Aumenta il calcio-spezzatino, calano gli ascolti. Novantesimo Minuto stavolta ha fatto l'8,05% share, 1.148.000 spettatori: meno della scorsa settimana. Il direttore Carlo Paris ha sbagliato formula: Paola Ferrari e Marco Mazzocchi sono due grandi professionisti, di grande esperienza in Casa Rai, ma si pestano i piedi. Così non funziona, non può funzionare. Piccolo calo anche per la Domenica Sportiva, affidata ad Aessandro Antinelli: 10,38%, 1.325.000. Premium Sport: le partite pomeridiane hanno sfiorato il 4 per cento di share, "Verona-Lazio e Diretta Premium hanno superato la concorrenza pay", spiega un comunicato Mediaset. Intanto, secondo lo Smart Panel Sky, la partita Inter-Fiorentina è stata vista da 1.490.000 spettatori medi complessivi (share auditel 5,22%) .
Abodi si fa avanti: "Vorrei dare un'anima diversa alla serie A"
"Due anni fa non ero pronto a raccogliere quella sfida, nata durante una cena con alcuni amici. Oggi, dopo anni di intenso lavoro, mi piacerebbe dare un'anima diversa all'attuale Serie A". Sono le parole di Andrea Abodi, presidente della Lega Serie B, ospite a "La Partita Perfetta", in onda ieri sera su Sport1. "Abbiamo tolto la definizione "di Serie B": da sempre suonava come dispregiativo - le parole di Abodi - Al mio arrivo abbiamo trovato tantissimi anni di storia e un libro pieno di pagine bianche ancora da scrivere. I numeri sono dalla nostra: il 75% dei nostri giocatori sono italiani, il 38% degli under 21. Questo ci spinge ad un grande lavoro, anche sui social network, finalizzato a suscitare interesse verso il nostro campionato". Il caso Catania, ha ricordato il presidente della Lega di B, "è stato un momento davvero complicato. L'ho vissuto come un tradimento: basta pensare che una delle quattro gare incriminate l'ho vista allo stadio, come mi piace fare. E Pulvirenti, addirittura, mi telefonò lamentandosi per il trattamento ricevuto da alcuni siti che parlavano di sospetti. Molti tifosi del Catania continuano a domandarmi: "Abbiamo capito chi ha comprato le partite. Ma chi le ha vendute?". Il 2016 sarà anno di cariche in scadenza. "Ci sono dei momenti in cui deve prevalere il bene comune e Tavecchio rappresentava quello. Era il candidato che metteva d'accordo le quattro Leghe ed è solo quello il significato del mio appoggio a quella candidatura. Serie A? Non sarà, in caso, una mia spontanea candidatura ma una richiesta che partirà dalle società. Mi piacerebbe dare un'anima diversa all'attuale campionato". Abodi fu sconfitto, di poco, da Maurizio Beretta. Ora è pronto a riprovarci: e questo significa che Tavecchio potrebbe avere il via libera per essere rieletto presidente della Figc.
Lega Pro: non c'è pace nemmeno col commissario...
Si pensava che dopo un anno travagliatissimo, la Lega Pro trovasse pace con il commissariamento. Purtroppo non è così. Il lavoro di Tommaso Miele dovrebbe concludersi entro il 31 ottobre con la convocazione dell'assemblea elettiva ma potrebbe essere prorogato dalla Figc di una decina di giorni per motivi tecnici. Non di più, altrimenti le società potrebbero ribellarsi. I rapporti fra Miele e uno dei suoi subcommissari, Dino Feliziani, non sono certo idilliaci. Feliziani ha lavorato con passione e competenza al bilancio: ci sono fatti molto gravi anche se ilcommercialista romano non ne vuole parlare per rispetto istituzionale. Miele ha sempre sminuito la bocciatura del bilancio delle scorso anno, attribuendolo solo alle beghe fra le opposte fazioni (come ha sostenuto in una recente intervista): ma non è così, ci sono fatti seri che meritavano la massima attenzione.
Abodi si fa avanti: "Vorrei dare un'anima diversa alla serie A"
"Due anni fa non ero pronto a raccogliere quella sfida, nata durante una cena con alcuni amici. Oggi, dopo anni di intenso lavoro, mi piacerebbe dare un'anima diversa all'attuale Serie A". Sono le parole di Andrea Abodi, presidente della Lega Serie B, ospite a "La Partita Perfetta", in onda ieri sera su Sport1. "Abbiamo tolto la definizione "di Serie B": da sempre suonava come dispregiativo - le parole di Abodi - Al mio arrivo abbiamo trovato tantissimi anni di storia e un libro pieno di pagine bianche ancora da scrivere. I numeri sono dalla nostra: il 75% dei nostri giocatori sono italiani, il 38% degli under 21. Questo ci spinge ad un grande lavoro, anche sui social network, finalizzato a suscitare interesse verso il nostro campionato". Il caso Catania, ha ricordato il presidente della Lega di B, "è stato un momento davvero complicato. L'ho vissuto come un tradimento: basta pensare che una delle quattro gare incriminate l'ho vista allo stadio, come mi piace fare. E Pulvirenti, addirittura, mi telefonò lamentandosi per il trattamento ricevuto da alcuni siti che parlavano di sospetti. Molti tifosi del Catania continuano a domandarmi: "Abbiamo capito chi ha comprato le partite. Ma chi le ha vendute?". Il 2016 sarà anno di cariche in scadenza. "Ci sono dei momenti in cui deve prevalere il bene comune e Tavecchio rappresentava quello. Era il candidato che metteva d'accordo le quattro Leghe ed è solo quello il significato del mio appoggio a quella candidatura. Serie A? Non sarà, in caso, una mia spontanea candidatura ma una richiesta che partirà dalle società. Mi piacerebbe dare un'anima diversa all'attuale campionato". Abodi fu sconfitto, di poco, da Maurizio Beretta. Ora è pronto a riprovarci: e questo significa che Tavecchio potrebbe avere il via libera per essere rieletto presidente della Figc.
Lega Pro: non c'è pace nemmeno col commissario...
Si pensava che dopo un anno travagliatissimo, la Lega Pro trovasse pace con il commissariamento. Purtroppo non è così. Il lavoro di Tommaso Miele dovrebbe concludersi entro il 31 ottobre con la convocazione dell'assemblea elettiva ma potrebbe essere prorogato dalla Figc di una decina di giorni per motivi tecnici. Non di più, altrimenti le società potrebbero ribellarsi. I rapporti fra Miele e uno dei suoi subcommissari, Dino Feliziani, non sono certo idilliaci. Feliziani ha lavorato con passione e competenza al bilancio: ci sono fatti molto gravi anche se ilcommercialista romano non ne vuole parlare per rispetto istituzionale. Miele ha sempre sminuito la bocciatura del bilancio delle scorso anno, attribuendolo solo alle beghe fra le opposte fazioni (come ha sostenuto in una recente intervista): ma non è così, ci sono fatti seri che meritavano la massima attenzione.