Meno di un anno ai Giochi di Rio: come sta il nostro sport? Intanto, bisogna metterci d'accordo, una volta buona: le medaglie si pesano o si contano? Esempio: meglio vincerne solo 15 ma d'oro, oppure 30 ma nessuna del metallo più pregiato? Credo che Malagò preferirebbe la prima ipotesi (e non avrebbe certo torto). Ma questi sono discorsi accademici, da bar sport. La realtà è un'altra: a Londra 2012 abbiamo vinto 28 medaglie (di cui 8 d'oro), quattro anni prima erano state 27 (sempre 8 d'oro). Che succederà a Rio? Malagò ha detto che sarà difficile ripetere Londra ma che possiamo anche farcela. Anche se forse- questo lo diciamo noi- dovremo rinunciare a restare nella Top Ten mondiale (in Inghilterra finimmo ottavi). Le proiezioni per Rio, al momento, non sono certo allegre: 14° posto, 21 medaglie (7 oro, 5 argento, 9 bronzo). Non sono pronostici, intendiamoci, ma solo proiezioni legate ai Mondiali sinora disputati. E' un dato parziale: si può ancora migliorare perché si devono disputare i Mondiali di pugilato, ginnastica artistica, sollevamento pesi, vela, più aspettiamo il ranking del tennis (pare Malagò abbia convinto la Pennetta a continuare). Un quadro più chiaro si potrà avere solo verso fine anno. Secondo queste proiezioni, sapete qual è la Federazione che a Rio ci potrebbe portare più medaglie? La Fin (Federnuoto) del nemico giurato Paolo Barelli fra nuoto, tuffi e pallanuoto. A proposito: quando pensa di risolvere il problema Renzi e "convocare" a Palazzo Chigi sia Malagò che Barelli per trovare un onorevole accordo? Di tempo se n'è perso sin troppo sinora, con responsabilità di entrambe le parti.
Nella lunga estate, il nostro sport è stato protagonista di luci e di ombre (alcune anche inquetanti). E' passato in secondo piano, purtroppo, il successo del 4 senza ai Mondiali di canottaggio: una grande impresa, visto che la medaglia d'oro mancava da ben 20 anni (allora, sull'armo azzurro, c'era anche Carlo Mornati, ora a capo della preparazione olimpica). L'unica Nazionale che si è qualificata sinora è quella del volley maschile, perché le ragazze sono andate maluccio agli Europei e ora sarà dura farcela. Non dovrebbero avere grossi problemi invece le due squadre di pallanuoto, mentre il basket targato Nba dovrà superare lo scoglio difficilissimo delle preolimpiche. Malagò e Petrucci, giustamente, sono pronti a spendere un po' di soldini ma ne vale la pena: il basket ai Giochi potrebbe darci quelle soddisfazioni che il calcio ormai da due edizioni non ci dà più. Il n.1 del Coni si aspettava notizie positive dal ciclismo su strada: è stato smentito, ai Mondiali abbiamo fatto flop ma il ct Cassani garantisce che in Brasile sarà tutta un'altra cosa (speriamo in bene). L'atletica è all'anno zero, nonostante tutti gli sforzi del presidente Giomi e del suo vice Parrinello (ora si tifa per Schwazer...). Jessica Rossi si è persa per strada, non bene nemmeno nel tiro a segno ma nella lotta per fortuna abbiamo scoperto l'italo-cubano Franz Chamizo. Qualche altra sorpresa positiva potrebbe venir fuori da qui a Rio ma tenere il passo con lo sport mondiale è sempre più complicato. Non siamo d'altronde una grande Nazione sportiva: siamo tifosi, sedentari e con un tasso di obesità (giovanile) preoccupante. Tranne, ovviamente, sprazzi di luce. In più, come ha detto Malagò, a Rio aspettiamoci un ricambio redazionale. In più, aggiungiamo noi, lo Stato fa pochino per lo sport, un contributo al Coni e poco altro. Il Coni ha lavorato duro in questi anni (con Malagò-Fabbricini-Mornati...) ma dobbiamo sperare nella tenuta di alcuni sport storici, come la scherma, e in qualche sorpresa dell'ultima ora. Poi, sarà il caso di farci qualche domanda...
