori, 28,5% di share.
Abodi è un vulcano di idee dal cartellino verde, per premiare i gesti di fair play, sino alla volontà di dare alla strutture che gestiscono il calcio una maggiore capacità di intervento. Prendiamo la procura federale, oberatissima di lavoro: ottima l'iniziativa di Carlo Tavecchio di creare tre mini-procure (Milano, Roma e Napoli) che si occuperanno, si spera presto, di tutti i casi che riguardano i dilettanti, e sono la stragrande maggioranza. La procura di Roma invece si occuperà dei professionisti. Ma Abodi vorrebbe anche che la giustizia sportiva fosse dotata finalmente di strumenti più moderni, con quella informatizzazione che ancora non c'è. Necessaria una banca dati, su tutti gli atti e suoi tesserati. Inoltre, mi permetto di aggiungere, bisognerebbe creare un gruppo di 007 che possa lavorare a tempo pieno e non percepisca più un modesto rimborso spese come capita adesso. Ci vogliono professionisti (ex magistrati, ex poliziotti, eccetera) per contrastare le troppe persone che barano, come si è visto anche ultimamente.
Abodi, inoltre, è impegnato in prima persona sul fronte della riforma dei campionati: Tavecchio ha spostato la data limite al 30 settembre ma non ci sono, almeno al momento, avvisaglie di un accordo. Che succederà? Abodi vuole ridurre la B da 22 club a 20 (l'ideale sarebbe 18) ma sa che ora c'è il rischio di rimandare a chissà quando l'avvio della riforma. Sì, perchè ci vorrebbero almeno di un paio d'anni per arrivare al nuovo format e il traguardo del 2017-'18 si allontana. La A per ora non si muove (vedi Spy Calcio del 30 agosto): Tavecchio non può fare molto in questa situazione, è prigioniero dei veti. Abodi ha iniziato a dialogare con la Lega Pro, col commissario Miele, ma si deve arrivare ad un piano globale, che coinvolga non solo le quattro Leghe, ma anche calciatori, allenatori e arbitri. Tutti. E questo ci sembra, almeno per ora, quasi un'utopia (attenzione, però, a Tavecchio...). Il prossimo anno si vota: chi si candiderà per la Figc? L'attuale presidente di sicuro, l'ha già fatto capire. E poi? Non si sa, almeno per ora: Abodi pare più intenzionato, semmai, a tentare la scalata alla Lega di A, scalata che fallì di poco. E Abete? Ha avuto il coraggio (in Italia è da pochi) di dimettersi dopo il flop mondiale: è molto attivo, sia in Figc sia in Giunta Coni. Ma per ora anche lui aspetta prima di prendere una decisione.
Azzurri in tv, mai così male negli ultimi quattro anni
Non è basta la verve e la simpatia del Trap, Italia-Malta sul fronte tv è stato un (mezzo) flop: 6,3 milioni di spettatori e 28, 7% di share. Mai così male nell'era Conte e mai così male negli ultimi quattro anni: solo Italia-Far Oer (2-0-'11), aveva fatto peggio: 6,1 milioni di spettatori, 28,5% di share.