Blatter? Lo può fermare solo il comitato etico, non gli sponsor
McDonald's e Coca Cola investono 1,3 miliardi nella Fifa e adesso hanno chiesto a Sepp Blatter di dimettersi perché daneggia non solo loro ma tutto il calcio mondiale. Hanno ragione. Ma Blatter ha già fatto sapere, a stretto giro di posta, che nonostante sia indagato dalla procura svizzera, e per reati gravi, non ha alcuna intenzione di lasciare la sua poltrona sino al 26 febbraio quando si voterà (si voterà?). Non sono gli sponsor, pur influenti, che possono fermarlo: lo può sospendere solo il Comitato etico, che è un organismo indipendente e si riunisce in segreto. Speriamo lo faccia in fretta. Rischia anche Michel Platini? La sua posizione sembra border line, fra l'indagato e il testimone: il Comitato etico potrebbe anche decidere che non è candidabile, ma l'ex campione è pronto a testimoniare e spiegare, nei dettagli, perché quei 2 milioni di franchi svizzeri li ha presi solo 9 anni dopo aver fatto un lavoro per la Fifa. Platini ha pagato le tasse, d'accordo, ma è la data del pagamento che ha suscitato non pochi sospetti. Anche in Francia dove non amano l'ex Roi.
Nella lunga estate, il nostro sport è stato protagonista di luci e di ombre (alcune anche inquetanti). E' passato in secondo piano, purtroppo, il successo del 4 senza ai Mondiali di canottaggio: una grande impresa, visto che la medaglia d'oro mancava da ben 20 anni (allora, sull'armo azzurro, c'era anche Carlo Mornati, ora a capo della preparazione olimpica). L'unica Nazionale che si è qualificata sinora è quella del volley maschile, perché le ragazze sono andate maluccio agli Europei e ora sarà dura farcela. Non dovrebbero avere grossi problemi invece le due squadre di pallanuoto, mentre il basket targato Nba dovrà superare lo scoglio difficilissimo delle preolimpiche. Malagò e Petrucci, giustamente, sono pronti a spendere un po' di soldini ma ne vale la pena: il basket ai Giochi potrebbe darci quelle soddisfazioni che il calcio ormai da due edizioni non ci dà più. Il n.1 del Coni si aspettava notizie positive dal ciclismo su strada: è stato smentito, ai Mondiali abbiamo fatto flop ma il ct Cassani garantisce che in Brasile sarà tutta un'altra cosa (speriamo in bene). L'atletica è all'anno zero, nonostante tutti gli sforzi del presidente Giomi e del suo vice Parrinello (ora si tifa per Schwazer...). Jessica Rossi si è persa per strada, non bene nemmeno nel tiro a segno ma nella lotta per fortuna abbiamo scoperto l'italo-cubano Franz Chamizo. Qualche altra sorpresa positiva potrebbe venir fuori da qui a Rio ma tenere il passo con lo sport mondiale è sempre più complicato. Non siamo d'altronde una grande Nazione sportiva: siamo tifosi, sedentari e con un tasso di obesità (giovanile) preoccupante. Tranne, ovviamente, sprazzi di luce. In più, come ha detto Malagò, a Rio aspettiamoci un ricambio redazionale. In più, aggiungiamo noi, lo Stato fa pochino per lo sport, un contributo al Coni e poco altro. Il Coni ha lavorato duro in questi anni (con Malagò-Fabbricini-Mornati...) ma dobbiamo sperare nella tenuta di alcuni sport storici, come la scherma, e in qualche sorpresa dell'ultima ora. Poi, sarà il caso di farci qualche domanda...
Blatter? Lo può fermare solo il comitato etico, non gli sponsor
McDonald's e Coca Cola investono 1,3 miliardi nella Fifa e adesso hanno chiesto a Sepp Blatter di dimettersi perché daneggia non solo loro ma tutto il calcio mondiale. Hanno ragione. Ma Blatter ha già fatto sapere, a stretto giro di posta, che nonostante sia indagato dalla procura svizzera, e per reati gravi, non ha alcuna intenzione di lasciare la sua poltrona sino al 26 febbraio quando si voterà (si voterà?). Non sono gli sponsor, pur influenti, che possono fermarlo: lo può sospendere solo il Comitato etico, che è un organismo indipendente e si riunisce in segreto. Speriamo lo faccia in fretta. Rischia anche Michel Platini? La sua posizione sembra border line, fra l'indagato e il testimone: il Comitato etico potrebbe anche decidere che non è candidabile, ma l'ex campione è pronto a testimoniare e spiegare, nei dettagli, perché quei 2 milioni di franchi svizzeri li ha presi solo 9 anni dopo aver fatto un lavoro per la Fifa. Platini ha pagato le tasse, d'accordo, ma è la data del pagamento che ha suscitato non pochi sospetti. Anche in Francia dove non amano l'ex Roi.